Biologia molecolare dei mesoteliomi maligni

Responsabile:

Il progetto si svolge in stretta collaborazione con il Registro Mesoteliomi Maligni del Piemonte e in sinergia con lo studio “Esposizioni ambientali e lavorative ad amianto e rischio di mesotelioma".


Le attività che fanno capo all'iniziativa di ricerca sono le seguenti:

  • analisi dei fattori di rischio genetici (polimorfismi metabolici, attivazione di oncogeni) per lo sviluppo del mesotelioma pleurico e interazione tra fattori genetici ed esposizione all’amianto;
  • analisi dei polimorfismi del DNA repair;
  • analisi genome-wide association study (GWAS), in collaborazione con uno studio gemello condotto in Australia;
  • analisi del rischio di mesotelioma famigliare e sporadico dovuto a specifiche mutazioni genetiche;
  • analisi della sindrome famigliare da BAP1 e CDKN2A;
  • ricerca di altre caratteristiche genetiche che modificano il rischio di mesotelioma maligno.
Pubblicazioni:
  • New DNA Methylation Signals for Malignant Pleural Mesothelioma Risk Assessment.

    Fonte:Cancers (Basel) 2021; 13: 2636. doi: 10.3390/cancers13112636. PMID: 34071989 (IF 6.639)
  • DNA Methylation of FKBP5 as Predictor of Overall Survival in Malignant Pleural Mesothelioma.

    Fonte:Cancers (Basel) 2020; 12: 3470. doi: 10.3390/cancers12113470. PMID: 33233407 (IF 6.126)
  • Peripheral blood DNA methylation as potential biomarker of Malignant Pleural Mesothelioma in asbestos-exposed subjects.

    Fonte:J Thorac Oncol 2019; 14: 527-539. (IF 12.460)
  • Genetic predisposition for malignant mesothelioma: A concise review.

    Fonte:Mutat Res 2019; 781: 1-10. (IF 6.081)
  • Sensitivity to asbestos is increased in patients with mesothelioma and pathogenic germline variants in BAP1 or other DNA repair genes.

    Fonte:Genes Chromosomes Cancer 2018; 57: 573-583. (IF 3.362)
  • Germline mutations in DNA repair genes predispose asbestos-exposed patients to malignant pleural mesothelioma.

    Fonte:Cancer Lett 2017; 405: 38-45. (IF 6.375)
  • CDKN2A and BAP1 germline mutations predispose to melanoma and mesothelioma.

    Fonte:Cancer Lett 2016; 378: 120-30. (IF 5.992)
  • Gene-asbestos interaction in malignant pleural mesothelioma susceptibility.

    Fonte:Carcinogenesis 2015; 36: 1129-35. (IF 5.334)
  • Inference on germline BAP1 mutations and asbestos exposure from the analysis of familial and sporadic mesothelioma in a high-risk area.

    Fonte:Genes Chromosomes Cancer 2015; 54: 51-62. (IF 4.041)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Enrica Migliore
Collaboratori esterni:
Corrado Magnani, Dario Mirabelli, Irma Dianzani, Marina Padoan, Anna Aspesi, Giuseppe Matullo
Articolazione: Rete oncologica

Progetto FIM

Responsabile:
Mano Maria Piera

Il progetto sostiene la formazione interattiva multidisciplinare e, in particolare, l'aggiornamento permanente delle unità di senologia al fine di uniformare i percorsi diagnostico-terapeutici e migliorare la qualità delle cure delle pazienti oncologiche.


Il progetto FIM si articola nelle seguenti attività: 

  • promozione e diffusione delle linee guida;
  • costituzione di Gruppi Interdisciplinare Cure (GIC) con adeguato livello di formazione;
  • monitoraggio degli indicatori di qualità attraverso la diffusione capillare di un archivio oncologico unificato (SQTM).

Il programma di formazione viene attuato mediante il modello tutoriale, già sperimentato nel "Progetto di formazione pratica sulla tecnica del linfonodo sentinella" e nel Master di Senologia di II livello, che prevede la formazione attraverso la discussione multidisciplinare "tutorata" mediante site-visit di casi clinici durante tutto il percorso diagnostico-terapeutico.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Formazione
Collaboratori interni:
Matilde Ceresa, Francesca Garena

OMEGA-NET

Responsabile:

Obiettivo dell'iniziativa è di creare una rete internazionale volta a ottimizzare e integrare le coorti occupazionali, industriali e di popolazione a livello europeo, fornendo una base di evidenze scientifiche sia per l’identificazione di rischi e benefici per la salute relativi all’occupazione sia per promuovere efficaci strategie di prevenzione.


La Cost Action OMEGA-NET, attraverso la collaborazione fra le coorti, intende migliorare la produzione scientifica degli studi individuali e agevolare studi congiunti, puntando a influenzare le politiche sanitarie tramite:

  • un’infrastruttura di rete per una collaborazione efficace, la condivisione dei dati e il trasferimento di strumenti e competenze;
  • il coinvolgimento di una vasta gamma di coorti, gruppi di ricerca e stakeholders in tutta Europa;
  • il sostegno alla formazione di ricercatori a inizio carriera;
  • l’utilizzo più ampio e più efficiente delle coorti esistenti;
  • il miglioramento degli approcci metodologici nella raccolta e nell’armonizzazione dei dati.

Grazie a OMEGA-NET si effettua l’inventario di numerose coorti europee ed extra-europee (occupazionali, industriali e di popolazione con informazioni sull’occupazione) attraverso lo sviluppo di un catalogo online, valutando nuove tecnologie per la condivisione dei dati.

Si verifica, inoltre, la comparabilità delle informazioni sugli esiti sanitari tra le coorti, sviluppando protocolli per l’armonizzazione delle informazioni su esposizioni professionali, esiti sanitari e potenziali confondenti.

Gli strumenti di valutazione dell’esposizione professionale esistenti, compresi i database di esposizione e le JEM, vengono riuniti per costituire una risorsa aperta per la valutazione dell’esposizione professionale. Vengono proposti “position papers” e protocolli per l’ulteriore raccolta di dati sull’esposizione professionale e informazioni sanitarie nelle coorti esistenti, in particolare su: invecchiamento sano e partecipazione al lavoro; orario di lavoro; pattern di occupazione fra i giovani, in particolare fra le madri lavoratrici; malattie della pelle di origine occupazionale; determinanti psicosociali della salute mentale legati al lavoro; lavoro precario.

Il progetto, che coinvolge 29 Paesi in tutto il mondo, si articola nelle seguenti attività:

  • conduzione di corsi di formazione nell’ambito dell’epidemiologia occupazionale e della valutazione dell’esposizione;
  • conferimento di borse di studio per studenti di dottorato e giovani ricercatori provenienti da Paesi compresi fra gli “Inclusiveness Target Countries” (ITC): Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Croazia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Montenegro, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Repubblica di Serbia e Turchia;
  • finanziamento di missioni brevi (da 5 a 90 giorni) per ricercatori dei Paesi membri della Cost Action finalizzate a favorire la collaborazione e condividere nuove tecniche e infrastrutture.
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Formazione, Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Carol Brentisci
Enti Finanziatori:
Articolazione: Epidemiologia clinica

Supporto alla ricerca clinica svolta presso l’Ospedale “Maggiore della Carità” di Novara

Responsabile:

L'attività contribuisce con risorse teoriche e tecniche alla ricerca clinica ospedaliera, dal disegno dello studio alla randomizzazione, dalla raccolta all’analisi dei dati, a seconda delle necessità. 


Obiettivo del progetto è di sostenere con metodologia statistica e disegno dello studio adeguati progetti di ricerca clinica spontanea condotti presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e altre strutture del Quadrante nord-est del Piemonte. 

I settori maggiormente interessati sono: Neurologia, Oncologia, Radioterapia, Otorinolaringoiatria, Anestesiologia, Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, Ematologia, Urologia, Psichiatria, Pediatria, Anatomia patologica.

Pubblicazioni:
  • What do Italian healthcare professionals think about orthorexia nervosa? Results from a multicenter survey.

    Fonte:Eat Weight Disord 2022; 27: 2037-2049. doi: 10.1007/s40519-021-01336-9. Epub 2022 Jan 9. PMID: 35000187
  • The Potential Role of Peripheral Oxidative Stress on the Neurovascular Unit in Amyotrophic Lateral Sclerosis Pathogenesis: A Preliminary Report from Human and In Vitro Evaluations.

    Fonte:Biomedicines 2022; 10: 691. doi: 10.3390/biomedicines10030691. PMID: 35327493
  • Psychotherapy with Music Intervention Improves Anxiety, Depression and the Redox Status in Breast Cancer Patients Undergoing Radiotherapy: A Randomized Controlled Clinical Trial.

    Fonte:Cancers (Basel) 2021; 13: 1752. doi: 10.3390/cancers13081752. PMID: 33916933 (IF 6.639)
  • Genomic and functional evaluation of TNFSF14 in multiple sclerosis susceptibility.

    Fonte:J Genet Genomics 2021; 48: 497-507. doi: 10.1016/j.jgg.2021.03.017. Epub 2021 May 25. PMID: 34353742 (IF 4.275)
  • Orthorexia nervosa, eating patterns and personality traits: a cross-cultural comparison of Italian, Polish and Spanish university students.

    Fonte:BMC Psychiatry 2019; 19: 235.
  • Identification of Risk Factors for Multiple Non-Melanoma Skin Cancers in Italian Kidney Transplant Recipients.

    Fonte:Medicina (Kaunas) 2019; 55(6): 279. Published 2019 Jun 16. doi:10.3390/medicina55060279 (IF 1.467)
  • Use of administrative health databases to estimate incidence and prevalence of acromegaly in Piedmont Region, Italy.

    Fonte:J Endocrinol Invest 2019; 42: 397-402. (IF 3.439)
  • The impact of primary nursing care pattern: Results from a before-after study.

    Fonte:J Clin Nurs 2018; 27: 1094-1102. (IF 1.635)
  • Does baseline [18F] FDG-PET/CT correlate with tumor staging, response after neoadjuvant chemoradiotherapy, and prognosis in patients with rectal cancer?

    Fonte:Radiat Oncol 2018; 13: 211. (IF 2.862)
  • New versus Conventional Helmet for Delivering Noninvasive Ventilation: A Physiologic, Crossover Randomized Study in Critically Ill Patients.

    Fonte:Anesthesiology 2016; 124: 101-8. (IF 5.264)
  • High Prevalence of Vitamin D Deficiency in Native versus Migrant Mothers and Newborns in the North of Italy: A Call to Act with a Stronger Prevention Program.

    Fonte:PLoS One 2015; 10: e0129586. (IF 3.234)
  • Asbestos fibers in the gallbladder of patients affected by benign biliary tract diseases.

    Fonte:Eur J Gastroenterol Hepatol 2015; 27: 860-4. (IF 2.253)
  • A multistep cytological approach for patients with jaundice and biliary strictures of indeterminate origin.

    Fonte:J Clin Pathol 2015; 68: 283-7. (IF 2.915)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Collaboratori interni:
Danila Azzolina
Collaboratori esterni:
Silvano Andorno, Marina Padoan, Chiara Airoldi

Tumori dell’endometrio, alimentazione, peso corporeo e interazioni geni-ambiente

Responsabile:
Carlotta Sacerdote

Lo studio è volto ad indagare i fattori di rischio del tumore dell'endometrio in particolare studiando le interazioni fra geni e ambiente.


I principali ambiti di indagine dello studio sono i seguenti: 

  • Abitudini alimentari, misure antropometriche e vita riproduttiva;
  • Ruolo di polimorfismi metabolici che interagiscono con i fattori di rischio nel condizionare l’occorrenza di tumori dell’endometrio.

Lo studio dal 2006 fa parte di un consorzio internazionale di studi sui fattori di rischio del tumore dell'endometrio (E2C2) che raccoglie dati da 37 diversi progetti nel mondo e permette di confrontare casi e controlli con alimentazione e abitudini di vita molto diverse fra loro.

Pubblicazioni:
  • Pregnancy outcomes and risk of endometrial cancer: A pooled analysis of individual participant data in the Epidemiology of Endometrial Cancer Consortium.

    Fonte:Int J Cancer 2021; 148: 2068-2078. doi: 10.1002/ijc.33360. Epub 2020 Nov 17. PMID: 33105052 (IF 7.396)
  • Mendelian randomization analyses suggest a role for cholesterol in the development of endometrial cancer.

    Fonte:Int J Cancer 2021; 148: 307-319. doi: 10.1002/ijc.33206. Epub 2020 Aug 7. PMID: 32851660 (IF 7.396)
  • Identification of nine new susceptibility loci for endometrial cancer.

    Fonte:Nat Commun 2018; 9: 3166. (IF 12.353)
  • Breastfeeding and Endometrial Cancer Risk: An Analysis From the Epidemiology of Endometrial Cancer Consortium.

    Fonte:Obstet Gynecol 2017; 129: 1059-1067. (IF 5.426)
  • Diet and endometrial cancer: a focus on the role of fruit and vegetable intake, Mediterranean diet and dietary inflammatory index in the endometrial cancer risk.

    Fonte:BMC Cancer 2017; 17: 757. (IF 3.288)
  • GWAS meta-analysis of 16 852 women identifies new susceptibility locus for endometrial cancer.

    Fonte:Hum Mol Genet 2016; 25: 2612-2620. (IF 5.985)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Laura Fiorini
Collaboratori esterni:
Fulvio Ricceri
Data inizio:
01-01-2000

Studio europeo sui tumori rari

Responsabile:

L'obiettivo primario dello studio è quello di identificare i fattori di rischio per i tumori rari a eziologia ignota, con particolare riferimento ai fattori occupazionali.


La raccolta dei dati è terminata nel 1998 (circa 2mila casi e 4mila controlli). Sono stati validati i dati raccolti e sono stati pubblicati ad oggi sedici articoli (altri articoli sono in corso di stesura). Proseguono le analisi dei dati e la pubblicazione di ulteriori risultati.

Tutti i casi incidenti di sette sedi tumorali (melanoma dell’occhio, micosi fungoide, osso, mammella maschile, vie biliari maschili, timo) e un gruppo di controlli sono stati identificati in uno studio caso-controllo di popolazione che si svolge in nove Paesi europei al quale prendono parte tre centri italiani.

Il centro di Torino funge da coordinamento per l’Italia e fornisce il Principal investigator europeo per il tumore dell’osso.

Pubblicazioni:
  • Tobacco smoking and alcohol consumption as risk factors for thymoma - A European case-control study.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2019; 61: 133-138. (IF 2.619)
  • Occupational exposure to organic solvents and risk of male breast cancer: a European multicenter case-control study.

    Fonte:Scand J Work Environ Health 2018; 44: 310-322. (IF 2.792)
  • Biliary tract cancer in male printers and typesetters in the European rare cancer case-control study.

    Fonte:Occup Environ Med 2014; 71: 591-2. doi: 10.1136/oemed-2014-102322. (IF 3.234)
  • Occupational Exposure to Chlorinated and Petroleum Solvents and Mycosis Fungoides.

    Fonte:J Occup Environ Med 2013; 55: 924-931.
  • Occupational exposure to endocrine-disrupting chemicals and the risk of uveal melanoma.

    Fonte:Scand J Work Environ Health 2012; 38: 476-83. (IF 3.775)
  • Pesticide exposure in farming and forestry and the risk of uveal melanoma.

    Fonte:Cancer Causes Control 2012; 23: 141-51. (IF 3.2)
  • Occupational exposure to electromagnetic fields and sex-differential risk of uveal melanoma.

    Fonte:Occup Environ Med 2010; 67: 751-9.
  • Hormonal exposures and the risk of uveal melanoma.

    Fonte:Cancer Causes Control 2010; 21: 1625-34.
  • Occupation and occupational exposure to endocrine disrupting chemicals in male breast cancer: a case-control study in Europe.

    Fonte:Occup Environ Med 2010; 67: 837-44.
  • Occupational exposure to pesticides and bile tract carcinoma in men: results from a European multicenter case-control study.

    Fonte:Cancer Causes Control 2010; 21: 1493-502.
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio caso-controllo
Patologie:
Tumori rari
Articolazione: Epidemiologia clinica

EASY-NET - Protocollo ERAS

Responsabile:
Giovannino Ciccone

L'applicazione del protocollo “Enhanced Recovery After Surgery” (ERAS) consente di attenuare lo stress chirurgico, ottimizzare la gestione del dolore e favorire un più rapido recupero post-operatorio del paziente.


Le crescenti e consolidate evidenze internazionali hanno spinto molti centri a orientarsi verso l'implementazione di ERAS. Tuttavia, poiché tale adesione è avvenuta su base spontanea e in modo  disomogeneo, la Regione Piemonte ha supportato l’avvio di uno studio sperimentale per la valutazione dell’efficacia di tale approccio e per la sua diffusione a livello regionale.

A tal fine sono stati disegnati due studi clinici controllati randomizzati a cluster, con la tecnica stepped-wedge, per la valutazione dell’applicazione di ERAS rispettivamente ai pazienti con tumore colorettale e alle pazienti sottoposte a isterectomia per patologia ginecologica benigna o per neoplasie dell’utero.

Obiettivi dello studio sono i seguenti:

  • ottimizzare la gestione perioperatoria utilizzando procedure basate sull’evidenza scientifica;
  • favorire un migliore recupero dell’autonomia nel post-operatorio;
  • favorire una diminuzione dei tempi di ricovero;
  • aumentare il livello di soddisfazione dei pazienti in merito alle cure ricevute;
  • ridurre l’incidenza di complicanze, riammissioni ospedaliere e costi.

Al termine dello studio tutti i centri avranno adottato il protocollo, rendendo possibile effettuare una valutazione rigorosa dell’efficacia dell’intervento come programma di miglioramento della qualità assistenziale. Entrambi i protocolli fanno parte del più ampio progetto nazionale EASY-NET (Ministero della Salute NET-2016-02364191)finalizzato alla valutazione dell’efficacia degli strumenti di Audit & Feedback (A&F) in oncologia. Ad arruolamento chiuso risultano partecipanti 2368 pazienti nel protocollo della chirurgia ginecologica e 2951 in quello della chirurgia colorettale. In entrambi gli studi la numerosità del campione risulta inferiore all’atteso a causa dell’effetto della riduzione dell’attività chirurgica dovuta all’epidemia da COVID-19, con un effetto più marcato per il protocollo della ginecologia.

Ciascun protocollo prevede l’arruolamento graduale dei centri regionali riconosciuti a trattare le due tipologie di interventi, con un periodo iniziale di mantenimento dello “standard of care” e un successivo passaggio, in base al momento di randomizzazione, all’adozione del protocollo ERAS.

Sono stati effettuati dei corsi di formazione del personale per supportare il centro nella riorganizzazione necessaria per dare applicazione al protocollo. A ciascun centro è richiesta l’identificazione di un Team ERAS, come referente delle attività progettuali.

L’emergenza pandemica ha causato alcuni ritardi nello svolgimento dell’attività didattica che è stata parzialmente erogata online; tuttavia, al 1° dicembre 2020 tutti i centri avevano ricevuto la formazione ed erano passati all’applicazione di ERAS.

La raccolta dei dati necessari alla valutazione è effettuata da ciascun centro per tutta la durata dello studio, indipendentemente dal momento della randomizzazione. La partecipazione al progetto da parte di ciascun centro avviene attraverso il monitoraggio continuativo degli arruolamenti e delle dimissioni registrate sulla piattaforma EPICLIN.

Come attività di feedback, alcuni indicatori selezionati vengono resi noti ai soli centri che hanno iniziato l’applicazione del protocollo ERAS, attraverso l’area di caricamento dati, con visualizzazione grafica e tabellare, in modo continuativo.

Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio clinico controllato randomizzato, Audit clinico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
Tumori ginecologici, Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Danila Turco, Paola Ivaldi, Daniela Di Cuonzo, Vitor Hugo Dias Martins, Anna Castiglione, Marisa Fiordalise, Lisa Giacometti, Marco Gilardetti, Eva Pagano
Collaboratori esterni:
Oscar Bertetto, Teresa Spadea, Corinna Defilè, Nicolas Zengarini

Studio EPIC

Responsabile:
Carlotta Sacerdote

EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) è uno studio multicentrico, avviato nel 1993, che si basa sulla partecipazione delle coorti reclutate in nove Paesi europei, coinvolgendo un totale di circa 400mila partecipanti adulti sani.


Lo studio che ha reclutato 40mila soggetti in Italia (Torino, Varese, Firenze, Napoli e Ragusa) di cui 10.600 a Torino, è stato disegnato per indagare i rapporti tra l'alimentazione e l'insorgenza dei tumori.  Nel corso del tempo il campo di indagine si è però ampliato fino a includere le interazioni tra geni e diversi fattori di rischio ambientale nello sviluppo di patologie croniche come tumori, ma anche malattie cerebro e cardiovascolari, diabete, malattie neurologiche, malattie infiammatorie dell’intestino e autoimmuni.

Lo studio EPIC Torino effettua un follow-up periodico di tutta la coorte con metodi comuni alle altre coorti EPIC dei centri italiani ed europei e conserva in una banca biologica  delle aliquote di sangue dei soggetti arruolati per analisi biomolecolari.

Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Patologie:
Malattie cerebrovascolari, Malattie autoimmuni, Diabete, Tutti i tumori, Malattie cardiovascolari, Malattie infiammatorie intestinali
Articolazione: Registro tumori

Registrazione della mortalità tumorale nella Regione Piemonte

Responsabili:
Enrica Migliore

L'attività di registrazione della mortalità tumorale risponde a esigenze informative, generalmente in termini di follow-up dei pazienti, da parte di clinici e operatori della prevenzione.


Attraverso l'acquisizione di copia della scheda ISTAT di decesso (o equivalente trascrizione) per tutti i decessi avvenuti nei comuni della Regione Piemonte e in residenti piemontesi deceduti fuori Regione si svolgono le seguenti attività:

  • follow-up di mortalità dei casi incidenti;
  • epidemiologia descrittiva della mortalità tumorale nella Regione;
  • service di end point per la mortalità ad altri studi interni ed esterni al CPO Piemonte.


L'archivio, da alcuni anni, è utilizzato come strumento di case finding e di follow-up. Per ragioni di omogeneità con i dati pubblicati in sede nazionale e dalle altre regioni è invece cessato l'utilizzo come base per le elaborazioni statistiche descrittive della mortalità tumorale che sono state realizzate a partire dai file ISTAT. Tuttavia, dopo l'introduzione dell'ICD 10 e di sistemi automatici di codificazione, il sistema dell'ISTAT ha subito un grave rallentamento. La conseguenza di tali decisioni, per il Registro Tumori Piemonte, è che il suo archivio di mortalità deve poter essere utilizzabile come base per statistiche descrittive.

L'attività, avviata nel 1985, prevede che nel mese di gennaio venga completato il processo relativo agli invii dell'anno precedente. Entro il primo semestre di ogni anno si completa l'acquisizione dei casi dell'anno precedente che hanno richiesto una procedura di sollecito per il loro ottenimento; entro la fine di ogni anno vengono acquisiti i dati relativi ai decessi fuori Regione.

L'archivio è alimentato da un flusso postale proveniente da Comuni e Aziende Sanitarie Locali per quanto riguarda i Comuni diversi da quello di Torino. Per quest'ultimo viene codificata la mortalità generale ed è acquisito direttamente un file informatizzato dai dati codificati, nell'ambito delle funzioni vicarie al Servizio di Igiene Pubblica che il Registro Tumori ha acquisito.

L'acquisizione dei dati per i residenti deceduti fuori Regione avviene per corrispondenza postale con tutti i Comuni d'Italia.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Registrazione tumori
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia descrittiva
Patologie:
Tutti i tumori
Collaboratori interni:
Franca Gilardi, Laura Fiorini
Articolazione: Epidemiologia clinica

Valutazione dei farmaci oncologici

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Attività di collaborazione con la Commissione Terapeutica Oncologica (CTO) regionale finalizzata a garantire lo sviluppo e il raggiungimento di elevati standard di sicurezza, di appropriatezza e di economicità nell’impiego dei medicinali in campo oncologico.


La CTO, istituita presso la Direzione Sanità della Regione Piemonte con Determinazione n. 380 del 30/06/2016, opera nell’ambito delle attività di governo clinico e tra i propri compiti vi è anche la formulazione, tramite un approccio di Health Technology Assessment (HTA), di pareri e proposte in merito all’utilizzo dei farmaci oncologici sottoposti a registro di monitoraggio Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). 

Il CPO Piemonte partecipa alle attività della CTO e, in particolare, collabora all'elaborazione delle monografie.

La ricerca e la revisione critica della letteratura scientifica è effettuata attraverso le principali banche dati bibliografiche per gli studi primari, le revisioni sistematiche, le linee guida e i rapporti di HTA (Medline, Embase, CINAHL, Cochrane Library, National Guideline Clearinghouse, INAHTA-database e il CRD Database per le valutazioni economiche).

Vengono consultati i siti ufficiali di Food and Drug Administration (FDA), European Medicines Agency e AIFA; siti di enti ufficiali di HTA (ad es. HAS France, NICE UK, Scottish Consortium, CADTH Canada, AHRQ USA), libri di testo elettronici (come Dynamed o UpToDate). Per l’identificazione degli studi in corso viene consultato il registro clinicaltrial.gov.

L’analisi di impatto sul budget utilizza i dati relativi al presunto fabbisogno regionale (stima del numero di pazienti da trattare), il prezzo ex factory e i costi relativi alla somministrazione del nuovo farmaco, rispetto alla pratica terapeutica standard utilizzata a livello regionale.

La mole di evidenze così raccolte si discute con i clinici specializzati nel trattamento di interesse, giungendo all'elaborazione di un parere condiviso, che viene poi sottoposto alla CTO per la ratifica e la divulgazione.

Per ciascun farmaco oncologico esaminato viene redatta una monografia e una sintesi delle evidenze con il parere all’utilizzo. Attualmente sono state predisposte 49 monografie. Sono in corso elaborazioni dei dati correnti finalizzate a valutare l’aderenza delle prescrizioni alle indicazioni contenute nelle varie monografie.

Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Collaboratori interni:
Enrica Migliore, Claudia Galassi, Eva Pagano
Enti Collaboratori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Colonscopia virtuale vs sigmoidoscopia come test di screening dei tumori colorettali

Responsabile:

Obiettivo dello studio è di compiere una valutazione comparativa di un protocollo di screening che utilizza la colonscopia virtuale (CTC) rispetto al protocollo standard (sigmoidoscopia).


Tale valutazione avviene in relazione agli elementi che seguono:

  • tasso di partecipazione al primo invito, entro 6 mesi dalla data di invito;
  • tasso di approfondimento diagnostico totale, ovvero la percentuale di soggetti che effettuano una colonscopia in seguito a risultato positivo del test primario;
  • tasso di identificazione (DR) di lesioni avanzate e/o cancro;
  • costi del programma;
  • confronto delle performance diagnostiche di diversi paradigmi di lettura degli esami di CTC in programmi di screening;
  • frequenza di eventi avversi;
  • impatto del modello organizzativo di telediagnosi sui costi;
  • riscontri extra-colici: frequenza, caratteristiche, impatto sui costi di implementazione programma di prevenzione per cancro colorettale (CCR).

Un obiettivo secondario dello studio consiste nella valutazione dell'accettabilità dell'offerta della CTC tra i soggetti non aderenti alla FS (estensione della valutazione che non era stata completata nell'ambito del trial Proteus).

Sono stati pubblicati i risultati del trial che nostrano una sostanziale equivalenza delle due metodiche sia in termini di partecipazione dei soggetti invitati che di proporzione di lesioni diagnosticate. La colonscopia virtuale ha mostrato una elevata sensibilità per le lesioni prossimali.

In base ai risultati dello studio è stato disegnato un progetto satellite che ha l’obiettivo di valutare il valore aggiunto dell’offerta della colonscopia virtuale alle persone che hanno eseguito una sigmoidoscopia di screening con esito negativo da più di 10 anni. 

L’offerta di un test come la colonscopia virtuale che mostra una elevata accuratezza per le lesioni prossimali, che sono più  frequenti nelle fasce di età più anziane, potrebbe infatti garantire un incremento dell’effetto protettivo dello screening. Verrà confrontato l’impatto, in termini di accettabilità e tasso di identificazione di lesioni (distali e prossimali), di una strategia che utilizzi la colonscopia virtuale offerta una sola volta nella vita e di un protocollo che prevede l’offerta del test immunochimica per la ricerca del sangue occulto (FIT) biennale, come previsto in gran parte dei programmi di screening di popolazione.   

Pubblicazioni:
  • Flexible Sigmoidoscopy and CT Colonography Screening: Patients' Experience with and Factors for Undergoing Screening-Insight from the Proteus Colon Trial.

    Fonte:Radiology 2018: 286: 873-883. (IF 7.469)
  • Comparing CT colonography and flexible sigmoidoscopy: a randomised trial within a population-based screening programme.

    Fonte:Gut 2017; 66: 1434-1440.
  • Population screening for colorectal cancer by flexible sigmoidoscopy or CT colonography: study protocol for a multicenter randomized trial.

    Fonte:Trials 2014; 15: 97. (IF 2.12)
  • Computer-Aided Detection for Computed Tomographic Colonography Screening: A Prospective Comparison of a Double-Reading Paradigm With First-Reader Computer-Aided Detection Against Second-Reader Computer-Aided Detection.

    Fonte:Invest Radiol 2014; 49: 173-82. (IF 4.453)
  • CT Colonography: Preliminary Assessment of a Double-Read Paradigm That Uses Computer-aided Detection as the First Reader.

    Fonte:Radiology 2013; 268: 743-751.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Collaboratori interni:
Marco Silvani
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Loredana Correale, Daniele Regge, Cesare Hassan
Enti Collaboratori:
Enti Finanziatori:
Articolazione: Registro tumori

Incidenza, sopravvivenza e prevalenza dei tumori nella popolazione piemontese

Responsabili:
Enrica Migliore

La registrazione dei casi di tumore e la produzione degli indicatori di prevalenza, incidenza e sopravvivenza è l'attività principale del Registro Tumori Piemonte (RTP), accreditato presso l’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTum), e viene svolta in maniera continuativa, garantendo la fonte di dati alla base di ogni altro progetto del RTP.


La registrazione dei tumori si basa sulla raccolta sistematica ed esaustiva di dati provenienti da molteplici fonti che originano dai sistemi informativi esistenti: pazienti dimessi nella Regione e fuori Regione (SDO), strutture di anatomia patologica, registri di mortalità, archivio delle prestazioni ambulatoriali.

Gli archivi che si ricavano attingendo alle diverse fonti vengono sottoposti a record linkage per unificare le informazioni relative ai singoli pazienti e, quindi, per individuare i casi di neoplasia. Il controllo anagrafico dei casi individuati, e quindi la verifica della loro appartenenza alla popolazione in esame, viene effettuato attraverso l'anagrafe regionale degli assistiti. I casi individuati vengono poi revisionati e certificati da parte di operatori esperti e supervisionati da personale medico; nei casi più complessi si effettua la consultazione della cartella clinica.

Le informazioni raccolte e le regole di registrazione sono quelle determinate dalle convenzioni internazionali dei Registri Tumori. La codifica nosografica avviene tramite l'uso della CIM-O, III edizione. Gli indicatori di completezza e di qualità sono regolarmente calcolati secondo le norme internazionali.

Per la città di Torino, in cui i primi casi risalgono al 1985, viene effettuato un aggiornamento periodico delle informazioni sull'esistenza in vita dei casi incidenti in maniera da poter valutare anche l’andamento temporale dei tassi di sopravvivenza. Per gli ultimi anni è disponibile un primo quadro di tale indicatore anche per l’Area Metropolitana. In merito alla sopravvivenza, il Registro Tumori effettua una collaborazione con gli studi EUROCARE, ITACARE, ITAPREVAL e IMPATTO e invia periodicamente i dati aggiornati, alimentando la banca dati AIRTum.

Obiettivo del RTP è anche quello di disporre di indicatori di prevalenza della patologia tumorale a fini di valutazione generale di impatto e di programmazione sanitaria. In Europa, come si può vedere dai dati finora pubblicati da IARC, IACR e dal Progetto Europreval, la variabilità della prevalenza è maggiore di quelle dell'incidenza e della sopravvivenza. Ciò è dovuto al fatto che la prevalenza è determinata dalle altre due grandezze, ma ancor più dalla struttura per età della popolazione e dalla mortalità generale. Pertanto è importante disporre di misure di prevalenza luogo e tempo specifiche.

Il RTP dispone oggi di dati per la città di Torino che permettono di calcolare per tutte le sedi tumorali la prevalenza a 20 anni dalla diagnosi; per molte sedi tumorali, e in particolare per quelle a maggiore letalità, ciò esaurisce il totale della prevalenza. 

Da un punto di vista operativo, la misura della prevalenza richiede la completa verifica di esistenza in vita di tutta la coorte dei casi registrati presenti nell'archivio a una determinata data. Le procedure sono quindi largamente comuni a quelle per la determinazione della sopravvivenza.

Il RTP contribuisce con i suoi dati alle statistiche nazionali di incidenza e di sopravvivenza, partecipando alle monografie annuali “I numeri del cancro” e a quelle periodiche su incidenza e sopravvivenza dei pazienti oncologici. Inoltre, a livello internazionale, il RTP contribuisce alle monografie dell’International Agency for Cancer Research (IARC), “Cancer Incidence in Five Continents (CI5)” che presentano dati confrontabili sull'incidenza del cancro per tutti i paesi del mondo per i quali sono stati resi disponibili dati di alta qualità dai registri tumori di popolazione.

Le analisi di incidenza, sopravvivenza e prevalenza sono pubblicate e periodicamente aggiornate sul sito web del CPO Piemonte, nella sezione Dati - Registro tumori.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Registrazione tumori
Patologie:
Tutti i tumori
Collaboratori interni:
Franca Gilardi, Paola Busso, Fulvio Lazzarato, Irene Sobrato
Articolazione: Epidemiologia clinica

Studio PLACO-COVID

Responsabili:
Paola Manzini
Giovannino Ciccone

Obiettivo principale dello studio è valutare se l’infusione di plasma da soggetti convalescenti da infezione da SARS-CoV-2, o di plasma inattivato standard (da donatori non venuti in contatto con SARS-CoV-2) migliori la sopravvivenza dei pazienti ricoverati per COVID-19 con recente sviluppo di insufficienza respiratoria acuta che necessita di supporto ventilatorio.


Allo studio hanno collaborato 25 ospedali di tutte le province della Regione Piemonte e della Valle d’Aosta. L’arruolamento ha avuto inizio a giugno 2020 ed è terminato a febbraio 2021, raggiungendo la numerosità prevista (180 pazienti).

PLACO-COVID è uno studio controllato randomizzato di fase 2, a 3 bracci di trattamento:

  • standard (la terapia più efficace secondo letteratura e/o linee guida internazionali);
  • standard + plasma inattivato donato in epoca pre-COVID (gennaio-ottobre 2019) in tripla somministrazione ai giorni 1-3-5 dalla randomizzazione;
  • standard + plasma convalescente COVID inattivato in tripla somministrazione ai giorni 1-3-5. È prevista la cecità per i clinici che infondono il plasma, solo il centro trasfusionale terrà traccia del tipo di plasma infuso in ciascun paziente.

Criteri di inclusione: adulti ricoverati affetti da COVID-19 confermata da test diagnostico con recente comparsa o peggioramento di insufficienza respiratoria acuta (<5gg) con gravità >=2 nella classificazione SIMEU, dopo firma di consenso informato. La randomizzazione è stratificata per livello di gravità dei pazienti in 3 categorie. Endpoint principale: sopravvivenza a 30 giorni dalla randomizzazione. La randomizzazione e la raccolta dati sono gestiti sull’ultima versione della piattaforma EPICLIN.

Per questo trial è stato istituito un Data Monitoring Committee indipendente. ClinicalTrials.gov: NCT04428021. I risultati definitivi sono in fase di pubblicazione.

Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio clinico controllato randomizzato, Studio multicentrico
Patologie:
COVID-19
Collaboratori interni:
Fabio Saccona, Anna Castiglione, Claudia Galassi
Collaboratori esterni:
Sergio D'Antico, Franco Castagno, Tiziana Francisci, Luciana Labanca, Franca Danielle, Grazia Cornagliotto, Graziella Lucania, Clara Pecoraro, Adriano Valfrè, Cristina Crocillà, Gabriella Grizioli, Remigio Roncato, Palmina Spidalieri, Gabriella Giustetto, Anna Maria Bordiga, Franco Eliantonio, Cristina Costa, Maria Avolio, Francesco Giuseppe De Rosa, Marco Lorenzi, Antonella Tornello, Osvaldo Giachino, Valeria Ghisetti
Articolazione: Prevenzione primaria

Codice Europeo contro il Cancro: realizzazione e diffusione della IV edizione

Responsabile:
Paola Armaroli

Il costante aggiornamento del Codice Europeo contro il Cancro viene svolto da gruppi di lavoro multidisciplinari di professionisti incaricati di raccogliere e analizzare l’evidenza scientifica, supportati da epidemiologi esperti in revisioni sistematiche coordinati dal CPO Piemonte.


Il Codice è un’iniziativa della Commissione Europea, nell’ambito di un progetto coordinato dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) e finanziato dal programma dell’Unione Europea (UE) per la salute. La IV edizione si compone di dodici raccomandazioni che la maggior parte delle persone possono facilmente seguire per ridurre il rischio di cancro.

È stato stimato che quasi la metà dei decessi per cancro in Europa potrebbe essere evitata, seguendo le semplici raccomandazioni contenute nel Codice scaturito nell’ottica di un’integrazione tra prevenzione primaria e secondaria.

Gran parte delle raccomandazioni contenute nel Codice riguardano gli stili di vita:

  • evitare l’esposizione al tabacco;
  • mantenere un peso adeguato;
  • seguire una dieta sana;
  • svolgere attività fisica nella vita quotidiana;
  • ridurre l’esposizione a carcinogeni.

Sono raccomandati, inoltre, interventi medici che possono ridurre l’incidenza e/o la mortalità per cancro: la vaccinazione contro l’epatite B e l’HPV, la partecipazione a programmi organizzati di screening per il tumore del colon-retto, della mammella e della cervice uterina. Il Codice, la cui prima versione risale ormai al 1987, è stato pubblicato su pagine web dedicate all’interno del sito IARC. Inoltre, è possibile accedere, per ogni raccomandazione, a spiegazioni e approfondimenti in plan language (sezione: Questions & Answers).

Le raccomandazioni e gli approfondimenti sono stati sviluppati basandosi su rassegne sistematiche dell’evidenza scientifica disponibile; sono disponibili e scaricabili in formato pdf le pubblicazioni scientifiche che descrivono questa evidenza (sezione: Scientific justification). Ogni raccomandazione e i relativi approfondimenti sono disponibili in tutte le lingue dell’UE.

Nella elaborazione del Codice vengono considerati fattori di rischio per i quali sia disponibile un’evidenza sufficiente o convincente di associazione causale con il rischio di cancro. In merito alle raccomandazioni sugli interventi al fine di formulare raccomandazioni basate su un’evidenza aggiornata è stata effettuata una revisione sistematica della letteratura.

Il CPO ha inoltre avuto la responsabilità di guidare il gruppo di lavoro sullo screening, il gruppo di letteratura, e ha partecipato ai lavori del gruppo su nutrizione, allattamento, attività fisica, alcol e tabacco.

Pubblicazioni:
  • European Code against Cancer 4th Edition: Process of reviewing the scientific evidence and revising the recommendations.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2015; 39: S11-9. (IF 2.711)
  • European Code against Cancer 4th edition: 12 ways to reduce your cancer risk.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2015; 39: S1-S10. (IF 2.711)
  • European Code against Cancer, 4th Edition: Cancer screening.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2015; 39: S139-52. (IF 4.125)
  • European Code against Cancer 4th Edition: Breastfeeding and cancer.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2015; 39: S101-6. (IF 4.125)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Ambiti epidemiologici:
Prevenzione primaria
Patologie:
Tutti i tumori
Collaboratori interni:
Cristiano Piccinelli
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Silvia Minozzi, Marien Gonzàlez-Lorenzo
Articolazione: Epidemiologia clinica

Centro per i trial clinici e progetto EPICLIN

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Attività di supporto metodologico e operativo alla ricerca clinica no profit a livello aziendale e regionale.


La SSD Epidemiologia Clinica e Valutativa dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino svolge una funzione di promozione di studi indipendenti, con la duplice funzione, da una parte, di riferimento regionale, per la consulenza metodologica sui trial clinici, per il disegno, il coordinamento e l’analisi di studi collaborativi, in particolare nell’ambito delle Reti Oncologica e Onco-ematologica piemontesi; dall’altra, di clinical trial center aziendale e di clinical trial quality team, a supporto dei gruppi di ricerca impegnati in diverse discipline, per gli aspetti epidemiologici, statistici, di metodologia della ricerca clinica e di assicurazione della qualità delle sperimentazioni secondo la Good Clinical Practice (GCP).

La piattaforma informatica EPICLIN garantisce il fondamentale servizio di supporto alla raccolta dei dati in studi multicentrici, alla randomizzazione e al monitoraggio degli studi, attraverso la predisposizione di CRF elettroniche e database accessibili tramite web.

Da quando è stato avviato, nel 2004, il centro ha collaborato alla progettazione e/o alla realizzazione di oltre 230 studi, prevalentemente in campo oncologico ed ematologico, consolidando la collaborazione con il network italiano di ematologi maggiormente attivo nella ricerca sui linfomi, la Fondazione Italiana Linfomi (FIL), e svolgendo un ruolo di coordinamento degli aspetti metodologici e statistici degli studi in corso. 

Per promuovere una maggiore qualità della ricerca clinica è stata svolta un’attività formativa attraverso l’organizzazione di corsi e seminari su argomenti specifici riguardanti la metodologia dei trial, della statistica applicata e della ricerca clinica in generale. L’attività di consulenza sui protocolli avviene attraverso riunioni tra il personale del centro (epidemiologi, statistici e informatici) e i gruppi clinici responsabili dei diversi protocolli.

L’analisi statistica dei dati e la preparazione degli articoli vengono condotte con un elevato livello di interazione con i clinici responsabili degli studi. Per la raccolta e il monitoraggio degli studi multicentrici è stato costituito un team di informatici che gestisce la piattaforma EPICLIN.

Sul piano degli standard di qualità il centro sta completando l’adeguamento del sistema di raccolta dati online rispetto a quanto previsto dalle linee guida GCP e dai requisiti della Food and Drug Administration (FDA).

Pubblicazioni:
  • Different quality of treatment in retroperitoneal sarcomas (RPS) according to hospital-case volume and surgeon-case volume: a retrospective regional analysis in Italy.

    Fonte:Clin Sarcoma Res 2018; 8: 3.
  • Lacosamide in patients with gliomas and uncontrolled seizures: results from an observational study.

    Fonte:J Neurooncol 2018; 136: 105-114. (IF 3.060)
  • Diagnostic imaging procedures and prescribing appropriateness: are administrative data a proper instrument? An experience from Piedmont Region (Northern Italy).

    Fonte:Epidemiol Prev 2018; 42: 151-159. Italian. (IF 1.289)
  • Development and validation of a simplified BRASS index to screen hospital patients needing personalized discharge planning.

    Fonte:J Gen Intern Med 2018; 33: 1084-1091. (IF 4.005)
  • Cell of origin markers identify different prognostic subgroups of lung adenocarcinoma.

    Fonte:Hum Pathol 2018; 75: 167-178. (IF 3.125)
  • Single-agent panobinostat for relapsed/refractory diffuse large B-cell lymphoma: clinical outcome and correlation with genomic data. A phase 2 study of the Fondazione Italiana Linfomi.

    Fonte:Leuk Lymphoma 2018: 1-7. (IF 2.644)
  • Effects of Self-Conditioning Techniques (Self-Hypnosis) in Promoting Weight Loss in Patients with Severe Obesity: A Randomized Controlled Trial.

    Fonte:Obesity (Silver Spring) 2018; 26: 1422-1429. (IF 4.042)
  • Effects of resveratrol on bone health in type 2 diabetic patients. A double-blind randomized-controlled trial.

    Fonte:Nutr Diabetes 2018; 8(1): 51. (IF 2.742)
  • Lenalidomide plus R-CHOP21 in newly diagnosed diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL): long-term follow-up results from a combined analysis from two phase 2 trials.

    Fonte:Blood Cancer J 2018; 8: 108. (IF 8.125)
  • Intermittent versus continuous energy restriction on weight loss and cardiometabolic outcomes: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.

    Fonte:J Transl Med 2018; 16: 371. (IF 4.197)
  • Transperitoneal versus retroperitoneal laparoscopic adrenalectomy for adrenal tumours in adults.

    Fonte:Cochrane Database Syst Rev 2018; 12: CD011668. (IF 6.754)
  • Diffuse large B cell lymphoma cell of origin by digital expression profiling in the REAL07 Phase 1-2 study.

    Fonte:Br J Haematol 2018; 182: 453-456. (IF 5.128)
  • The acute impact of the intake of four types of bread on satiety and blood concentrations of glucose, insulin, free fatty acids, triglyceride and acylated ghrelin. A randomized controlled cross-over trial.

    Fonte:Food Res Int 2017; 92: 40-47. (IF 3.086)
  • A simplified screening tool to identify seriously ill patients in the Emergency Department for referral to a palliative care team.

    Fonte:Minerva Anestesiol 2017; 83: 474-484. (IF 2.623)
  • Khorana score and histotype predicts incidence of early venous thromboembolism in non-Hodgkin lymphomas. A pooled-data analysis of 12 clinical trials of Fondazione Italiana Linfomi (FIL).

    Fonte:Thromb Haemost 2017 Apr 27. doi: 10.1160/TH16-11-0895. [Epub ahead of print] (IF 5.627)
  • Rituximab, bendamustine, and low-dose cytarabine as induction therapy in elderly patients with mantle cell lymphoma: a multicentre, phase 2 trial from Fondazione Italiana Linfomi.

    Fonte:Lancet Haematol 2017; 4: e15-e23. (IF 7.123)
  • Post-remissional and pre-transplant role of minimal residual disease detected by WT1 in acute myeloid leukemia: A retrospective cohort study.

    Fonte:Leuk Res 2017; 61: 10-17. (IF 2.501)
  • Timing of food intake: Sounding the alarm about metabolic impairments? A systematic review.

    Fonte:Pharmacol Res 2017; 125: 132-141. (IF 4.48)
  • Autologous transplant vs oral chemotherapy and lenalidomide in newly diagnosed young myeloma patients: a pooled analysis.

    Fonte:Leukemia 2017; 31: 1727-1734. (IF 11.702)
  • Rituximab-dose-dense chemotherapy with or without high-dose chemotherapy plus autologous stem-cell transplantation in high-risk diffuse large B-cell lymphoma (DLCL04): final results of a multicentre, open-label, randomised, controlled, phase 3 study.

    Fonte:Lancet Oncol 2017; 18: 1076-1088. (IF 33.9)
  • Six months of resveratrol supplementation has no measurable effect in type 2 diabetic patients. A randomized, double blind, placebo-controlled trial.

    Fonte:Pharmacol Res 2016; 111: 896-905. (IF 4.816)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Collaboratori interni:
Eva Pagano, Fabio Saccona, Anna Castiglione, Claudia Galassi, Andrea Evangelista, Francesco Brunetti , Rosalba Rosato, Daniela Di Cuonzo, Enrica Migliore
Collaboratori esterni:
Ugo Casalone

Fattori ambientali e suscettibilità genetica nell’eziologia dei tumori del capo-collo

Responsabile:

Il principale obiettivo dello studio è di testare l’ipotesi che le rilevanti differenze nell’incidenza dei tumori del tratto aero-digestivo superiore (UADT) in Europa siano dovute a uno o più di specifici fattori.


I fattori presi in considerazione sono i seguenti:

  • differenti pattern di consumo di alcol e di tipo di bevanda alcolica;
  • differente suscettibilità genetica al metabolismo dell’alcol;
  • differente suscettibilità genetica al metabolismo del tabacco o a danno del DNA;
  • interazione tra elevato consumo di alcol e altri fattori legati a stili di vita e abitudini alimentari, specialmente basso consumo di frutta e verdura e consumo di tabacco.

Ulteriori obiettivi dello studio sono:

  • studiare se i pattern specifici e i fattori eziologici conosciuti siano importanti, includendo tipi specifici di consumo di alcol (ad es. superalcolici, birra, vino) e pattern di consumo alcolico (consumo molto elevato 1/2 volte alla settimana vs un consumo regolare moderato);
  • studiare altri pattern nutrizionali incluso l’effetto protettivo di frutta e verdura fresche, rischi associati al consumo di pesce, carne e verdure salate affumicate;
  • studiare l’interazione tra elevato consumo di alcol e altri fattori dietetici o stili di vita, specialmente basso consumo di frutta e verdura e consumo di tabacco;
  • studiare il ruolo della suscettibilità genetica al metabolismo dell’alcol e del tabacco e del danno del DNA nello spiegare le differenze internazionali, così come il rischio individuale per i tumori UADT;
  • fornire un sufficiente numero di casi per permettere un’analisi per sottogruppi di specifici soggetti, includendo differenti categorie di età e di sesso, considerando i fattori di rischio che hanno un effetto più importante in soggetti sotto i 55 anni di età; infatti, i tumori UADT sono particolarmente elevati in questo gruppo e risultano da molti anni in aumento in Europa;
  • combinare le informazioni sulle esposizioni a stili di vita e fattori nutrizionali su suscettibilità genetica e biomarker per il riparo del DNA, valutare come queste variabili possano essere usate a livello dell’individuo per identificare gruppi ad alto rischio per lo sviluppo dei tumori UADT;
  • fornire tutti i risultati separatamente per i sottotipi UADT e per tipo istologico.

La coorte contribuisce al consorzio internazionale INHANCE

Pubblicazioni:
  • Laryngeal Cancer Risks in Workers Exposed to Lung Carcinogens: Exposure-Effect Analyses Using a Quantitative Job Exposure Matrix.

    Fonte:Epidemiology 2020; 1: 45–154. doi:10.1097/EDE.0000000000001120 PMID: 31577634 (IF 5.071)
  • Alcohol drinking and head and neck cancer risk: the joint effect of intensity and duration.

    Fonte:Br J Cancer 2020; 123: 1456-1463. doi: 10.1038/s41416-020-01031-z. Epub 2020 Aug 24. PMID: 32830199 (IF 5.791)
  • Joint effects of intensity and duration of cigarette smoking on the risk of head and neck cancer: A bivariate spline model approach.

    Fonte:Oral Oncol 2019; 4: 47-57. (IF 3.730)
  • Occupations and the Risk of Head and Neck Cancer: A Pooled Analysis of the International Head and Neck Cancer Epidemiology (INHANCE) Consortium.

    Fonte:J Occup Environ Med 2019; 61: 397-404. (IF 1.861)
  • The influence of smoking, age and stage at diagnosis on the survival after larynx, hypopharynx and oral cavity cancers in Europe: The ARCAGE study.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 143: 32-44. (IF 7.36)
  • Geographic heterogeneity in the prevalence of human papillomavirus in head and neck cancer.

    Fonte:Int J Cancer 2017; 140: 1968-1975. (IF 6.513)
  • Combined effects of smoking and HPV16 in oropharyngeal cancer.

    Fonte:Int J Epidemiol 2016; 45: 752-61. (IF 7.522)
  • Low frequency of cigarette smoking and the risk of head and neck cancer in the INHANCE consortium pooled analysis.

    Fonte:Int J Epidemiol 2016; 45: 835-45. (IF 7.522)
  • Effect of HPV on head and neck cancer patient survival, by region and tumor site: A comparison of 1362 cases across three continents.

    Fonte:Oral Oncol 2016; 62: 20-27. (IF 4.286)
  • Genome-wide association analyses identify new susceptibility loci for oral cavity and pharyngeal cancer.

    Fonte:Nat Genet 2016; 48: 1544-1550. (IF 31.616)
  • Clinical features and prognostic factors in patients with head and neck cancer: Results from a multicentric study.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2015; 39: 367-74. (IF 2.711)
  • Estimating and explaining the effect of education and income on head and neck cancer risk: INHANCE consortium pooled analysis of 31 case-control studies from 27 countries.

    Fonte:Int J Cancer 2015; 136: 1125-39. (IF 5.085)
  • A rare truncating BRCA2 variant and genetic susceptibility to upper aerodigestive tract cancer.

    Fonte:J Natl Cancer Inst 2015; 107. (IF 12.583)
  • The 12p13.33/RAD52 Locus and Genetic Susceptibility to Squamous Cell Cancers of Upper Aerodigestive Tract.

    Fonte:PLoS One 2015; 10: e0117639. (IF 3.234)
  • Risk factors for head and neck cancer in young adults: a pooled analysis in the INHANCE consortium.

    Fonte:Int J Epidemiol 2015; 44: 169-85. (IF 9.176)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo, Studio multicentrico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia molecolare, Epidemiologia degli stili di vita, Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumori capo-collo
Collaboratori interni:
Valentina Fiano, Maja Popovic, Laura De Marco
Collaboratori esterni:
Franco Merletti
Enti Finanziatori:

Determinanti genetici e ambientali del tumore della vescica

Responsabile:
Carlotta Sacerdote

Obiettivo primario dello studio è indagare il ruolo di fattori di rischio genetici, epigenetici  e ambientali (dieta, fumo passivo ecc.) nella eziogenesi del tumore della vescica, analizzando le relazioni geni-ambiente.


Il progetto intende identificare le relazioni fra specifici geni o pathways (geni del riparo del DNA etc) o modulazioni epigenetiche (microRNA etc) e fattori di rischio (professionali, fumo ecc.)  nella eziogenesi e nella prognosi del tumore della vescica.

Ulteriore obiettivo è la ricerca di marcatori diagnostici in plasma e urine in grado di rilevare la presenza di un tumore e monitorarlo durante la terapia e nel corso del follow-up con una metodica non invasiva. 

Pubblicazioni:
  • Small Non-Coding RNA Profiling in Plasma Extracellular Vesicles of Bladder Cancer Patients by Next-Generation Sequencing: Expression Levels of miR-126-3p and piR-5936 Increase with Higher Histologic Grades.

    Fonte:Cancers (Basel) 2020; 12: 1507. doi: 10.3390/cancers12061507. PMID: 32527011 (IF 6.126)
  • New insights on occupational exposure and bladder cancer risk: a pooled analysis of two Italian case-control studies.

    Fonte:Int Arch Occup Environ Health 2019; 92: 347-359. (IF 2.025)
  • The prognostic value of basal DNA damage level in peripheral blood lymphocytes of patients affected by bladder cancer.

    Fonte:Urol Oncol 2018; 36: 241.e15-241.e23. (IF 3.397)
  • microRNA profiles in urine by next-generation sequencing can stratify bladder cancer subtypes.

    Fonte:Oncotarget 2018; 9: 20658-20669.
  • MMP23B expression and protein levels in blood and urine are associated with bladder cancer.

    Fonte:Carcinogenesis 2018; 39: 1254-1263. (IF 5.072)
  • Increased micronucleus frequency in peripheral blood lymphocytes predicts the risk of bladder cancer.

    Fonte:Br J Cancer 2017; 116: 202-210. (IF 6.176)
  • Identification of a novel susceptibility locus at 13q34 and refinement of the 20p12.2 region as a multi-signal locus associated with bladder cancer risk in individuals of European ancestry.

    Fonte:Hum Mol Genet 2016; 25: 1203-14. (IF 5.985)
  • H2AX phosphorylation level in peripheral blood mononuclear cells as an event-free survival predictor for bladder cancer.

    Fonte:Mol Carcinog 2016; 55: 1833-1842. doi: 10.1002/mc.22431. (IF 4.722)
  • Detection of multiple mutations in urinary exfoliated cells from male bladder cancer patients at diagnosis and during follow-up.

    Fonte:Oncotarget 2016; 7: 67435-67448. (IF 5.008)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumori apparato urologico
Collaboratori interni:
Laura Fiorini
Collaboratori esterni:
Fulvio Ricceri
Articolazione: Epidemiologia clinica

Attività di ricovero e mobilità sanitaria nell’area del Piemonte Orientale (Quadrante 2): analisi dei dati SDO

Responsabile:

Il progetto viene svolto in modo coordinato in base alle esigenze scaturite dalle direzioni aziendali interessate.


Gli obiettivi del progetto sono i seguenti:

  • valutazione dei flussi di pazienti intra- ed extra-regione per residenza e tipo di neoplasia;
  • descrizione della frequenza dei ricoveri negli ospedali per tipo di neoplasia e indicatori disponibili sulla Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO);
  • stima dei tassi di prima ospedalizzazione e della prevalenza di malati per tipo di neoplasia, su base residenziale;
  • descrizione delle modalità assistenziali (regime di ricovero, durata dei ricoveri, tipologie di trattamento, ricoveri multipli) da parte degli ospedali di ricovero, per tipo di neoplasia e fase della malattia;
  • produzione di report sull’attività oncologica svolta a livello di quadrante;
  • analisi del trend temporale dei principali fenomeni di ricovero (ospedalizzazione, migrazione).

L’archivio regionale delle SDO ha raggiunto, in particolare dal 2000, un livello tale di completezza (valutato per esempio sul numero di istituti che inviano regolarmente le SDO e sul numero totale di ricoveri) e di qualità dei dati (valutato per esempio sul numero medio di codici di diagnosi e di interventi/procedure per SDO) che ha permesso di condurre diverse analisi inerenti agli obiettivi prefissati. Sono disponibili (di regola a settembre dell’anno successivo) dati relativi ai soggetti residenti in Piemonte che hanno avuto ricoveri in regime ordinario o di day hospital in altre regioni. Inoltre, a partire dall’anno 2000, la scheda di dimissione riporta maggiori informazioni cliniche (6 diagnosi + 6 interventi o procedure) e utilizza per la codifica l’ICD9-CM. Nella maggior parte delle elaborazioni prodotte sono stati impiegati metodi e indicatori standard per descrivere i fenomeni di interesse.

Prosegue in modo continuativo l’analisi dell’andamento dei ricoveri per neoplasia in relazione alle caratteristiche della malattia, della persona e alla residenza.

L’applicazione delle linee guida viene monitorata con l’applicazione degli indicatori proposti dal gruppo linee guida, basandosi in particolare sulle informazioni raccolte con i sistemi di gestione routinaria del paziente oncologico.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Collaboratori interni:
Daniela Di Cuonzo, Giovannino Ciccone, Marco Gilardetti
Collaboratori esterni:
Tiziana Cena
Data fine:
20-05-2022
Articolazione: Epidemiologia clinica

Monitoraggio degli accessi con diagnosi di COVID-19 all’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Nel contesto dell'emergenza sanitaria causata dall’epidemia da COVID-19, i sistemi di monitoraggio e di audit clinico di coorti di pazienti ricoverati possono fornire indicazioni utili per valutare il ruolo dei fattori prognostici e dei trattamenti sugli esiti. 


Il progetto si propone di registrare tutti i pazienti con infezione da SARS-CoV-2 che abbiano avuto un accesso, seguito o meno da ricovero, in uno dei presidi dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, tramite un’applicazione sviluppata sulla piattaforma EPICLIN da parte della SSD Epidemiologia Clinica e Valutativa.

Tale monitoraggio, incluso nel progetto EASY-NET come esempio di adattamento dell'Audit&Feedback anche alle emergenze sanitarie, risponde a due scopi principali:

  • descrittivi: della frequenza di nuove diagnosi, accessi in PS, ricoveri e invii a domicilio o ad altre strutture, caratteristiche cliniche ed epidemiologiche all’ingresso, percorso intra-ospedaliero, modalità di trattamento, incidenza di complicanze, esito;
  • analitici: con stima del significato prognostico delle caratteristiche anagrafiche e cliniche, delle condizioni e fattori di rischio individuali, delle terapie precedenti e di quelle intra-ospedaliere sulla evoluzione della gravità clinica, sulla necessità e tipologia di supporto ventilatorio, sulla durata del ricovero, sulla guarigione, sulla mortalità, sulla riammissione in ospedale e sulla sopravvivenza a 6 mesi dalla diagnosi.

Da marzo 2020 sono stati monitorati più di 5000 accessi per SARS-CoV-2 al presidio Molinette. Sono state condotte diverse  analisi approfondite sui dati relativi ai pazienti alle prime fasi pandemiche e analisi comparative tra i diversi picchi di contagio. Sulla piattaforma EPICLIN, in un’area con accesso riservato al personale indicato dalla Direzione Aziendale, sono disponibili informazioni sintetiche aggiornate su base quotidiana sui pazienti ricoverati, attraverso tabelle e grafici di rapida consultazione. Con cadenza periodica è prodotto un report per la Direzione Aziendale con elaborazioni più approfondite e brevi commenti.

Pubblicazioni:
  • Clinical and epidemiological characteristics associated with pneumonia at disease onset in patients admitted for COVID-19 to the Emergency Department of a large Hospital in Piedmont (North-Western Italy).

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 216-225. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.121. PMID: 33412813 (IF 1.071)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Patologie:
COVID-19
Collaboratori interni:
Lisa Giacometti, Grazia Maria Auzzas, Laura Fiorini, Enrica Migliore, Eva Pagano, Danila Turco, Carol Brentisci, Carlotta Sacerdote, Manuela Gangemi, Marco Gilardetti, Laura Davico, Francesco Brunetti , Antonella Stura, Matteo Papurello, Roberto Nunzio Larato, Claudia Galassi, Fabio Saccona, Francesca Ponti di Sant'Angelo, Anna Castiglione, Fulvio Lazzarato, Vitor Hugo Dias Martins
Collaboratori esterni:
Ugo Casalone, Corinna Defilè
Articolazione: Prevenzione primaria

Laboratorio della Prevenzione: uno strumento a supporto delle scelte

Responsabili:
Cristiano Piccinelli

L'iniziativa intende sperimentare e validare un metodo in grado di indirizzare le risorse e le competenze disponibili verso la realizzazione di piani di intervento per la prevenzione che siano sostenibili e realizzabili.


Esiste un’ampia letteratura che documenta l’impatto di diverse tipologie di interventi di prevenzione volti a modificare gli stili di vita, che negli ultimi anni sono stati oggetto di numerosi studi di valutazione di efficacia. L’efficacia rappresenta però una condizione necessaria, ma non sufficiente per supportare l’adozione e l’implementazione di un intervento preventivo. 

Un approccio esplicito alla selezione delle priorità di intervento e all’allocazione delle risorse dovrebbe quindi basarsi su un confronto tra diverse opzioni, che integri la valutazione della dimensione del beneficio di salute atteso con quella del suo impatto in termini di equità e con le preferenze, i valori e gli interessi dei diversi portatori di interesse coinvolti. 

Il Piano Nazionale della Prevenzione raccomanda ad esempio l’utilizzo di strategie supportate da prove scientifiche di efficacia, ma non propone protocolli o procedure esplicite per la definizione di priorità nell’allocazione delle risorse. In assenza di un quadro di riferimento, le politiche di intervento appaiono spesso orientate sulla base di criteri impliciti e non condivisi. 

La Regione Piemonte ha istituito il Laboratorio della Prevenzione, tra le azioni di governance del Piano Regionale di Prevenzione 2013-2018, con l’obiettivo di orientare gli interventi di prevenzione delle malattie croniche, sulla base delle prove di efficacia e del loro impatto organizzativo ed economico. Nel 2018 è stato finanziato come progetto CCM coinvolgendo oltre al Piemonte (capofila con il CPO), Lazio, Sicilia e Toscana (progetto concluso ad agosto 2021). 

Il Laboratorio della Prevenzione si pone come strumento inedito per la scelta di priorità di interventi di prevenzione, sulla base di un approccio esplicito, che si propone di integrare diverse dimensioni: efficacia, costo, sostenibilità, fattibilità, equità, benefici attesi e rientro dell’investimento (RoI). 

L’approccio del Laboratorio si sviluppa principalmente nelle seguenti fasi.

  • Analisi del profilo di salute della popolazione per orientare la scelta della priorità di intervento sulla base delle stime del carico di disabilità per diverse patologie croniche e della frazione attribuibile a fattori di rischio prevenibili, misurati su una metrica comparabile (in questo caso viene utilizzato il DALY = Disability Ajusted Life Year).  
  • Selezione di interventi per il contrasto dei fattori di rischio prevenibili, sulla base di una valutazione delle prove a supporto della loro efficacia. Per ciascuno degli interventi selezionati la valutazione di efficacia è integrata con una analisi del suo potenziale impatto sulla salute e sull’equità, della fattibilità, sostenibilità e trasferibilità, delle barriere all’implementazione, e da una stima dei costi di attuazione nel contesto italiano.
  • Costruzione di scenari per una valutazione comparativa di impatto di salute e di rientro dell’investimento di diversi interventi attraverso il Simulatore, interfaccia di un modello predittivo, utilizzabile online.
  • Consultazione degli stakeholder per trarre indicazioni operative nei processi decisionali e nella programmazione delle attività, condotta utilizzando un approccio Delphi.

Il modello predittivo sviluppato dal Laboratorio della Prevenzione, nell’ambito di un progetto CCM, permette di ottenere le informazioni necessarie per condurre valutazioni comparative dei benefici costi e rischi di diversi scenari di intervento, misurati su una metrica comparabile tra le diverse opzioni (DALYs e loro valore economico), tenendo conto anche dell’orizzonte temporale entro cui si realizza l’investimento e si raggiungono i benefici attesi. 

Il già citato Simulatore permette di stimare i DALYs evitabili nel tempo grazie all’implementazione di alcuni interventi per la cessazione del fumo di tabacco o per la promozione dell’attività fisica, selezionati in base alla loro efficacia. Gli interventi possono essere simulati singolarmente per ciascun fattore di rischio, oppure combinando interventi diversi per entrambi i fattori di rischio, e le simulazioni possono essere effettuate sia sulla popolazione italiana che sulla popolazione delle diverse regioni. 

Il Simulatore fornisce inoltre stime di costo (investimento iniziale) necessario per l’implementazione degli interventi sulla popolazione selezionata come target e di rientro dell’investimento nel tempo (fino a 20 anni). 

L’implementazione di strategie multi-componente, che integrino misure regolatorie nazionali e regionali e interventi locali, focalizzandosi sui problemi di salute individuati come prioritari, avrebbe un impatto rilevante in termini di carico di malattia evitabile. Contrariamente a quanto spesso viene affermato, il risparmio di risorse determinato dalla riduzione del carico di malattia garantirebbe un ritorno in tempi brevi (dell’ordine di 3-5 anni) dell’investimento effettuato.

Pubblicazioni:
  • National burden of cancer in Italy, 1990-2017: a systematic analysis for the global burden of disease study 2017.

    Fonte:Sci Rep 2020; 10: 22099. doi: 10.1038/s41598-020-79176-3. PMID: 33328623 (IF 3.998)
  • Decessi per patologie non trasmissibili attribuibili a stili di vita in Italia e nelle regioni italiane nel 2016 [Deaths from noncommunicable diseases attributable to behavioral risk factors in Italy and Italian regions, 2016].

    Fonte:Epidemiol Prev 2019; 43(5-6): 338–346. doi:10.19191/EP19.5-6.P338.103
  • Reducing non-communicable diseases and health care costs: building a prevention alliance.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 202-7. Italian. (IF 0.776)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Ambiti epidemiologici:
Prevenzione primaria, Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Fulvio Lazzarato, Eva Pagano
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Leonardo Cianfanelli
Data inizio:
01-01-2016
Articolazione: Epidemiologia clinica

Progetto START

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Lo scopo del progetto è di fornire un'adeguata informazione ai pazienti con diagnosi di tumore localizzato della prostata a basso rischio per facilitare la scelta del percorso terapeutico, tra Sorveglianza Attiva e trattamenti radicali, valutandone e confrontandone gli esiti.


Il carcinoma della prostata è diventato il tumore maschile a più alta incidenza in molti Paesi occidentali, ma un’elevata proporzione di tumori diagnosticati con il PSA come test di screening è costituita da forme localizzate a basso rischio di progressione. Per questi tumori uno stretto monitoraggio, la cosiddetta Sorveglianza Attiva (SA), potrebbe consentire di evitare, o ritardare, la necessità di interventi radicali associati a notevoli rischi di complicanze.

Il progetto “Sorveglianza attiva o trattamento radicale alla diagnosi per tumore della prostata a basso rischio” (START), avviato nel 2015, ha come obiettivo di sanità pubblica quello di favorire una diffusione controllata della SA in Piemonte e in Valle d’Aosta per ridurre l’effetto del sovra-trattamento e come obiettivo di ricerca una valutazione comparata tra i pazienti che scelgono la SA o un trattamento radicale (prostatectomia o radioterapia) in termini di qualità di vita e di costi. Si prevede, inoltre, il coinvolgimento di tutte le strutture regionali di urologia e radioterapia.

START è uno studio di coorte osservazionale, prospettico, su base di popolazione, di pazienti arruolati alla diagnosi di tumore localizzato della prostata a basso rischio che vengono adeguatamente informati sulle opzioni terapeutiche disponibili e aiutati a compiere una scelta consapevole che tenga anche conto il più possibile delle loro preferenze.

Indipendentemente dal percorso terapeutico, i pazienti vengono seguiti con un follow-up prestabilito. Sono raccolte informazioni alla diagnosi e durante il follow-up. Sono previsti confronti interni allo studio (tra coorti definite in base al trattamento scelto) e confronti del solo gruppo SA con analoghe esperienze di SA documentate in letteratura. Inoltre, sono analizzate le caratteristiche del paziente e dello specialista associate alla scelta della SA.

I principali endpoint valutati e i risultati attesi saranno la percentuale di pazienti che restano in SA a due anni dalla diagnosi, l’incidenza cumulativa di progressioni biochimiche nei pazienti in SA, la qualità di vita nel corso del follow-up, i costi sanitari durante i primi anni dalla diagnosi.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio di coorte, Studio multicentrico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
Tumore prostata
Collaboratori interni:
Eva Pagano, Claudia Galassi, Rosalba Rosato, Fabio Saccona, Andrea Rocco Bellissimo, Paola Ivaldi, Francesco Brunetti , Francesca Ponti di Sant'Angelo
Collaboratori esterni:
Ugo Casalone
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Programma regionale di screening Prevenzione Serena

Responsabile:

Il CPO Piemonte svolge un ruolo di supporto e consolidamento dell’attività di prevenzione secondaria offerta alla popolazione piemontese dal programma Prevenzione Serena.


I test di screening adottati nel programma Prevenzione Serena sono i seguenti:

  • mammografia bilaterale per lo screening del tumore della mammella alle donne tra 50 e 69 anni ogni due anni; alle donne tra 45-49 ogni anno su accesso spontaneo la prima volta e poi reinvito da parte del programma; alle donne tra 70-75 anni ogni due anni;
  • Pap test/test HPV per lo screening cervicale: Pap test alle donne tra 25-29 anni ogni 3 anni; test HPV alle donne tra 30 e 64 anni ogni 5 anni;
  • rettosigmoidoscopia/test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per lo screening dei tumori del colon-retto: una rettosigmoidoscopia una tantum a uomini e donne di 58 anni; a coloro (59-69 anni) che non aderiscono all’invito per la rettosigmoidoscopia viene offerta l’opportunità di eseguire il test per la ricerca del sangue occulto fecale (FIT) ogni due anni.


Obiettivi dell'attività svolta dal CPO a supporto del programma regionale di screening sono i seguenti:

  • realizzazione di un data-warehouse per la valutazione degli indicatori di qualità e di attività dei programmi di screening, anche in collaborazione con il CSI Piemonte che cura il sistema informativo e informatico, gestionale e valutativo;
  • formazione del personale addetto;
  • sviluppo del sistema informativo regionale e locale nonché delle attività di audit e promozione della qualità;
  • sensibilizzazione della popolazione bersaglio degli screening.

Nel 2020, a causa dell’emergenza pandemica, l’attività di screening aveva subito una temporanea sospensione, con graduale riavvio dal mese di giugno. Durante la fase di sospensione dell’attività sono stati comunque garantiti gli esami di approfondimento per le persone con test di screening positivo, gli esami di controllo per le persone in follow-up e i controlli per sintomi. Per ciascuno dei tre programmi di screening, gruppi di lavoro del coordinamento regionale hanno definito le procedure da adottare per la ripresa in sicurezza dell’attività di I e II livello. L’adozione necessaria delle misure di sanificazione e distanziamento ha determinato un allungamento dei tempi dedicati a ciascun esame. Inoltre, alcune unità operative sono state chiuse, per l’impossibilità di garantire il distanziamento in sala d’attesa o di assicurare percorsi COVID-free. Per queste ragioni il volume di attività si è ridotto e si mantiene ancora a inizio 2021 su livelli pari a circa il 60% del volume erogato nel 2019.

Si stima che la riduzione di attività registrata nel 2020 abbia determinato la mancata diagnosi di circa 500 casi di tumore della mammella, 100 casi di tumore del colon-retto e 10 casi di tumore della cervice uterina.

Il coordinamento regionale ha elaborato proposte di possibili scenari di attività che potrebbero permettere il recupero del ritardo accumulato su un arco di 12-18 mesi. Tali scenari prevedono un aumento delle risorse da dedicare allo screening e l’adozione di criteri di priorità di invito, per estendere l’intervallo di screening per soggetti a basso rischio, così da aumentare nell’immediato la disponibilità di esami per i sottogruppi di soggetti a rischio più elevato.

Pubblicazioni:
  • [Oncological organized screening programmes in the COVID-19 era: an Italian survey on accrued delays, reboot velocity, and diagnostic delay estimates].

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 344-352. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.136. PMID: 33412828 Italian. (IF 1.071)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Formazione
Ambiti epidemiologici:
Prevenzione secondaria
Patologie:
Tumore mammella, Tumore cervice uterina, Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Viviana Vergini, Pamela Giubilato, Sabina Pitarella, Denise Casella, Laura Massari, Livia Giordano, Francesca Di Stefano, Paola Armaroli, Carlo Senore, Cristina Larato, Ettore Mancini, Fabrizio Cosso, Roberta Castagno , Gianluigi Ferrante, Cristiano Piccinelli, Alfonso Frigerio, Marco Calcagno, Marco Silvani, Tiziano Bonatti, Aurora Di Leo
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Maria Piera Mano, Mariano Tomatis, Antonio Aqueci, Luisella Milanesio, Franca Artuso, Pia Longo, Veronica Maculo, Simona Chiantore, Antonella Lombardo, Guglielmo Ronco, Linda Leo
Enti Collaboratori:
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Banca biologica dei polipi colorettali

Responsabile:

Il progetto intende studiare la frequenza di alterazioni molecolari, in particolare quelle genetiche, su lesioni che si collocano in momenti diversi della storia naturale del tumore.


Ulteriori obiettivi del progetto:

  • studiare l'associazione tra alterazioni molecolari diverse e loro interazione;
  • studiare il valore predittivo di tali alterazioni molecolari rispetto a:
    • presenza di lesioni sincrone nello stesso soggetto nel colon prossimale;
    • comparsa di lesioni nello stesso soggetto nel corso del follow-up;

Non sono stati stoccati campioni congelati di sangue o mucosa intestinale, per cui sono solo disponibili attualmente i blocchetti fissati in paraffina dei polipi asportati. Nell'ambito dell'attività svolta dalla Banca biologica dei polipi colorettali, risultano attualmente in corso altri due studi:

  • follow-up dei pazienti con diagnosi di CRC pT1;
  • caratterizzazione di marcatori di progressione degli adenomi.

Il materiale biologico raccolto nel corso degli studi pilota e del programma di screening, sia congelato che fissato, viene stoccato presso il servizio di Anatomia patologica che ha effettuato la diagnosi. È prevista la registrazione in un archivio centralizzato delle seguenti informazioni:

  • codice individuo (linkabile ai dati trial e a dati di anamnesi famigliare);
  • codice del centro;
  • numero referto;
  • codice pezzo entro individuo;
  • codice lesione entro referto;
  • eventuale numero di frammenti (se il polipo è stato frazionato).

I campioni di sangue, ove disponibili, sono codificati secondo il seguente schema:

  • codice individuo (linkabile ai dati trial e ai dati di anamnesi famigliare);
  • numero provette.

Per ogni campione saranno disponibili le informazioni registrate sulla scheda di refertazione del programma SCORE (tipo, dimensioni, sede, grado di displasia, istologia). Il materiale biologico è accessibile solo sulla base di progetti di ricerca adeguatamente documentati, che indichino anche il tipo e la quantità di materiale che verrà distrutto. I progetti verranno valutati da un comitato formato da patologi, gastroenterologi ed epidemiologi, indicati dai centri partecipanti e da referee esterni.

Pubblicazioni:
  • Histological features of advanced colorectal adenomas detected by endoscopy and fecal immunochemical test.

    Fonte:Endoscopy 2015; 47: 903-9. (IF 5.053)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Registrazione tumori
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Paola Cassoni
Articolazione: Prevenzione secondaria

Progetto pilota di un programma di screening per il tumore polmonare integrato con la cessazione del fumo

Responsabile:

Gli obiettivi del progetto, di durata biennale, si articolano nella definizione dei seguenti punti:

  • criteri di accesso allo screening per soggetti a rischio e modalità di identificazione della popolazione target;
  • modelli di reclutamento e quantificazione del rischio;
  • modalità di integrazione del percorso di reclutamento dello screening con le offerte di prevenzione primaria presente sul territorio;
  • criteri di qualità tecnico professionale e organizzativa delle strutture che potranno erogare lo screening;
  • percorso e qualità dei protocolli diagnostici;
  • modello di doppia lettura con seconda lettura a distanza e impiego di software volumetrici;
  • sistema informativo, gestione immagini, qualità e performance dell'imaging;
  • biomarcatori: raccolta e stoccaggio dei campioni (biopsia liquida/escreato);
  • analisi organizzativa, costi e budget impact.

Ad oggi sono stati attivati tre gruppi di lavoro (epidemiologia/organizzazione; radiologia; banca biologica). È in fase di definizione il protocollo da sottomettere al Comitato Etico. Il protocollo dello studio è stato approvato dal Comitato Etico del centro coordinatore (ISPRO) a inizio 2021.

Sono stati predisposti i materiali informativi per i pazienti ed è stato definito il questionario di arruolamento. E’ stata realizzato il sito web: www.liberodalfumo.it, dedicato in particolare ai fumatori, per motivarli/supportarli a smettere di fumare.

È stato definito il protocollo di arruolamento, che a Torino prevede il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei centri anti-fumo ed è stato avviato a settembre 2021.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Patologie:
Tumori apparato respiratorio
Collaboratori interni:
Cristiano Piccinelli, Gianluigi Ferrante, Livia Giordano
Collaboratori esterni:
Paolo Fonio, Silvia Novello, Andrea Veltri, Marco Araldi, Pier Riccardo Rossi
Data inizio:
30-06-2020
Data fine:
30-06-2023
Articolazione: Epidemiologia clinica

Rhapsody

Responsabile:

Il progetto intende definire una nuova tassonomia molecolare del diabete di tipo 2, per supportare la stratificazione dei pazienti, un ottimale design di sperimentazione clinica e l’adozione di strategie innovative di prevenzione e trattamento.


Obiettivo specifico del work-package (WP) di cui è partner il CPO Piemonte è di definire un modello per la valutazione dell’impatto di nuovi interventi sanitari o sistemi di classificazione del rischio di patologia sui costi e gli esiti sanitari dal momento dell’insorgenza del diabete e del pre-diabete sull’intero orizzonte temporale di vita dei pazienti.

Il progetto Rhapsody, avviato nel 2016, prevede il coinvolgimento di un consorzio pubblico-privato finanziato dall’Innovative Medicines Initiative (IMI) e dalla European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA), cui partecipano numerose istituzioni accademiche internazionali e industrie farmaceutiche.

Per il raggiungimento dell’obiettivo del WP sono previste le seguenti attività:

  • revisione della letteratura relativa ai modelli decisionali per la valutazione delle ricadute economiche e sanitarie legate alla diagnosi della condizione pre-diabetica;
  • validazione con dati europei (tra cui i dati di una coorte di Casale Monferrato, in Piemonte) della capacità predittiva dei modelli decisionali per la patologia diabetica, inglese (UKPDS Outcome Model) e olandese (MICADO Model);
  • definizione di un modello previsionale per il pre-diabete e sua integrazione con i modelli già definiti e precedentemente validati, per il diabete;
  • validazione del modello predittivo relativo al pre-diabete;
  • utilizzo dei modelli validati per valutazioni di “early health technology assessment” sui biomarkers innovativi identificati dagli altri WP del progetto;
  • collaborazione con gli altri partecipanti al progetto, i rappresentanti dei pazienti e i decisori in ambito sanitario nella valutazione dei risultati del progetto e loro potenzialità di applicazione empirica.

Attraverso i dati della coorte di Casale Monferrato è stata effettuata la validazione dei modelli UKPDS e MICADO su mortalità, infarto, scompenso, altre patologie cardiovascolari e ictus a 5/10/15 anni. Sono stati stimati i pesi relativi di qualità percepita dal paziente per la condizione pre-diabete, tramite l’analisi dei dati dello studio ADDITION-PRO. Sono in corso le valutazioni di “early” HTA dell’uso di biomarkers prognostici in relazione a sottogruppi di pazienti a diverso livello di rischio di sviluppo della patologia diabetica. Finalizzati a tali valutazioni, sono stati stimati i costi assistenziali dei pazienti diabetici nella Regione Piemonte nell’anno 2019.

Pubblicazioni:
  • The transferability and validity of a population-level simulation model for the economic evaluation of interventions in diabetes: the MICADO model.

    Fonte:Acta Diabetol 2022; 59: 949-957. doi: 10.1007/s00592-022-01891-2. Epub 2022 Apr 21. PMID: 35445871
  • Prediction of mortality and major cardiovascular complications in type 2 diabetes: External validation of UK Prospective Diabetes Study outcomes model version 2 in two European observational cohorts.

    Fonte:Diabetes Obes Metab 2021; 23: 1084-1091. doi: 10.1111/dom.14311. Epub 2021 Jan 22. PMID: 33377255 (IF 6.577)
  • Decision models of prediabetes populations: A systematic review.

    Fonte:Diabetes Obes Metab 2019; 21: 1558-1569. (IF 6.133)
  • Computer simulation models of pre-diabetes populations: a systematic review protocol.

    Fonte:BMJ Open 2017; 7: e014954. (IF 2.369)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio metodologico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
Diabete
Articolazione: Prevenzione secondaria

Proteus Donna

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivi del progetto sono la realizzazione di uno studio sperimentale randomizzato sull'utilizzo della tomosintesi (DBT) nello screening del tumore della mammella e la lettura a distanza delle mammografie digitali 


Obiettivo del RCT è quello di confrontare in modo prospettico l'impatto sui cancro intervallo della DBT con quello della mammografia digitale (DM). Il disegno dello studio consente di confrontare la DBT con la DM in merito alla presenza eventuale di sovradiagnosi o anticipazione diagnostica, e a indicatori di performance radiologici.

Il progetto ha previsto anche l'attivazione di un progetto di screening del cancro della mammella, effettuato con la mammografia digitale e la gestione informatizzata del flusso di prevenzione nei Dipartimenti Interaziendali di Prevenzione Secondaria dei Tumori di Asti, Biella-Vercelli e Torino.


 

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio metodologico
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Sabina Pitarella, Aurora Di Leo, Denise Casella, Livia Giordano, Viviana Vergini, Carlo Senore
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Nereo Segnan, Luisella Milanesio, Adriana Aiello, Franca Artuso, Anna Sapino, Isabella Castellano, Vincenzo Marra, Loredana Correale, Lia Morra, Paolo Falco
Enti Collaboratori:
Articolazione: Epidemiologia clinica

Audit & Feedback sui tumori della vescica in Piemonte

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Il progetto è finalizzato a valutare l’efficacia di un intervento di Audit & Feedback nella Regione Piemonte per migliorare appropriatezza ed esiti nella diagnosi e nel trattamento del tumore della vescica, come parte integrante del progetto di rete EASY-NET.


Gli obiettivi principali dell’intervento sono:

  • aumentare l’aderenza della pratica clinica alle principali raccomandazioni selezionate dalle linee guida sull’argomento (miglioramento di processo);
  • migliorare gli esiti clinici, l’equità e la soddisfazione dei pazienti (miglioramento di risultato);
  • ridurre la variabilità tra gli ospedali in termini di accesso alla Rete Oncologica, di procedure e di esiti, in un’ottica di miglioramento dell’equità assistenziale;
  • valutare i miglioramenti ottenuti con A&F attraverso l’analisi dei fattori facilitanti o di ostacolo al cambiamento.

In particolare, l’intervento è centrato su due aspetti principali del percorso assistenziale:

  • l’esecuzione della prima TURB diagnostica;
  • il trattamento chirurgico (cistectomia) delle forme muscolo-invasive (non metastatiche).

Il progetto coinvolge 25 servizi di Urologia della Regione Piemonte, con una raccolta di dati in parte retrospettiva e in parte prospettica, attualmente in fase avvio. Per la componente relativa al trattamento chirurgico, è prevista una formazione degli operatori rispetto alla gestione peri-operatoria secondo il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery).

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Audit clinico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia valutativa
Patologie:
Tumori apparato urologico
Collaboratori interni:
Claudia Galassi, Eva Pagano

Progetto MOBI-Kids

Responsabile:

Obiettivo generale del progetto è di valutare l’effetto cancerogeno dell’esposizione a radiofrequenze (RF) da telefoni cellulari e altre sorgenti sul sistema nervoso centrale dei giovani di età compresa tra i 10 e i 24 anni.


MOBI-Kids è uno studio multicentrico internazionale che coinvolge 16 Paesi europei ed extraeuropei (Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Grecia, India, Israele, Italia, Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Spagna, Taiwan, Paesi Bassi) per esaminare le potenziali associazioni tra l'uso di dispositivi di comunicazione e altri fattori ambientali e il rischio di tumori cerebrali. Lo studio è in parte finanziato dall'Unione Europea.

Il reclutamento nello studio si è concluso nel 2016. MOBI-Kids ha rilevato i casi di tumore cerebrale in una fascia di età compresa tra i 10 e i 24 anni in tutti i principali reparti ospedalieri e il reperimento di due controlli per ciascun caso, selezionati tra soggetti operati per sospetta appendicite, appaiati individualmente a ciascun caso per età, sesso e area di residenza. Tramite questionario si sono raccolte informazioni su variabili demografiche, storia dettagliata di utilizzo del telefono cellulare (telefonate, messaggistica e traffico dati) e di altri dispositivi wireless e sull’esposizione ad altre importanti fonti di campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse (ELF) o RF nell’ambiente.

È stata inoltre raccolta la storia occupazionale e residenziale dei soggetti e domande su altri potenziali confondenti o fattori di rischio. L’informazione sulle modalità e quantità di utilizzo del cellulare è validata con dati oggettivi ottenuti dai gestori delle utenze di telefonia. Le esposizioni ambientali di tipo residenziale sono valutate grazie alla georeferenziazione degli indirizzi.

Pubblicazioni:
  • Estimation of RF and ELF dose by anatomical location in the brain from wireless phones in the MOBI-Kids study

    Fonte:Environ Int. 2022 May;163:107189
  • Wireless phone use in childhood and adolescence and neuroepithelial brain tumours: Results from the international MOBI-Kids study

    Fonte:Environ Int. 2022 Feb;160:107069
  • Exposure to drinking water trihalomethanes and nitrate and the risk of brain tumours in young people

    Fonte:Environ Res. 2021 Sep;200:111392
  • Exposure to Medical Radiation during Fetal Life, Childhood and Adolescence and Risk of Brain Tumor in Young Age: Results from The MOBI-Kids Case-Control Study.

    Fonte:Neuroepidemiology 2020; 54: 343-355. doi: 10.1159/000506131. Epub 2020 Mar 20. PMID: 32200380 (IF 2.186)
  • Clinical presentation of young people (10-24 years old) with brain tumors: results from the international MOBI-Kids study.

    Fonte:J Neurooncol 2020; 147: 427-440. doi: 10.1007/s11060-020-03437-4. Epub 2020 Mar 3. PMID: 32124185 (IF 3.267)
  • Nonparticipation Selection Bias in the MOBI-Kids Study.

    Fonte:Epidemiology 2019; 30: 145-153. (IF 4.719)
  • Recall of mobile phone usage and laterality in young people: The multinational Mobi-Expo study.

    Fonte:Environ Res 2018; 165: 150-157. (IF 4.732)
  • [Use of wireless telecommunications technologies among the 10-25-year-old in France: Data extracted from the French part of the MOBI-KIDS study].

    Fonte:Rev Epidemiol Sante Publique. 2018 May 30. pii: S0398-7620(18)30695-3. doi: 10.1016/j.respe.2018.04.058. [Epub ahead of print] French.
  • ELF exposure from mobile and cordless phones for the epidemiological MOBI-Kids study.

    Fonte:Environ Int 2017; 101: 59-69.
  • Appendicitis study group of Mobi-kids Japan. Association between climatic elements and acute appendicitis in Japan.

    Fonte:J Surg Res. 2017 May 1;211:64-69.
  • Patterns of cellular phone use among young people in 12 countries: Implications for RF exposure.

    Fonte:Environ Int 2017; 107: 65-74. (IF 7.088)
  • The MOBI-Kids Study Protocol: Challenges in Assessing Childhood and Adolescent Exposure to Electromagnetic Fields from Wireless Telecommunication Technologies and Possible Association with Brain Tumor Risk

    Fonte:Front Public Health. 2014 Sep 23;2:124
  • Assessment of extremely low frequency magnetic field exposure from GSM mobile phones

    Fonte:Bioelectromagnetics. 2014 Apr;35(3):210-21
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Laura Davico, Enrica Migliore
Collaboratori esterni:
Franco Merletti

Synergy

Responsabile:

Il progetto studia l’interazione tra le esposizioni professionali ad alcuni cancerogeni polmonari come l'amianto, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), la silice, il cromo, il nichel, le emissioni diesel.


Ulteriori ambiti di indagine sono i seguenti:

  • la relazione dose-risposta per gli agenti selezionati, in particolare quelli mai studiati quantitativamente in precedenza;
  • l’associazione tra tumori del polmone e agenti sospetti di cancerogenicità, quali le fibre minerali artificiali.

Il progetto, coordinato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, mette insieme studi caso-controllo sul tumore del polmone condotti in Europa, tra cui il centro di Torino,  e nel Nord America. A tutti gli studi  è stata applicata una Job-exposure matrix qualitativa e alcune Job-exposure matrix quantitativa (SUNJEM) per cancerogeni selezionati (. Prosegue la conduzione delle analisi principali, i cui risultati sono in parte già stati pubblicati

Pubblicazioni:
  • Application of two job indices for general occupational demands in a pooled analysis of case-control studies on lung cancer.

    Fonte:Scand J Work Environ Health 2021; 47: 475-481. doi: 10.5271/sjweh.3967. Epub 2021 May 3. PMID: 33942106 (IF 5.984)
  • Lung cancer risk in painters: results from the SYNERGY pooled case-control study consortium.

    Fonte:Occup Environ Med 2021; 78: 269-278. doi: 10.1136/oemed-2020-106770. Epub 2020 Oct 28. PMID: 33115922 (IF 4.402)
  • Diesel Engine Exhaust Exposure, Smoking, and Lung Cancer Subtype Risks: A Pooled Exposure-response Analysis of 14 Case-control Studies.

    Fonte:Am J Respir Crit Care Med 2020; 202: 402-411. doi: 10.1164/rccm.201911-2101OC. PMID: 32330395 (IF 17.452)
  • Respirable Crystalline Silica Exposure, Smoking, and Lung Cancer Subtype Risks: A Pooled Analysis of Case-control Studies.

    Fonte:Am J Respir Crit Care Med 2020; 202: 412-421. doi: 10.1164/rccm.201910-1926OC. PMID: 32330394 (IF 17.452)
  • Lung cancer and socioeconomic status in a pooled analysis of case-control studies.

    Fonte:PLoS One 2018; 13: e0192999. (IF 2.766)
  • Exposure-Response Analyses of Asbestos and Lung Cancer Subtypes in a Pooled Analysis of Case-Control Studies.

    Fonte:Epidemiology 2017; 28: 288-299. (IF 5.986)
  • SYN-JEM: A Quantitative Job-Exposure Matrix for Five Lung Carcinogens.

    Fonte:Ann Occup Hyg 2016; 60: 795-811. (IF 1.743)
  • Lung Cancer Among Firefighters: Smoking-Adjusted Risk Estimates in a Pooled Analysis of Case-Control Studies.

    Fonte:J Occup Environ Med 2016; 58: 1137-1143. (IF 1.627)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia occupazionale, Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumori apparato respiratorio
Articolazione: Prevenzione primaria

Rete per la Prevenzione

Responsabili:
Cristiano Piccinelli
Livia Giordano

La Rete per la Prevenzione sancisce l’alleanza tra Enti e associazioni del Terzo settore che svolgono la propria attività nell’ambito della prevenzione oncologica.


All’interno della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta è stata costituita (2016) la Commissione “Prevenzione primaria/screening/terziaria” che ha favorito la costituzione della Rete per la Prevenzione piemontese, avvenuta nel 2017. 

L’iniziativa, promossa dalla Rete Oncologica e coordinata dal CPO Piemonte, rappresenta un’opportunità per offrire a tutti i partner coinvolti un adeguato sostegno nel promuovere programmi e interventi di prevenzione per mettere in atto quanto raccomandato dal Codice Europeo contro il Cancro.

Tra i partner figurano molte associazioni di volontariato attive in ambito oncologico, tutte le sedi provinciali della Lega per la Lotta contro i Tumori (LILT), il Centro di documentazione per la promozione della salute del Piemonte (Dors), Federfarma Piemonte, gli Ordini dei Medici e l’Ordine Provinciale dei Farmacisti, alcuni Comuni e la European Cancer Leagues (ECL), organizzazione che riunisce associazioni locali e nazionali attive nella lotta ai tumori.

Nel corso del 2020 è stata realizzata una graphic novel (disponibile sul sito web della Rete Oncologica) dedicata al Codice Europeo contro il Cancro destinata alla diffusione di alcuni principi del Codice tra gli studenti di diverse scuole secondarie di primo grado piemontesi; il progetto, co-finanziato dalla Rete Oncologica e da Pfizer, prevede la collaborazione delle LILT provinciali del Piemonte, per le attività di coinvolgimento degli istituti scolastici e per le attività di presentazione nelle scuole.

Le iniziative finora svolte in Piemonte hanno ruotato intorno a una campagna di comunicazione, con immagine coordinata, lanciata nel 2018, attraverso la quale si svolge un'estesa azione informativa contro il cancro e che mira a favorire la diffusione di attività e iniziative di prevenzione che si rifacciano alle raccomandazioni contenute nel Codice Europeo contro il Cancro, e quindi basate su evidenze scientifiche. Prodotto di punta di tale campagna era la scatoletta di “Prevenill”, del tutto simile a quella di un qualsiasi farmaco, al cui interno non vi sono medicine, ma semplici regole che, se applicate tutte, dovrebbero portare a evitare circa il 50% dei casi di tumore. Alcuni materiali della campagna e parte dlela documentazione del progetto sono disponibili sul sito: http://www.reteoncologica.it/codice-europeo-contro-il-cancro.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022

Marcatori di diagnosi e prognosi per il tumore della prostata

Responsabile:

Obiettivo del progetto è identificare marcatori di diagnosi e prognosi per il tumore della prostata, in particolare per differenziare al momento della diagnosi i tumori aggressivi da quelli indolenti e capire, in caso di biopsia negativa, la probabilità di diagnosi di tumore della prostata a una successiva biopsia.


Il progetto, avviato nel 2006 e finanziato in fasi successive dall'AIRC,  che riunisce diverse coorti di pazienti diagnosticati con tumore della prostata presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, si è articolato nel corso del tempo in diversi studi.

  • Il primo studio coinvolge due coorti, ciascuna di 250 pazienti diagnosticati presso l’Anatomia patologica dell’Ospedale Molinette di Torino e seguiti nel tempo per mortalità causa-specifica. Sui campioni di tessuto fissato e incluso in paraffina dei pazienti selezionati sono eseguite analisi in PCR per la valutazione dello stato di metilazione dei geni selezionati in associazione con la mortalità prostata specifica. Su un sottogruppo di pazienti, per cui era disponibile sufficiente materiale bioptico, si studia anche il pattern di metilazione e l'ipometilazione globale sul tessuto prostatico non-tumorale per valutarne sia la correlazione con il tessuto tumorale sia l’associazione con la sopravvivenza.
  • Il secondo studio comprende pazienti dell’Anatomia patologica dell'Ospedale Molinette che abbiano ricevuto due prelievi di tessuto prostatico a una distanza di almeno 3 mesi di tempo tra il 1993 e il 2003. Sono arruolati nello studio 150 soggetti con un prelievo negativo seguito da uno positivo per tumore (casi) e 150 pazienti con due prelievi negativi (controlli). E’ stato estratto il DNA dal tessuto fissato e incluso in paraffina della prima biopsia negativa per tutti i casi e i controlli. Lo stato di metilazione è valutato con la tecnica del pirosequenziamento. E’ valutata la metilazione dei geni candidati in associazione con la diagnosi di tumore in una seconda biopsia.
  • Il terzo studio, valuta se la metilazione del DNA nel tessuto prostatico normale cambi nel tempo e con l’età e se tale cambiamento possa essere utilizzato come marcatore di diagnosi e prognosi. Lo studio prevede: (i) uno studio caso-controllo su pazienti con due biopsie negative e una terza biopsia positiva (casi) e pazienti con tre biopsie negative per tumore (controlli); (ii) uno studio di coorte su pazienti con due prelievi di prostata positivi per tumore.
  • Il quarto studio, di tipo collaborativo e di ampie dimensioni, è innestato nei registri clinici svedesi per valutare marcatori prognostici molecolari e morfologici. Questo studio prevede (i) PROMORT I, la raccolta di un campione di tessuto e informazioni cliniche per 700 pazienti con tumore della prostata a rischio basso o intermedio che siano deceduti a causa del tumore e 700 controlli che, invece, siano ancora vivi o morti per altre cause, (ii) PROMORT II, la revisione patologica ed il follow-up di 500 pazienti morti per tumore della prostata e 500 pazienti con tumore della prostata non letale.
  • Il quinto studio, prevede il reclutamento di 900 pazienti che hanno ricevuto diagnosi di tumore della prostata presso l’Anatomia Patologica della Città della Salute e della Scienza di Torino tra il 2008 e il 2012. Lo studio Turin Prostate Cancer Prognostication (TPCP) ha lo scopo di migliorare il modello di prognosi pre-trattamento MSKCC integrando diverse informazioni quali caratteristiche istopatologiche estratte da vetrini diagnostici digitalizzati con un sistema di microscopia virtuale, nuovi marcatori istopatologici valutati da uropatologi, stato di metilazione di geni candidati (GSTP1, APC, PITX2, ABHD9, Chr3-EST, GPR7, e LINE-1) come marcatori prognostici nel tessuto tumorale.
Pubblicazioni:
  • Prognostic Utility of the Gleason Grading System Revisions and Histopathological Factors Beyond Gleason Grade.

    Fonte:Clin Epidemiol 2022; 14: 59-70. doi: 10.2147/CLEP.S339140. eCollection 2022. PMID: 35082531
  • Interchangeability of light and virtual microscopy for histopathological evaluation of prostate cancer.

    Fonte:Sci Rep 2021; 11: 3257. doi: 10.1038/s41598-021-82911-z. PMID: 33547336 (IF 4.379)
  • Predicting Prostate Cancer Death with Different Pretreatment Risk Stratification Tools: A Head-to-head Comparison in a Nationwide Cohort Study.

    Fonte:Eur Urol 2020; 77: 180–188. doi:10.1016/j.eururo.2019.09.027. PMID: 31606332 (IF 17.947)
  • Estimation of Relative and Absolute Risks in a Competing-Risks Setting Using a Nested Case-Control Study Design: Example From the ProMort Study.

    Fonte:Am J Epidemiol 2019; 188: 1165-1173. (IF 4.473)
  • DNA methylation in repeat negative prostate biopsies as a marker of missed prostate cancer.

    Fonte:Clin Epigenetics 2019; 11: 152. Published 2019 Oct 30. doi:10.1186/s13148-019-0746-6 (IF 5.496)
  • Single-nucleotide polymorphisms in DNMT3B gene and DNMT3B mRNA expression in association with prostate cancer mortality.

    Fonte:Prostate Cancer Prostatic Dis 2019; 22: 284–291. doi:10.1038/s41391-018-0102-5 (IF 4.600)
  • Quantity and quality of nucleic acids extracted from archival formalin fixed paraffin embedded prostate biopsies.

    Fonte:BMC Med Res Methodol 2018; 18: 161. (IF 2.524)
  • LINE-1 methylation status in prostate cancer and non-neoplastic tissue adjacent to tumor in association with mortality.

    Fonte:Epigenetics 2017; 12: 11-18. (IF 4.584)
  • Performance of Different Analytical Software Packages in Quantification of DNA Methylation by Pyrosequencing.

    Fonte:PLoS One 2016; 11: e0150483. (IF 3.057)
  • Global Hypomethylation (LINE-1) and Gene-Specific Hypermethylation (GSTP1) on Initial Negative Prostate Biopsy as Markers of Prostate Cancer on a Rebiopsy.

    Fonte:Clin Cancer Res 2016; 22: 984-92. (IF 8.738)
  • Global DNA hypomethylation in prostate cancer development and progression: a systematic review.

    Fonte:Prostate Cancer Prostatic Dis 2015; 18: 1-12. (IF 3.425)
  • Methylation of APC and GSTP1 in Non-Neoplastic Tissue Adjacent to Prostate Tumour and Mortality from Prostate Cancer.

    Fonte:PLoS One 2013; 8: e68162. doi: 10.1371/journal.pone.0068162.
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio di coorte, Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia molecolare, Epidemiologia clinica, Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumore prostata
Collaboratori interni:
Paolo Vasapolli, Valentina Fiano, Daniela Zugna, Lorenzo Milani, Paola Ivaldi, Assunta Rasulo, Laura De Marco, Nicolas Destefanis
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Renata Zelic, Olof Akre, Andreas Pettersson
Enti Collaboratori:
Articolazione: Epidemiologia clinica

Ecografia toracica nei pazienti con dispnea nel Dipartimento di Emergenza

Responsabile:
Emanuele Pivetta

Valutare l’accuratezza dell’approccio integrato nell’identificazione dell’eziologia cardiogena tra i pazienti dispnoici che accedono al Pronto Soccorso.


L’obiettivo principale dello studio è la valutazione dell’accuratezza dell’approccio integrato, basato su valutazione clinica ed ecografia toracica, nell’identificazione dell’eziologia cardiogena tra i pazienti che si presentano in Pronto Soccorso con dispnea acuta.

In una seconda fase, il progetto verifica se l’accuratezza diagnostica dell’approccio integrato sia superiore a quella dell’approccio standard (clinica, radiografia del torace e dosaggio Nt-proBNP). Durante questa successiva fase dello studio si valuta anche la variabilità della metodica ecografica, dovuta a variabili tecniche, su una sotto-coorte di pazienti valutati in Pronto Soccorso per dispnea acuta.

Alla luce della pandemia da SARS-CoV-2, le medesime valutazioni sono state ripetute per valutare l’accuratezza diagnostica nella diagnostica differenziale di polmonite da COVID-19.

Nella successiva fase del progetto, gli ulteriori obiettivi sono:

  • la valutazione dei costi dell’ecografia polmonare e dell’approccio basato su radiografia del torace e dosaggio del Nt-proBNP tra i pazienti dispnoici nel Dipartimento di Emergenza;
  • la valutazione della capacità diagnostica e prognostica dell’ecografia polmonare e dei microRNA nei pazienti che si presentano con edema polmonare acuto;
  • la fattibilità del monitoraggio, dopo esacerbazione, mediante ecografia polmonare eseguita dai pazienti stessi e l’impatto dell’uso dell’ecografia polmonare sulla degenza in Pronto Soccorso;
  • la fattibilità del monitoraggio, in corso di infezione da SARS-CoV-2, mediante ecografia polmonare eseguita dai pazienti stessi e seguiti in remoto dal personale sanitario.

La prima parte dello studio prevedeva una coorte prospettica, in sette ospedali piemontesi. La seconda parte dello studio si è basata su un trial randomizzato e controllato presso l'Ospedale Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e l’AOU Careggi di Firenze.  La sotto-coorte per la valutazione della variabilità dell’ecografia polmonare ha arruolato 50 pazienti presentatisi con dispnea acuta presso il Pronto Soccorso Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Risultati della sotto coorte sulla variabilità dell’ecografia polmonare sono stati presentati al congresso nazionale SIMEU 2018. I costi degli approcci integrati con radiografia del torace e dosaggio dell’Nt-proBNP e con ecografia toracica verranno stimati sui dati raccolti per il trial. Sugli stessi dati verrà valutato l’impatto dell’uso dell’ecografia polmonare sulla degenza in Pronto Soccorso. Una nuova coorte di soggetti ricoverati per scompenso cardiaco è stata arruolata per la valutazione della fattibilità del monitoraggio della congestione polmonare per mezzo dell’ecografia eseguita dagli stessi pazienti al momento della dimissione.

Anche l’obiettivo riguardante la diagnosi di polmonite da COVID-19 è stato perseguito con un approccio di coorte prospettica.

Pubblicazioni:
  • Lung Ultrasonography for the Diagnosis of SARS-CoV-2 Pneumonia in the Emergency Department.

    Fonte:Ann Emerg Med 2021; 77: 385-394. doi: 10.1016/j.annemergmed.2020.10.008. Epub 2020 Oct 13. PMID: 33461884 (IF 5.721)
  • Self-Performed Lung Ultrasound for Home Monitoring of a Patient Positive for Coronavirus Disease 2019.

    Fonte:Chest 2020; 158: e93-e97. doi: 10.1016/j.chest.2020.05.604. PMID: 32892893 (IF 9.657)
  • Lung ultrasound integrated with clinical assessment for the diagnosis of acute decompensated heart failure in the emergency department: a randomized controlled trial.

    Fonte:Eur J Heart Fail 2019; 21: 754-766. (IF 13.965)
  • Sources of Variability in the Detection of B-Lines, Using Lung Ultrasound.

    Fonte:Ultrasound Med Biol 2018; 44: 1212-1216. (IF 2.645)
  • Lung Ultrasound-Implemented Diagnosis of Acute Decompensated Heart Failure in the ED: A SIMEU Multicenter Study.

    Fonte:Chest. 2015 Jul;148(1):202-210. doi: 10.1378/chest.14-2608. PMID: 25654562
  • Response.

    Fonte:Chest 2015; 148: e96-8. (IF 7.483)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio sperimentale randomizzato, Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
COVID-19
Collaboratori interni:
Lorenzo Richiardi, Milena Maule, Eva Pagano
Collaboratori esterni:
Davide Castagno, Fulvio Morello, Enrico Lupia
Enti Finanziatori:

Applicazione dei metodi dell’inferenza causale

Responsabile:

Lo studio si prefigge di applicare ed eventualmente sviluppare i nuovi metodi dell’inferenza causale in studi di popolazione, con particolare riferimento ai directed acyclic graphs, alle analisi di mediazione, al bias di selezione e alla valutazione e controllo del del confondimento.


Il progetto si articola nelle seguenti attività:

  • effetto della selezione al baseline in studi di coorte e rischio di selection bias; sono condotte sia valutazioni di tipo teorico sia esempi empirici nella coorte NINFEA che recluta i partecipanti tramite web;
  • analisi di mediazione in studi di life-course epidemiology;
  • svolgimento di corsi monografici sui metodi dell’inferenza causale;
  • analisi di mediazione in studi in campo oncologico;
  • Metodi per la transportability
  • metodi perla valutazione di confondimento (variabili strumentali, triangulation, ecc.)
  • causal machine learning

A partire dal 2017 le attività contribuiscono al  progetto LifeCycle la rete europea delle coorti di nuovi nati che si focalizza sui temi della life-course epidemiology. Sono in corso i lavori per alcuni tutorial che esemplificano l’applicazione di metodi dell’inferenza causale nell’ambito delle coorti di nuovi nati. Nell'ambito di LifeCycle è stato creato un database di archivio di articoli e materiali rilevanti per l'inferenza causale

A partire dal 2022 le attività contribuiscono al progetto europeo GOLIAT con l'obiettivo di valutare il confondimento sugli studi che analizzano l'associazione tra utilizzo di schermi e salute nei bambini e adolescenti

Pubblicazioni:
  • Baseline selection on a collider: a ubiquitous mechanism occurring in both representative and selected cohort studies.

    Fonte:J Epidemiol Community Health 2019; 73: 475-480. (IF 3.872)
  • Sources of confounding in life course epidemiology.

    Fonte:J Dev Orig Health Dis 2018; 16: 1-7. (IF 2.215)
  • Causal inference in epidemiology: a fruitful debate.

    Fonte:Epidemiol Prev 2017; 41: 76-77. (IF 1.966)
  • Cancer subtypes in aetiological research.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2017; 32: 353-361. (IF 7.226)
  • Effect of intermittent PTH treatment on plasma glucose in osteoporosis: A randomized trial.

    Fonte:Bone 2015; 76: 177-184. (IF 3.973)
  • Noncollapsibility in studies based on nonrepresentative samples.

    Fonte:Ann Epidemiol 2015; 25: 955-8. (IF 2.000)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Formazione, Studio metodologico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica, Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Costanza Pizzi, Maja Popovic, Daniela Zugna, Milena Maule
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Francesca Fasanelli, Ghislaine Scelo
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione primaria

Progetto SMART

Responsabile:
Livia Giordano

L’obiettivo generale del progetto è di aumentare la prevalenza di comportamenti salutari nella popolazione aderente ai programmi di screening cervicale e mammografico.


Ulteriori obiettivi di SMART sono i seguenti:

  • mappare la distribuzione dei fattori di rischio comportamentali nella popolazione invitata allo screening nelle regioni partner;
  • intercettare e mettere in rete le risorse territoriali che offrono interventi per la promozione di stili di vita sani sulla base delle raccomandazioni scientifiche;
  • coinvolgere e formare sugli obiettivi del progetto tutti gli operatori dello screening, i Medici di Medicina Generale (MMG) e gli operatori attivi presso servizi/associazioni della rete;
  • mettere a disposizione della popolazione invitata strategie innovative, personalizzate e di documentata efficacia con l’obiettivo di incentivarne i comportamenti salutari;
  • valutare l’efficacia e il gradimento degli interventi proposti, anche sotto il profilo dell’equità; stratificazione dei risultati in base ai due percorsi (web e sportello SMART), agli esiti del test di screening e alle caratteristiche socio-demografiche delle partecipanti.

I materiali e i metodi utilizzati sono sintetizzati come segue:

  • creazione di un questionario di rilevazione del profilo di rischio;
  • organizzazione di incontri con i responsabili dei servizi territoriali che offrono interventi per la promozione di stili di vita sani;
  • preparazione del materiale di formazione degli operatori di screening e dei MMG sui territori coinvolti;
  • allestimento dei locali in cui si effettua lo screening attraverso una strategia messaggistica basata sulla nudge theory;
  • creazione di un portale web e di un’applicazione mobile (app) per supportare le donne nel cambiamento dello stile di vita;
  • creazione di uno sportello informativo e di counselling sugli stili di vita;
  • attivazione di un numero verde per informazioni sul progetto e assistenza tecnica per l’utilizzo del web e della app;
  • creazione di percorsi di counselling offerto da operatori formati e indirizzamento verso percorsi personalizzati di miglioramento dello stile di vita presso i servizi territoriali della rete;
  • analisi dei dati delle donne che scaricano e utilizzano l’app, i percorsi intrapresi e il link di queste donne con i database dello screening.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Collaboratori interni:
Francesca Di Stefano, Cristiano Piccinelli, Andrea Ortale, Marta Dotti, Roberta Castagno
Collaboratori esterni:
Lina Jaramillo, Andrea Pezzana, Giuseppe Parodi
Articolazione: Prevenzione secondaria

AiBiBank

Responsabile:
Livia Giordano

Obiettivo del progetto è di sviluppare sistemi informativi innovativi a supporto del processo di decisione clinica e farmacologica nell’ambito della prevenzione e cura delle patologie tumorali, attraverso l’implementazione di tecniche di intelligenza artificiale.


A tal fine, si intende costituire una bio-banca integrata di immagini diagnostiche e dati clinici da sottoporre ad analisi di deep learning. In particolare, il progetto si focalizza sul miglioramento della diagnosi e della terapia del tumore al seno e alla prostata. 

Per quanto riguarda la Senologia, AiBiBank (Bio-Banking for Artificial Intelligence) intende rendere più efficace l’identificazione dei criteri di approfondimento nella diagnosi del tumore al seno nell’ambito dello screening mammografico, supportando il radiologo nella lettura degli esami al fine di agevolare il riconoscimento delle immagini chiaramente negative (ovvero senza evidenza di lesioni sospette). 

Il progetto mira ad apportare i seguenti vantaggi: 

  • supportare il radiologo nella lettura degli esami di screening mammografico; 
  • ridurre i tempi di refertazione e il carico di lavoro per i radiologi dello screening; 
  • velocizzare l’identificazione delle donne chiaramente negative da inviare al round di screening successivo (a 1 o 2 anni a seconda dell’età), così da permettere ai lettori di concentrarsi maggiormente sull’analisi delle immagini sospette; 
  • migliorare l’efficienza del sistema, incrementando il già positivo bilancio rischi-benefici dei programmi di screening.

Il progetto per la sua realizzazione impiegherà dati sia retrospettivi che prospettici. In particolare, saranno utilizzate per la realizzazione della bio-banca le immagini della mammografia di screening e le informazioni cliniche relative agli studi effettuati nei precedenti anni presso la Senologia dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (ovvero studio Andromeda e PROTEUS - Donna), preventivamente anonimizzate.

Per lo sviluppo e la validazione della piattaforma, tali informazioni retrospettive saranno integrate con i dati (clinici e immagini radiologiche) prospettici relativi alle donne che effettueranno la mammografia di screening presso la Senologia dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino nel corso del 2022 e 2023 e che acconsentiranno allo studio.

La creazione della bio-banca avverrà nel rispetto dei requisiti di cyber security, privacy, strutturazione tecnologica del dato, integrazione in piattaforme di sistemi eterogenei e complessi, al fine di garantire percorsi diagnostici più accurati e costo-efficaci. Per poter supportare la molteplicità dei casi d’uso previsti da progetto, l’approccio adottato è ispirato alle più moderne tecnologie per l’integrazione di sistema per permettere la migliore gestione del dato non strutturato.

Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio sperimentale
Ambiti epidemiologici:
Prevenzione secondaria
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Paola Armaroli, Elisa Camussi, Carlo Senore, Denise Casella
Enti Finanziatori:

HEADSpAcE

Responsabile:

Studio prospettico sui tumori del capo-collo per indagare marcatori predittivi e prognostici e il percorso diagnostico del paziente al fine di ottenere informazioni sui determinati del ritardo diagnostico


Lo studio, coordinato dall'International Agency for Research on Cancer, si focalizza in particolare sui marcatori predittivi della prognosi e della risposta al trattamento, caratterizzando dal punto di vista genetico ed epigenetico e valutando la presenza o assenza dell’infezione da Papilloma virus umano (HPV), diversi campioni biologici quali sangue, saliva, tessuto tumorale e non tumorale adiacente al tumore.

Ulteriore obiettivo dello studi  è lo sviluppo di strumenti diagnostici più accurati per la caratterizzazione clinica dei tumori del capo-collo HPV positivi. Per raggiungere tali obiettivi, HEADSpAcE richiede di reclutare una coorte di pazienti in diversi Paesi dell’Europa, tra cui l’Italia, e del Sud America che contribuiscono con dati personali, clinici e campioni biologici.

Tra i risultati attesi: i) la prevenzione attraverso la diagnosi precoce; ii) il miglioramento della cura e la riduzione delle morbidità correlate al trattamento tramite identificazione di determinanti specifici della prognosi; iii) la caratterizzazione e il miglioramento della diagnosi e della prognosi dei tumori del capo e del collo HPV positivi; iv) lo sviluppo di raccomandazioni e linee guida da introdurre nella Sanità pubblica.

Pubblicazioni:
  • The Impact of the COVID-19 Pandemic on Head and Neck Cancer Diagnosis in the Piedmont Region, Italy: Interrupted Time-Series Analysis.

    Fonte:Front Public Health 2022; 10:809283. doi: 10.3389/fpubh.2022.809283. eCollection 2022. PMID: 35265573
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio osservazionale, Studio multicentrico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia molecolare, Epidemiologia clinica, Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumori capo-collo
Collaboratori interni:
Valentina Fiano, Manuela Gangemi, Carol Brentisci, Chiara Moccia, Antonella Stura, Maja Popovic
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Tailored breast screening

Responsabile:
Livia Giordano

Il progetto intende valutare la possibilità di utilizzare la densità mammografica per identificare donne a diverso rischio di sviluppare un cancro intervallo della mammella (intermedio/alto rischio vs basso rischio) e valutare l'impatto di una strategia di intervallo di screening differenziato negli screening successivi


Un ulteriore obiettivo del progetto consiste nel contenimento dei possibili effetti collaterali negativi dell'intervento di screening attraverso la riduzione del numero dei test offerti nell'arco di sei anni, a partire dai  45 anni, cioè fino all'inserimento della donna, al suo 50mo anno di età, nel percorso di usual care dello screening mammografico.

Lo studio valuta con periodicità annuale l'adesione al protocollo, i tassi di contaminazione, i tassi di cancro diagnosticati allo screening, i tassi di cancro intervallo, quelli in donne sottoposte a screening con le relative caratteristiche biologiche e patologiche.

Vengono raccolte informazioni sui principali effetti negativi e, in particolare, il tasso di falsi positivi, con o senza procedure invasive, comparati tra i due gruppi in studio (intention to treat) e nella comparazione tra le donne a seno chiaro (BI-RADS 1 e 2) e l'eccesso di incidenza tra i due gruppi in studio e nella comparazione tra le donne a seno chiaro e a seno denso.

La valutazione ad interim dello studio sarà fatta a 3 anni medi di follow-up e la valutazione degli outcome finali a 6 anni medi dall'inizio, dopo il completamento del ciclo di screening previsto a 50 anni di età per tutte le donne arruolate.

Lo studio prevede la randomizzazione delle donne in due gruppi, rispettivamente di Annual Screening Group e Tailored Screening Group. L'attribuzione ai gruppi sarà nascosta e non accessibile alla donna e agli operatori fino alla conclusione dell'episodio di screening. 

I risultati principali dello studio sono:

  • incidenza cumulativa di tumori d'intervallo comparati tra i due gruppi in studio e tra le donne a seno chiaro (BI-RADS 1 e 2) dei due bracci a fini di valutazione di non inferiorità;
  • incidenza cumulativa di tumori avanzati (T2+ e/o nodi positivi) comparati tra i due gruppi in studio e comparazione tra le donne a seno chiaro (BI-RADS 1 e 2) dei due bracci a fini di valutazione di non inferiorità.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio sperimentale randomizzato
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Alfonso Frigerio, Sabina Pitarella, Aurora Di Leo, Francesca Garena, Denise Casella
Collaboratori esterni:
Luisella Milanesio, Adriana Aiello, Franca Artuso, Antonella Lombardo
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Progetto SCORE

Responsabile:

Obiettivo dello studio è di valutare l'efficacia di un protocollo di screening sigmoidoscopico per la prevenzione del cancro colorettale, definendo inoltre la durata dell'effetto protettivo e l'intervallo di età ottimale per l'offerta del test.


Lo studio consiste in un trial randomizzato su un gruppo di volontari disponibili a un invito allo screening con rettosigmoidoscopia flessibile (FS) (una sola volta nella vita tra 55 e 64 anni). I volontari eleggibili sono stati randomizzati in proporzione 1:1 a screening con FS o al gruppo di controllo (nessun contatto).

Le dimensioni previste sono: 19mila soggetti per ciascun gruppo; 13mila sigmoidoscopie effettuate, assumendo un'adesione variabile tra il 65 e il 70%.

Criteri di invio in colonscopia: riscontro di almeno un polipo di diametro >5mm, o di almeno un polipo con componente villosa >20% o displasia di alto grado, di diametro <6mm, o di 3 adenomi tubulari con displasia di basso grado di diametro <6mm, o di un cancro.

Follow-up per incidenza e mortalità per tutti i soggetti reclutati nello studio, tramite record linkage con gli archivi dei registri tumori di popolazione e con i registri regionali di mortalità.   

Sono state incluse nell’analisi 34272 persone e 9911 delle 17136 persone inserite nel gruppo di intervento hanno eseguito l’esame (sigmoidoscopia). I risultati del follow-up di incidenza (a 15 anni) e di mortalità (a 18 anni) confermano l'importante effetto protettivo di un singolo test con una riduzione di incidenza pari al 33% e di mortalità pari al 39% tra le persone aderenti allo screening.     

Pubblicazioni:
  • Number of Adenomas Removed and Colorectal Cancers Prevented in Randomized Trials of Flexible Sigmoidoscopy Screening.

    Fonte:Gastroenterology 2018; 155: 1059-1068.e2. (IF 20.773)
  • Effectiveness of flexible sigmoidoscopy screening in men and women and different age groups: pooled analysis of randomised trials.

    Fonte:BMJ 2017; 356: i6673. (IF 20.785)
  • Assessing Generalizability of the Findings of Sigmoidoscopy Screening Trials: The Case of SCORE Trial.

    Fonte:J Natl Cancer Inst 2014; 107. (IF 15.161)
  • Once-Only Sigmoidoscopy in Colorectal Cancer Screening: Follow-up Findings of the Italian Randomized Controlled Trial--SCORE.

    Fonte:J Natl Cancer Inst 2011; 103: 1310-22.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio sperimentale randomizzato
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Marco Zappa, Marco Calcagno, Paola Armaroli
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Emilia Riggi, Carmen Visioli, Orietta Giuliani, Luigina Bonelli, Stefania Sciallero, Cristiano Costa, Franco Ferrero
Articolazione: Epidemiologia clinica

EASY-NET - Audit & Feedback nell’assistenza oncologica regionale

Responsabile:
Giovannino Ciccone

L'obiettivo generale del progetto è di valutare l’efficacia di diverse strategie di interventi di Audit & Feedback (A&F) nel miglioramento della qualità e dell’equità dell’assistenza oncologica in Regione Piemonte.


Gli obiettivi specifici dell'iniziativa di ricerca sono i seguenti:

  1. valutare l’impatto della formazione sugli audit locali e della misurazione e diffusione di indicatori di struttura, processo ed esito basati sui dati correnti nel migliorare l’accesso, l’appropriatezza dei percorsi assistenziali e degli outcome per i principali tumori (approccio standard di Audit & Feedback, S-A&F);
  2. sviluppare un sistema di A&F basato sulla raccolta di informazioni cliniche e organizzative con appositi database su tumori selezionati e sulla elaborazione periodica (ogni 4 mesi) di report con indicatori e commenti/suggerimenti sulle azioni opportune a livello locale (approccio intensivo di Audit & Feedback, I-A&F);
  3. analizzare i fattori di ostacolo e le opportunità di cambiamento anche attraverso focus group di area che coinvolgano figure chiave responsabili dei percorsi assistenziali e tramite interviste a un campione di pazienti.

Per raggiungere gli obiettivi progettuali sono state avviate le seguenti attività:

  • audit clinico sulla qualità del trattamento del tumore ovarico nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta;
  • studio controllato randomizzato a cluster - stepped wedge - sull’implementazione del protocollo ERAS  (Enhanced Recovery After Surgery) nella gestione perioperatoria di pazienti con tumore colorettale e delle pazienti sottoposte a isterectomia per patologia ginecologica benigna o per neoplasie del collo-corpo dell’utero in Regione Piemonte;
  • audit di popolazione del percorso assistenziale del tumore alla vescica nella Regione Piemonte (in corso).

Inoltre, a seguito dell’emergenza causata dall’epidemia da COVID-19, è stato organizzato nel 2020 il monitoraggio della casistica con accesso all’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

L’obiettivo 1 è valutato analizzando il trend temporale di alcuni indicatori di accesso dei pazienti alle strutture della rete, di appropriatezza e di esito, misurabili attraverso l’uso integrato dei dati correnti. Il risultato fornisce una stima dell’efficacia degli interventi diffusi di formazione sul metodo dell’audit clinico e sul sistema di indicatori basati sui dati correnti restituiti annualmente alle strutture della Rete.

L’obiettivo 2 prevede un confronto tra l’approccio standard, basato su audit clinici locali e dati forniti con periodicità annuale verso un approccio intensivo, basato sulla diffusione di database clinici per tumori selezionati, con un disegno randomizzato a cluster, stepped-wedge, che utilizza come cluster le 6 aree della Rete, e sulla elaborazione e diffusione di indicatori con periodicità quadrimestrale.

L’obiettivo 3 si basa sull’analisi dei fattori che potrebbero rappresentare degli ostacoli o delle opportunità al miglioramento, attraverso: a) l’analisi statistica dei risultati disponibili, b) l’organizzazione di focus group, coinvolgendo le figure con responsabilità nei percorsi assistenziali dei tumori selezionati, c) interviste su un campione rappresentativo dei pazienti registrati nei database clinici.

Pubblicazioni:
  • Audit and Feedback approach in the CoViD-19 emergency: adaptation of the EASY-NET project in the AOU Città della Salute e della Scienza of Turin.

    Fonte:Recenti Prog Med 2020; 111: 487-491. doi: 10.1701/3421.34061. PMID: 32914776 Italian. (IF 0.320)
  • [A&F to monitor and promote quality in healthcare during the COVID-19 emergency: the EASY-NET work].

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 88-94. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.106. PMID: 33412798 (IF 1.071)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Audit clinico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
Tumore colon-retto, Tumori ginecologici, Tumori apparato urologico
Collaboratori interni:
Eva Pagano, Anna Castiglione, Matteo Papurello, Marco Gilardetti, Daniela Di Cuonzo, Paola Ivaldi, Vitor Hugo Dias Martins, Danila Turco, Claudia Galassi, Lisa Giacometti
Collaboratori esterni:
Oscar Bertetto, Teresa Spadea, Corinna Defilè

Studio sullo stato di metilazione di HLA-G, infezione da HPV e neoplasie cervicali

Responsabile:
Laura De Marco

Obiettivo principale dello studio è la valutazione del ruolo delle modificazioni epigenetiche (de-metilazione del promotore) e genetiche (polimorfismi) di HLA-G sullo sviluppo di lesioni neoplastiche cervicali.


Nonostante la correlazione diretta tra il tumore della cervice uterina e la persistenza dell’infezione da papillomavirus umano (HPV) sia riconosciuta, il meccanismo che favorisce la persistenza virale nelle cellule cervicali è ancora ignoto. Tra le numerose ipotesi, si annovera la maggiore o minore predisposizione del sistema immunitario nel controllo e nella risoluzione di questo tipo di infezione.

Alcune evidenze scientifiche hanno mostrato il possibile coinvolgimento di una proteina implicata nella soppressione della risposta immunitaria, l’HLA-G, e in particolare nell’immunoescape del tumore dal sistema immunitario.

Per valutare il ruolo delle modificazioni genetiche ed epigenetiche di HLA-G sullo sviluppo di lesioni neoplastiche cervicali si è allestito uno studio caso-controllo in cui confrontare lo stato di HLA-G in soggetti con cellule cervicali atipiche (lesioni CIN II - CIN III) rispetto a soggetti con cellule citologicamente normali, in relazione con lo stato di infezione da HPV.

La collaborazione tra l’Unità di Epidemiologia dei Tumori dell’Università degli Studi di Torino e il Laboratorio di Immunogenetica e Istocompatibilità della Federal University of Paranà, in Brasile, è alla base dello studio caso-controllo che coinvolge 789 donne (15- 47 anni) afferenti a tre centri di riferimento ubicati nella località di Curitiba per le analisi citologiche cervico-vaginali. Non essendo localmente attivi programmi organizzati di screening del tumore cervicale, la popolazione presenta prevalenza di lesioni cervicali di alto grado più elevata rispetto a quella italiana.

Lo studio produrrà informazioni sul possibile coinvolgimento di HLA-G nello sviluppo di neoplasie cervicali: l’eventuale presenza di de-metilazione del promotore di HLA-G o di particolari polimorfismi di HLA-G nei casi rispetto ai controlli potrebbe indicare una maggiore predisposizione alla persistenza virale e allo sviluppo di lesioni.

Pubblicazioni:
  • Methylation in host and viral genes as marker of aggressiveness in cervical lesions: Analysis in 543 unscreened women.

    Fonte:Gynecol Oncol 2018; 151: 319-326. (IF 4.540)
  • Case-control study of HLA-G promoter methylation status, HPV infection and cervical neoplasia in Curitiba, Brazil: a pilot analysis.

    Fonte:BMC Cancer 2012; 12: 618. (IF 3.333)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Valentina Fiano, Carlotta Sacerdote, Lorenzo Richiardi
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Morena Trevisan, Anna Gillio-Tos
Enti Collaboratori:
  • Federal University of Paranà, Immunogenetics and Histocompatibility Laboratory (LIGH)
Articolazione: Epidemiologia clinica

Audit clinico della qualità dell’assistenza nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta: il trattamento del tumore ovarico

Responsabile:
Giovannino Ciccone

L'audit valuta il trattamento erogato alle pazienti con carcinoma dell’ovaio alla diagnosi o alla progressione/recidiva di malattia, prendendo avvio da una precedente esperienza di audit sui tumori ovarici (Studio COROP, 2009).


L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività, realizzate in collaborazione con la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, finalizzate a migliorare la qualità dell’assistenza dei pazienti oncologici residenti nelle due regioni, attraverso la conduzione di interventi di Audit & Feedback (A&F).

Gli obiettivi specifici, con riferimento ai centri che prendono in carico la paziente, sono i seguenti:

  • descrizione delle caratteristiche strutturali;
  • descrizione del trattamento effettuato in prima linea e valutazione dell’aderenza alle raccomandazioni esistenti, evidenziando eterogeneità di comportamento;
  • descrizione del trattamento della progressione o recidiva di malattia e valutazione dell’aderenza alle raccomandazioni esistenti, evidenziando eterogeneità di comportamento;
  • identificazione dei fattori clinici che possono avere influenzato la scelta del trattamento;
  • descrizione della sopravvivenza globale e valutazione dei fattori clinici e organizzativi che possono influenzare l’esito.

Lo studio è un audit clinico a livello di popolazione regionale, con una raccolta dati inclusiva di una fase retrospettiva e una prospettica, con periodica rivalutazione e feedback agli operatori coinvolti degli indicatori condivisi. La componente retrospettiva di raccolta dati, strumentale a descrivere gli indicatori di baseline, riguarda i casi incidenti tra le residenti in Piemonte e in Valle d’Aosta, trattati nel primo semestre 2016, in Piemonte. I casi sono identificati centralmente attraverso le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO). Ciascun centro può poi aggiungere i propri casi, qualora non identificati dall’algoritmo (falsi negativi). La raccolta prospettica riguarda i casi di tumore ovarico presi in carico da parte dei Gruppi Interdisciplinari Cure (GIC) per i tumori ginecologici della Rete Oncologica (periodo 2017-2020). 

A cadenza semestrale sono trasmessi e condivisi con gli operatori i risultati relativi alla valutazione degli indicatori con il coinvolgimento del Gruppo di studio per i tumori ginecologici. Sulla base delle criticità emerse da tale analisi, sono progettate e implementate azioni correttive a livello o locale o azioni di sistema su iniziativa della Rete Oncologica, qualora le criticità interessino la globalità delle strutture di erogazione regionali.

Periodicamente, in occasione delle riunioni organizzate dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, sono state presentate sintesi dei dati, come feedback ai centri dell’attività svolta. E' stato elaborato un report riassuntivo per l’intero periodo a disposizione.

Pubblicazioni:
  • Is Ovarian Cancer Being Managed According to Clinical Guidelines? Evidence From a Population-Based Clinical Audit.

    Fonte:Int J Gynecol Cancer 2016; 26: 1615-1623. (IF 2.116)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Audit clinico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
Tumori ginecologici
Collaboratori interni:
Eva Pagano, Vitor Hugo Dias Martins
Articolazione: Prevenzione primaria

Studio STI.VI.

Responsabile:
Livia Giordano

Lo studio valuta l’efficacia di modelli di intervento per la modifica delle abitudini alimentari scorrette e il contrasto ai comportamenti sedentari.


Tali modelli di intervento si basano su incontri informativi teorico-pratici condotti da esperti della materia (dieta e attività fisica). Inoltre, lo studio intende mettere a punto modelli di integrazione e sinergie sempre più ampie tra prevenzione primaria e programmi regionali di screening.

Obiettivo principale dello studio è quello di determinare la fattibilità e l’impatto su alcuni outcome di salute di tali modelli di intervento nella popolazione torinese invitata nei programmi regionali di screening della mammella e del colon-retto.

Inoltre, si intende verificare il mantenimento di uno stile di vita salutare a breve e medio termine.

Lo studio ha arruolato 667 donne provenienti dallo screening mammografico e 603 soggetti dallo screening colorettale.

È stata osservata una buona compliance alle raccomandazioni alimentari presentate e questo si è accompagnato a una riduzione dell’Indice di Massa Corporea (IMC) apprezzabile dei gruppi di intervento rispetto a quella dei controlli. I dati evidenziano che i partecipanti sono stati soprattutto soggetti con elevata scolarità e che valutano molto positivamente la propria salute.

È in corso lo studio della fattibilità di eventuali collaborazioni con istituti di ricerca scientifica specificatamente indirizzati all’analisi biomolecolare per valutare l’utilizzo del materiale biologico stoccato attraverso il progetto.

L’intervento è stato proposto al momento dell’effettuazione del test di screening (mammografia per le donne e colonscopia per donne e uomini); sono stati invitati a partecipare i soggetti presentatisi per effettuare l’esame di screening (donne 50-54enni nello screening mammografico e uomini e donne 58enni nello screening colorettale).

I partecipanti sono stati randomizzati in 4 gruppi: gruppo attività fisica, gruppo dieta, gruppo attività fisica e dieta, gruppo di controllo. Essi sono poi stati avviati a un modulo base di intervento (incontri teorici condotti da esperti della materia) seguito da un modulo avanzato (incontri pratici sulla tematica propria del gruppo di studio).

A tutti gli arruolati (compresi i controlli) è stato effettuato un prelievo venoso a digiuno (con due tipologie di campioni di sangue: uno destinato alla crioconservazione e l’altro necessario all’analisi a fresco) e un prelievo di saliva.

Sono state effettuate, inoltre, delle misurazioni antropometriche (altezza, composizione corporea, circonferenza vita) ed è stato compilato un questionario riguardante le abitudini alimentari, l’attività fisica, l’abitudine al fumo e lo stato di salute.

Al termine dello studio sono stati reclutati circa 1200 soggetti (600 attraverso lo screening mammografico e 600 attraverso lo screening colorettale).

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Ambiti epidemiologici:
Prevenzione primaria
Collaboratori interni:
Elisa Camussi, Andrea Ortale, Francesca Garena, Carlo Senore, Pamela Giubilato
Collaboratori esterni:
Maria Piera Mano, Andrea Pezzana, Stefania Cazzoli, Giovanni Allegro, Caterina Anatrone, Emilia Riggi

Effetti del cambiamento climatico sulla trasmissione di malattie infettive

Responsabile:

La relazione tra eventi meteorologici e climatici e malattie infettive trasmesse da vettori biologici rappresenta il principale campo di indagine dello studio che si concentra, in particolare, sull’infezione da Virus West Nile e la Leishmaniosi Viscerale.


Tra gli obiettivi ulteriori del progetto, una speciale attenzione viene dedicata allo studio della distribuzione spazio-temporale dei casi umani di malattia in relazione a fattori climatici e ambientali.

I casi di malattia vengono ottenuti dai sistemi di sorveglianza a livello sia regionale sia nazionale, mentre informazioni climatiche e meteorologiche (temperatura e precipitazioni) sono ottenute in seguito ad analisi di dati registrati da centraline meteorologiche al suolo o da database a elevata definizione spazio-temporali accessibili tramite servizi online.

I disegni di studio che vengono applicati sono studi di epidemiologia spaziale e ambientale. Per studiare la relazione temporale a breve termine tra fattori meteorologici e incidenza della malattia si applicano studi case-crossover o di time series, mentre per valutare la relazione tra fattori climatici nel lungo periodo si ricorre a studi ecologici su base spazio-temporale.

Sono stati condotti studi epidemiologici per studiare la trasmissione del Virus West Nile in Italia, un patogeno trasmesso da un vettore biologico (Zanzare del genere Culex): 
 

  • studio descrittivo per identificare il pattern spazio-temporale della trasmissione da Virus West Nile in Italia identificando 4 cluster spazio-temporali: il più importante cluster è stato identificato nelle provincie italiane che si trovano nel bacino del fiume Po, suggerendo che queste aree presentino delle condizioni climatiche e ambientali idonee per la trasmissione del Virus.
  • studio case-crossover per valutare l’associazione a breve termine tra parametri meteo-climatici e l’incidenza di infezioni da Virus West Nile in Pianura Padana: è stata osservata un’associazione tra la temperatura atmosferica e l’incidenza di infezione nelle 5 settimane successive;
  • studio epidemiologico della distribuzione spaziale dei casi umani di Leishmaniosi Viscerale. Lo studio ha valutato le aree a rischio di trasmissione della Leishmaniosi viscerale in Piemonte, integrando dati meteorologici, ambientali, entomologici ed epidemiologici. E' stato osservato che alcune aree del Piemonte (Basso Piemonte Astigiano e Alessandrino) sono caratterizzate da una trasmissione attiva della Leishmaniosi Viscerale presentando condizioni ambientali idonee allo sviluppo del flebotomo vettore e riscontrando sia casi di leishmaniosi caninca che leishmaniosi viscerale umana.
Pubblicazioni:
  • Recent rapid changes in the spatio-temporal distribution of West Nile Neuro-invasive Disease in Italy.

    Fonte:Zoonoses Public Health 2020; 67: 54–61. doi:10.1111/zph.12654. PMID: 31612606 (IF 2.130)
  • West Nile Virus infection in Northern Italy: Case-crossover study on the short-term effect of climatic parameters.

    Fonte:Environ Res 2018; 167: 544-549. (IF 4.732)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Malattie infettive
Collaboratori interni:
Lorenzo Richiardi, Milena Maule
Collaboratori esterni:
Franco Merletti
Articolazione: Prevenzione secondaria

Progetto SCORE3

Responsabile:

L'obiettivo principale di SCORE3 consiste nella stima comparativa della compliance e della copertura ottenibili con colonscopia rispetto a test immunochimico fecale (FIT) e sigmoidoscopia.


Si tratta di uno studio randomizzato su un campione di popolazione, uomini e donne di età compresa tra 55 e 64 anni. I soggetti sono stati randomizzati (1:1:1; 6000 persone per braccio) in 3 bracci (FIT biennale, sigmoidoscopia una sola volta nella vita; colonscopia una sola volta nella vita).

Ulteriori obiettivi del progetto sono i seguenti:

  • valutazione dell'accettabilità delle diverse strategie in un contesto di screening e misura dell'impatto sui pazienti esaminati delle diverse strategie in termini di interventi chirurgici, complicanze dei test endoscopici, ansia ecc.
  • valutazione della performance dei test e valutazione comparativa del tasso di identificazione diagnostica (DR per lesioni prossimali; in particolare, rispetto ai gruppi allocati all'endoscopia, stima della proporzione di lesioni avanzate non individuabili adottando il protocollo FS);
  • confronto di incidenza e mortalità per le diverse modalità di screening.

Il follow-up di incidenza e mortalità si basa su record linkage dell'archivio dello studio con i registri tumori e di mortalità di popolazione. I dati relativi all'esito dei test di screening verranno derivati dagli archivi dei programmi regionali che hanno preso in carico i soggetti reclutati dopo il primo round.

Pubblicazioni:
  • Acceptability and side-effects of colonoscopy and sigmoidoscopy in a screening setting.

    Fonte: J Med Screen 2011; 18: 128-34. doi: 10.1258/jms.2011.010135. PMID: 22045821
  • Comparing attendance and detection rate of colonoscopy with sigmoidoscopy and FIT for colorectal cancer screening.

    Fonte:Gastroenterology 2007; 132: 2304-12.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio sperimentale randomizzato
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Marco Calcagno, Marco Zappa, Marco Silvani
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Emilia Riggi, Carmen Visioli, Orietta Giuliani, Manuel Zorzi, Cristiano Crosta, Stefano Rosso

Studio Piccolipiù

Responsabile:

Obiettivo del progetto è di identificare i principali fattori di rischio che a partire dalla gravidanza, e in seguito dopo la nascita, possono essere associati allo sviluppo del bambino e ad alcuni dei più comuni problemi di salute.


Il progetto Piccolipiù, finanziato e promosso dal Centro Nazionale di Prevenzione e Controllo delle Malattie (CCM) e dal Ministero della Salute, intende inoltre promuovere l’adozione di comportamenti salutari attraverso interventi di provata efficacia per la salute del bambino mediante l’utilizzo di mezzi di comunicazione tradizionali (opuscoli, newsletter ecc.), ma anche tramite il ricorso a canali più innovativi (web e social media). 

Lo studio coinvolge diversi punti nascita dislocati a Torino, Trieste, Viareggio, Firenze e Roma. Ciascun centro ha arruolato 500 bambini al momento del parto, arrivando a formare una coorte di 3mila bambini; per ogni partecipante sono stati raccolti un campione di sangue cordonale e un campione di sangue materno.

Il reclutamento nel centro torinese è avvenuto tra il 2011 e il 2013 presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Le mamme partecipanti rispondono a un primo questionario durante il ricovero in ospedale e a successivi questionari a sei mesi e a un anno dal parto. I bambini sono invitati a un follow-up clinico sullo sviluppo neurocognitivo e sullo sviluppo antropometrico all’età di 4 anni. A 7 anni sono invitati a un follow-up clinico sulla salute respiratoria.

Lo studio contribuisce al progetto europeo Exposomics sugli effetti molecolari dell’inquinamento atmosferico, al consorzio PACE e al progetto europeo STOP sull’obesità del bambino. Lo studio ha contribuito inoltre allo sviluppo degli siti internet dedicati alla cittadinanza Piccolipiù In forma e I primi 1000 giorni

Pubblicazioni:
  • Prenatal exposure to PM10 and changes in DNA methylation and telomere length in cord blood.

    Fonte:Environ Res 2022; 209: 112717. doi: 10.1016/j.envres.2022.112717. Online ahead of print. PMID: 35063426
  • Lung function at school age in infants with lower respiratory tract infections with and without wheezing: A birth cohort study.

    Fonte:Pediatr Pulmonol 2022; 57: 857-861. doi: 10.1002/ppul.25835. Epub 2022 Jan 31. PMID: 35048563
  • Impact of maternal body mass index and gestational weight gain on pregnancy complications: an individual participant data meta-analysis of European, North American, and Australian cohorts.

    Fonte:BJOG. 2019 Feb 20. doi: 10.1111/1471-0528.15661. [Epub ahead of print] (IF 5.193)
  • Maternal body mass index, gestational weight gain, and the risk of overweight and obesity across childhood: An individual participant data meta-analysis.

    Fonte:PLoS Med 2019; 16: e1002744. (IF 11.048)
  • Cohort Profile: Pregnancy And Childhood Epigenetics (PACE) Consortium.

    Fonte:Int J Epidemiol 2018; 47: 22-23u. (IF 8.360)
  • Cord Blood Metabolic Signatures of Birth Weight: A Population-Based Study.

    Fonte:J Proteome Res 2018; 17: 1235-1247. (IF 3.950)
  • DNA Methylome Marks of Exposure to Particulate Matter at Three Time Points in Early Life.

    Fonte:Environ Sci Technol 2018; 52: 5427-5437. (IF 6.653)
  • Influence of maternal obesity on the association between common pregnancy complications and risk of childhood obesity: an individual participant data meta-analysis.

    Fonte:Lancet Child Adolesc Health 2018; 2: 812-821.
  • Gestational weight gain charts for different body mass index groups for women in Europe, North America, and Oceania.

    Fonte:BMC Med 2018; 16: 201. (IF 9.088)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia molecolare, Epidemiologia eziologica, Epidemiologia life-course, Epidemiologia ambientale
Collaboratori interni:
Laura Davico, Elena Isaevska, Laura De Marco, Laura Fiorini, Milena Maule, Assunta Rasulo, Valentina Fiano, Costanza Pizzi
Collaboratori esterni:
Franco Merletti

Progetto RIAS

Responsabili:
Enrica Migliore

La Rete Italiana Ambiente e Salute (RIAS) supporta il Ministero della Salute secondo le indicazioni scaturite dal Piano Nazionale di Prevenzione (PNP), proseguendo e consolidando l’esperienza maturata sui temi dell’epidemiologia ambientale con il progetto EpiAmbnet.


Obiettivi principali del progetto, finanziato dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), sono:

  • sviluppo di sinergie tra strutture sanitarie e strutture del sistema nazionale per la protezione ambientale;
  • implementazione di una piattaforma collaborativa per consentire la condivisione di competenze e per promuovere e armonizzare su territorio nazionale gli interventi di sorveglianza ambientale e sanitaria;
  • elaborazione di un piano di comunicazione per raggiungere efficacemente i soggetti del SSN e SNPA;
  • organizzazione di tavoli tecnico-scientifici su temi prioritari, con periodici incontri a livello nazionale;
  • realizzazione di corsi online/offline su ambiente e salute, valutazione del rischio, tossicologia ambientale, epidemiologia ambientale, valutazione di impatto ambientale e sanitario e comunicazione del rischio.

Il progetto fa capo al Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio (DepLazio) e coinvolge 13 Regioni italiane. Il CPO Piemonte, in collaborazione con il DepLazio, coordina le attività di formazione.

Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Formazione
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Collaboratori interni:
Silvia Maritano, Giovenale Moirano, Maja Popovic
Articolazione: Prevenzione primaria

Archivio cancerogeni

Responsabili:
Enrica Migliore

Servizio di documentazione altamente qualificato, offre pareri e valutazioni e collabora alla realizzazione di studi eziologici, fornendo assistenza per la valutazione retrospettiva dell’esposizione e mettendo a disposizione di studiosi e ricercatori, oltre che del pubblico, le conoscenze bibliografiche e fattuali sulle esposizioni a cancerogeni.


Tra i principali obiettivi dell’archivio, la cui attività è svolta in maniera continuativa, rientrano:

  • la pubblicazione e la divulgazione di dati italiani sull’esposizione a cancerogeni;
  • la mappatura di professioni e industrie che comportano rischi di cancerogenicità;
  • la raccolta di informazioni utili a valutare l’evoluzione temporale dell’esposizione a cancerogeni professionali e ambientali.

L’archivio, che opera presso il presidio ospedaliero San Vito, partecipa inoltre alla valutazione dell’esposizione in studi di epidemiologia occupazionale e ambientale, collaborando sia allo sviluppo del progetto SYNERGY (analisi combinata di studi caso-controllo sull’interazione tra esposizioni professionali a cancerogeni nell’eziologia del cancro polmonare) sia alla realizzazione del database di esposizioni professionali a cancerogeni EXPOSYN nonché alla costruzione e applicazione della matrice esposizione-professione SYNJEM. Grazie anche all’accesso alle principali fonti informative italiane e internazionali, tra cui il programma delle monografie dell’International Agency for Research on Cancer (IARC), il Report on Carcinogens del National Toxicology Program e le basi dati bibliografiche come Toxline e Medline, le informazioni utili all’identificazione dei cancerogeni e alla stima della prevalenza e intensità delle esposizioni possono essere estratte e utilizzate per rassegne e meta-analisi, in risposta a interrogazioni da parte del pubblico o di amministrazioni pubbliche.

In supporto a programmi e studi specifici, come per esempio SYNERGY, è condotta la raccolta di dati di esposizione a cancerogeni, prodotti da enti di controllo governativi. In tal caso i dati sono registrati in basi di dati di esposizione. Si collabora anche alla classificazione e codifica dei dati di esposizione professionale e ambientale.

Pubblicazioni:
  • Exposure-Response Analyses of Asbestos and Lung Cancer Subtypes in a Pooled Analysis of Case-Control Studies.

    Fonte:Epidemiology 2017; 28: 288-299. (IF 5.986)
  • SYN-JEM: A Quantitative Job-Exposure Matrix for Five Lung Carcinogens.

    Fonte:Ann Occup Hyg 2016; 60: 795-811. (IF 1.743)
  • Sensitivity Analyses of Exposure Estimates from a Quantitative Job-exposure Matrix (SYN-JEM) for Use in Community-based Studies.

    Fonte:Ann Occup Hyg 2013; 57: 98-106. doi: 10.1093/annhyg/mes045.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Collaboratori interni:
Antonella Stura, Manuela Gangemi, Carol Brentisci
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Corrado Magnani
Articolazione: Rete oncologica

Progetto FUCSAM

Responsabili:
Livia Giordano

Lo studio si rivolge alle pazienti e ai pazienti con diagnosi di tumore della mammella o del colon-retto che, al termine dei trattamenti terapeutici, affrontino il follow-up come occasione di miglioramento del proprio stile di vita.


Lo studio "Follow-up oncologico e stili di vita per pazienti con pregresso tumore della mammella e del colon-retto" (FUCSAM) si propone di verificare la fattibilità di un intervento di counseling qualificato sullo stile di vita, da compiersi in occasione delle visite di follow-up oncologico.

FUCSAM dimostra miglioramenti di alcuni parametri metabolici, tra quelli indagati, nei pazienti invitati a partecipare a programmi sul cambiamento degli stili di vita (dieta e attività fisica). La riduzione di girovita, indice di massa corporea, trigliceridi e glicemia sono coerenti con gli obiettivi dello studio e risultano incoraggianti sia a breve sia a lungo termine; tuttavia le analisi a 12-18 mesi sono più complesse a causa dell'alto tasso di drop-out.

Tali risultati, nel complesso, giustificano l'inserimento nel percorso di follow-up oncologico di un intervento sullo stile di vita, rendendo inoltre rilevante la necessità di motivare le persone nel lungo periodo, quando i cambiamenti sembrano essere più difficili da mantenere.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Collaboratori interni:
Cristiano Piccinelli, Elisa Camussi
Collaboratori esterni:
Paolo Bellingeri, Concetta Finocchiaro, Marinella Mistrangelo, Lorenzo Orione, Andrea Pezzana, Paolo Bellora, Giuseppe Parodi, Norma De Piccoli, Silvia Gattino, Paolo Massucco, null null
Articolazione: Prevenzione secondaria

Valutazione di partecipazione ed esito nelle donne straniere invitate ai programmi regionali di screening femminili

Responsabile:
Livia Giordano

L'indagine è volta al monitoraggio dell'accesso allo screening e dei relativi indicatori diagnostici tra le donne immigrate invitate a partecipare al programma Prevenzione Serena per quanto riguarda lo screening del cervicocarcinoma e della mammella.


L'obiettivo è quindi quello di valutare eventuali differenze tra donne italiane e donne immigrate in termini di partecipazione, esiti e influenza di alcuni fattori socio-demografici sull'accesso allo screening.

Popolazioni con un basso status socio-economico, in particolare quando si tratta di persone immigrate, utilizzano i programmi di prevenzione oncologica meno assiduamente rispetto alle popolazioni con un livello economico e culturale elevato. Le donne straniere vengono identificate come provenienti da un Paese a Sviluppo Avanzato (PSA) o da un Paese a Forte Pressione Migratoria (PFPM) sulla base della classificazione della Banca Mondiale. Il Paese di origine di ogni donna viene identificato in base al luogo di nascita e/o alla cittadinanza. Le donne straniere provenienti da un PSA vengono monitorate insieme alle italiane, dato che tutti questi Paesi si caratterizzano per un elevato livello economico e socio-culturale. Sono incluse nell'analisi tutte le donne che abbiano ricevuto almeno un invito a eseguire una mammografia di screening o un Pap-test/test HPV.

Gli indicatori calcolati sono i seguenti:

  • tassi di partecipazione,
  • richiami per approfondimenti,
  • Detection Rate (DR),
  • Detection Ratio standardizzato (SDR).

Per le donne residenti a Torino l'influenza di alcuni determinanti socio-demografici sull'adesione viene analizzata tramite un modello di regressione logistico. La coorte viene periodicamente aggiornata e le analisi statistiche vengono conseguentemente adeguate.

Pubblicazioni:
  • A comparison of diagnostic indicators of cervical cancer screening among women accessing through volunteer organisations and those via the organised programme in Turin (Piedmont Region, Northern Italy).

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 115-123. doi: 10.19191/EP20.5-6.S1.P115.081. PMID: 33415954 (IF 1.071)
  • Inequalities in cervical cancer screening utilisation and results: A comparison between Italian natives and immigrants from disadvantaged countries.

    Fonte:Health Policy 2017; 121: 1072-1078. (IF 2.119)
  • HPV prevalence and risk of pre-cancer and cancer in regular immigrants in Italy: results from HPV DNA test-based screening pilot programs.

    Fonte:Infect Agent Cancer 2015; 10: 14. (IF 2.358)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Patologie:
Tumore mammella, Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Roberta Castagno , Gianluigi Ferrante
Articolazione: Prevenzione secondaria

Valutazione di processo e impatto per lo screening del cervicocarcinoma

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo dello studio è la produzione di indicatori finalizzati alla valutazione di processo dell’attività di screening, al monitoraggio dei risultati e al miglioramento della qualità.


Ulteriori obiettivi sono:

  • consentire confronti tra i programmi organizzati in Italia e a livello europeo;
  • valutare l’impatto dell’introduzione di programmi organizzati di screening cervicale in Piemonte e in Italia sull’incidenza di tumori invasivi della cervice uterina.

In particolare, si punta alla produzione dei dati su screening con HPV per gli anni 2021 (adesione e percentuale di donne HPV positive) e 2020 (dati sull’intero processo: test HPV, triage citologico, ripetizione test HPV a un anno per le HPV+ citologia normale, invio in colposcopia immediato o a un anno, VPP, Detection Rate).

I dati di attività del 2021 sono ancora fortemente condizionati dall’interruzione/limitazione delle attività nel 2020 in relazione alla pandemia da COVID-19. Numerose valutazioni in merito al ritardo di attività, esami da recuperare e strategie per il recupero sono effettuate per supportare le scelte del coordinamento regionale screening.

Lo studio prevede le seguenti specifiche attività:

  • raccolta dei dati e calcolo degli indicatori definiti a livello italiano ed europeo;
  • monitoraggio e analisi della stabilità temporale; raccolta di dati e confronti tra regioni italiane e tra diversi Paesi europei;
  • ricostruzione della storia di screening dei casi di tumore invasivo della cervice uterina segnalati dal Registro Tumori;
  • analisi dell’andamento dell’incidenza prima e dopo l’introduzione dei programmi organizzati, anche in funzione dell’andamento nelle altre aree italiane coperte da Registri Tumori.
Pubblicazioni:
  • [Oncological organized screening programmes in the COVID-19 era: an Italian survey on accrued delays, reboot velocity, and diagnostic delay estimates].

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 344-352. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.136. PMID: 33412828 Italian. (IF 1.071)
  • Author's reply to: Cancer screening policy in Hungary.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 143: 1005. (IF 7.36)
  • Status of implementation and organization of cancer screening in the European Union Member States - summary results from the second European screening report.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 142: 44-56. doi: 10.1002/ijc.31043. Epub 2017 Oct 10. Erratum in: Int J Cancer 2018; 143(1): E1. (IF 7.36)
  • Impact of variations in triage cytology interpretation on human papillomavirus-based cervical screening and implications for screening algorithms.

    Fonte:Eur J Cancer 2016; 68: 148-155. (IF 6.163)
  • A first survey of HPV-based screening in routine cervical cancer screening in Italy.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 77-83. (IF 0.776)
  • Extension of organized cervical cancer screening programmes in Italy and their process indicators, 2011-2012 activity.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 61-76. (IF 0.776)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Patologie:
Tumore cervice uterina, Tumore colon-retto, Tumore mammella
Collaboratori interni:
Ettore Mancini, Livia Giordano, Nicolina Leo, Cristina Larato, Pamela Giubilato
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco, Nereo Segnan
Articolazione: Prevenzione secondaria

Monitoraggio di indicatori di qualità diagnostico-terapeutica del carcinoma mammario

Responsabile:
Livia Giordano

Il progetto intende assicurare un trattamento adeguato relativo ai casi di cancro della mammella identificati in fase di screening.


Ulteriori obiettivi dello studio sono:

  • sperimentare un sistema di assicurazione di qualità basato sul monitoraggio degli indicatori di processo e validare per quanto possibile i medesimi;
  • valutare la qualità del trattamento rispetto a determinanti quali il volume di casi per chirurgo e istituzione, l’identificazione allo screening o clinica ecc. e in relazione allo stadio e agli indicatori prognostici.

Si effettua la raccolta annuale dei dati per la survey del Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico (GISMa) su diagnosi e trattamento, coinvolgendo i centri di riferimento regionali per lo screening in numerose Regioni e la valutazione dell’attività dei programmi di screening e dei Centri di senologia ad essi collegati presentati poi in occasione dei workshop annuali del programma piemontese di screening mammografico e, a livello nazionale, con le survey su diagnosi e trattamento delle lesioni screen-detected promosse dall’Osservatorio Nazionale Screening (ONS).

Prosegue, inoltre, la collaborazione con Senonetwork per quanto riguarda il Data Centre delle Unità italiane aderenti e con la European Society of breast cancer specialists (EUSOMA) per l’attività di certificazione delle Breast Unit a livello europeo. 

Pubblicazioni:
  • Data managers: A survey of the European Society of Breast Cancer Specialists in certified multi-disciplinary breast centers.

    Fonte:Breast J 2018; 24: 811-815. (IF 2.424)
  • Reducing harms from treatment. Sixteen years of surgery of the axilla for screen-detected breast cancers in Italy.

    Fonte:Breast 2018; 42: 15-22. (IF 2.951)
  • Quality indicators in breast cancer care: An update from the EUSOMA working group.

    Fonte:Eur J Cancer 2017; 86: 59-81. (IF 6.029)
  • Audit system on Quality of breast cancer diagnosis and Treatment (QT): results of quality indicators on screen-detected lesions in Italy, 2011-2012.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 40-47. Italian. (IF 0.776)
  • Variations in compliance to quality indicators by age for 41,871 breast cancer patients across Europe: A European Society of Breast Cancer Specialists database analysis.

    Fonte:Eur J Cancer 2015; 51: 1221-30. (IF 5.417)
  • The effect of EUSOMA certification on quality of breast cancer care.

    Fonte:Eur J Surg Oncol 2015; 41: 1423-9. (IF 3.009)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Sabina Pitarella, Carlo Senore, Denise Casella, Aurora Di Leo
Collaboratori esterni:
Maria Piera Mano

Studio EPSAM

Responsabile:

Lo studio EPSAM (Esposizioni Post-natali e SAlute Maschile) si pone l’obiettivo di identificare le cause genetiche e ambientali oltre che valutare la salute a lungo termine dei pazienti affetti da tumore del testicolo.

Lo studio EPSAM, in particolare, intende indagare:

  • i fattori di rischio post-natali che agiscono durante la pubertà/adolescenza (13-19 anni);
  • i fattori di rischio genetici, studiando geni candidati e partecipando al Testicular Cancer Consortium (TECAC) coordinato dal National Cancer Institute americano e dalla University of Pennsylvania.

Nel 2010 (fase 1) sono stati reclutati i casi di tumore del testicolo diagnosticati nella popolazione della Provincia di Torino tra il 1997 e il 2008. Nel 2021 (fase 2) è stato esteso il reclutamento dei casi residenti nella Provincia di Torino diagnosticati tra il 2010 e il 2021 e seguiti presso l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.  Lo studio partecipa al consorto internazionale TECAC

Pubblicazioni:
  • Quality of life among germ-cell testicular cancer survivors: The effect of time since cancer diagnosis.

    Fonte:PLoS One 2021; 16: e0258257. doi: 10.1371/journal.pone.0258257. eCollection 2021. PMID: 34614027 (IF 3.240)
  • Identification of 22 susceptibility loci associated with testicular germ cell tumors.

    Fonte:Nat Commun 2021; 12: 4487. doi: 10.1038/s41467-021-24334-y. PMID: 34301922 (IF 14.919)
  • Testicular Cancer in New Zealand (TCNZ) study: protocol for a national case-control study.

    Fonte:BMJ Open 2018; 8: e025212. (IF 2.413)
  • Analgesia use during pregnancy and risk of cryptorchidism: a systematic review and meta-analysis.

    Fonte:Hum Reprod 2017; 32: 1118-1129. (IF 5.02)
  • Postnatal risk factors for testicular cancer: The EPSAM case-control study.

    Fonte:Int J Cancer 2017; 141: 1803-1810. (IF 6.513)
  • Risk factors for cryptorchidism.

    Fonte:Nat Rev Urol 2017; 14: 534-548. (IF 7.735)
  • Baldness and testicular cancer: the EPSAM case-control study.

    Fonte:Andrology 2016; 4: 251-6. (IF 2.515)
  • Subfertility and Risk of Testicular Cancer in the EPSAM Case-Control Study.

    Fonte:PLoS One 2016; 11: e0169174. (IF 3.057)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia molecolare, Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumore testicolo
Collaboratori interni:
Daniela Zugna, Paola Ivaldi, Elena Isaevska, Maja Popovic, Giovenale Moirano, Valentina Fiano, Laura De Marco
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Nereo Segnan, Guido Pastore, Anna Gillio-Tos, Chiara Grasso, Andrea Zitella, Patrizia Lista
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Quality assurance dei programmi regionali di screening mammografico

Responsabile:

Lo studio effettua il monitoraggio e la valutazione corrente di progetti di promozione della qualità nei programmi regionali di screening mammograficoattraverso il supporto allo sviluppo di un sistema di statistiche correnti.


In collaborazione con il Registro Tumori Piemonte (RTP), viene effettuato il linkage del file dei casi incidenti di tumore della mammella con quello relativo alla storia di screening e con i dati su diagnosi e terapia dei casi screen-detected per la valutazione di efficacia del programma di screening e l’identificazione dei casi intervallo.

Vengono svolte, inoltre, le seguenti attività:

  • identificazione e valutazione dei casi intervallo tramite le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO);
  • formazione e aggiornamento in ambito di senologia diagnostica per immagini da parte del Centro di Riferimento Regionale (CRR) per la qualità nello screening mammografico;
  • analisi a cadenza annuale dei dati correnti di valutazione del programma di Torino in base agli indicatori definiti e deliberati in ambito regionale.

A livello dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) vengono effettuate con regolarità pubblicazioni multicentriche dei dati. Il gruppo regionale costituito ad hoc, coordinato dal CPO, che opera in collegamento con la Commissione Oncologica Regionale e il progetto di Rete su finanziamento regionale, ha proseguito lo studio di fattibilità sulla realizzazione di una rete di Breast Unit per la diagnosi e il trattamento del carcinoma della mammella in Piemonte.

Prosegue, su base regionale e con periodicità regolare, la valutazione dei casi intervallo.

È in corso l’analisi dell’impatto del programma di Torino sulla mortalità per carcinoma della mammella. È stato inoltre prodotto il report di dati aggregati sullo screening piemontese che documenta inviti, test, richiami e diagnosi istologica delle lesioni mammarie, consentendo il calcolo dei principali indicatori e il confronto interdipartimentale (fonti dei dati CSI e SQTM); tale report viene annualmente distribuito ai coordinatori dei Dipartimenti di screening.

Pubblicazioni:
  • Problems, solutions, and perspectives in the evaluation of interval cancers in Italian mammography screening programmes: a position paper from the Italian group for mammography screening (GISMa).

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 52-57. Italian. (IF 0.776)
  • Introduction of a centralised system (Service) for collecting clinical data in cancer screening programmes in Piedmont (Northern Italy): a pre-post assessment of a hub&spoke model.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 243-50. Italian. (IF 0.776)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Alfonso Frigerio, Aurora Di Leo, Ettore Mancini, Viviana Vergini, Denise Casella, Sabina Pitarella, Livia Giordano, Giovannino Ciccone, Daniela Di Cuonzo, Paola Armaroli
Collaboratori esterni:
Stefano Rosso, Mariano Tomatis, Maria Piera Mano
Articolazione: Prevenzione secondaria

Prevenzione secondaria dei tumori femminili nel Cantone di Zenica-Doboj

Responsabile:
Livia Giordano

Il progetto si svolge nell'ambito della consolidata collaborazione tra l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta con il Cantone di Zenica-Doboj, in Bosnia ed Erzegovina. 


L'iniziativa scaturisce dalla stipula dell'“Accordo di gemellaggio tra l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e l`Ospedale cantonale di Zenica-Doboj (Bosnia ed Erzegovina), per la prosecuzione della cooperazione e collaborazione scientifica e tecnologica nell'area della prevenzione e degli interventi di diagnosi e cura, nell'ambito del protocollo di cooperazione e partenariato tra la Regione Piemonte e il cantone di Zenica-Doboj” (DGR n. 1107 del 31/10/2017).

Si intende procedere con l’implementazione delle attività previste dal progetto "Dalla consapevolezza alla cura: le donne protagoniste del diritto alla salute in Bosnia ed Erzegovina" e nello specifico:

  • sensibilizzare le donne sui percorsi di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e migliorare la sopravvivenza per patologie tumorali nella popolazione femminile in Bosnia ed Erzegovina;
  • diffondere la cultura della prevenzione oncologica nella popolazione femminile nei Cantoni di Tuzla, Mostar, Sarajevo, Zenica;
  • attivare un progetto pilota di screening del tumore della mammella in un cantone (Zenica) e utilizzarlo come caso studio per la realizzazione in altri cantoni (Tuzla, Mostar, Sarajevo);
  • monitorare ed eventualmente riprendere l'attività di screening della cervice uterina precedentemente avviata;
  • attivare una rete di stakeholder locali per la sensibilizzazione agli stili di vita sani e alla prevenzione delle patologie tumorali;
  • aumentare la capacità di presa in carico delle patologie riscontrate tramite il programma di screening attraverso un modello di messa in rete delle strutture di terapia oncologica per il trattamento delle patologie tumorali femminili (attivazione Centro Accoglienza e Servizi, Breast Unit).

Si propone, infine, un progetto pilota di screening della patologia con più alta incidenza (il tumore alla mammella) nel Cantone di Zenica. Poiché l'attività di screening risulta complessa, costosa e di non immediato utilizzo, si è preferito procedere con la realizzazione dello screening in un solo Cantone perché possa essere realizzata in tal modo un'esperienza pilota. In tal modo, anche gli altri Cantoni potranno beneficiare di questa sperimentazione e approntare degli studi di fattibilità che incrocino l'esperienza che si realizzerà grazie a questo progetto con l'analisi delle loro risorse/carenze per sviluppare anch'essi dei programmi di screening del tumore alla mammella. Questo permetterà al Ministero federale di valutare l'impatto delle attività di screening e di promuovere uno standard comune di realizzazione di tali procedure, consentendo a ciascun Cantone di programmare correttamente lo sviluppo di programmi di prevenzione secondaria. È stato costituito un gruppo di lavoro con i professionisti dello screening attivi presso l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino per redigere, in collaborazione con un analogo gruppo bosniaco, un protocollo di attivazione del progetto.

In questi ultimi due anni, il CPO ha mantenuto la stretta collaborazione con il Cantone di Zenica-Doboj per l'attivazione del progetto. Tuttavia, a causa della pandemia da COVID-19, non è stato possibile condurre le missioni previste in Bosnia Erzegovina per la formazione dei professionisti dello screening. Pertanto, sono stati effettuati una serie di incontri a distanza su molteplici aspetti della gestione dello screening del tumore della mammella. In particolare, gli esperti italiani hanno assistito i colleghi bosniaci per quanto riguarda la gestione dei programmi di screening (organizzazione, obiettivi, standard e gestione del database), il controllo di qualità del processo di screening e la verifica della correttezza della lettura della mammografia.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Formazione, Audit clinico, Linee guida e protocolli
Patologie:
Tumore mammella, Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Roberta Castagno , Cristiano Piccinelli
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Francesca Giglioli, Stefano Guzzetti, Laura Viberti, Mariagrazia Baù, Ada Ala, Luisella Milanesio, Gianpaolo Cirnigliaro, Libero Ciuffreda, Mauro Papotti, Umberto Ricardi, Silvana Storto, Vincenzo Marra, Luca Giliberti
Enti Collaboratori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Lo screening per il cancro nell'Unione Europea: survey congiunta CPO-IARC

Responsabile:

Il progetto, in base ai principi stabiliti in ambito europeo, partecipa a un'azione comune volta a implementare e ottimizzare i programmi di screening per i carcinomi della mammella, del collo dell'utero e del colon-retto, prescrivendo l'adozione di controlli di qualità a tutti i livelli, dallo screening alla terapia dei casi identificati.


A maggio 2019 è stata avviata l'attività del portale CanScreen5, da parte dell'International Agency for Research on Cancer (IARC), nel cui steering committee e nell'advisory board figura il CPO Piemonte.

Il compito di produrre il "Second report on the implementation of the Council Recommendation on cancer screening in the European Union" è stato assegnato alla IARC e al CPO Piemonte. A differenza del primo report, il secondo non si baserà soltanto su un questionario relativo all'organizzazione dei programmi, ma anche sulla raccolta dei dati necessari a calcolare indicatori di copertura della popolazione e di performance.

È in via di finalizzazione il protocollo del progetto per la realizzazione del terzo report sullo screening nell'Unione Europea e di una rete per il monitoraggio sistematico e continuativo dell'attività dei programmi di screening.

Pubblicazioni:
  • Performance of colorectal cancer screening in the European Union Member States: data from the second European screening report.

    Fonte:Gut 2019; 68: 1232-1244. (IF 17.943)
  • Invitation strategies and coverage in the population-based cancer screening programmes in the European Union.

    Fonte:Eur J Cancer Prev 2019; 28: 131-140. (IF 2.330)
  • Author's reply to: Cancer screening policy in Hungary.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 143: 1005. (IF 7.36)
  • Status of implementation and organization of cancer screening in the European Union Member States - summary results from the second European screening report.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 142: 44-56. doi: 10.1002/ijc.31043. Epub 2017 Oct 10. Erratum in: Int J Cancer 2018; 143(1): E1. (IF 7.36)
  • Cancer screening in the European Union. Report on the implementation of the council recommendation of cancer screening. First report.

    Fonte:European Commission. Luxembourg, 2008.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Patologie:
Tumore mammella, Tumore cervice uterina, Tumore colon-retto
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Mariano Tomatis, Antonio Ponti
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Progetto SCORE2

Responsabile:

L'obiettivo principale dello studio consiste nella stima della compliance e della copertura raggiungibili attraverso diverse modalità di screening.


Ulteriori obiettivi del progetto SCORE2 sono:

  • la valutazione comparativa sia dell'accettabilità delle diverse strategie sia dei determinanti e degli ostacoli all'adesione;
  • la valutazione comparativa del tasso di identificazione diagnostica (primo passaggio e follow-up) e confronto dell'impatto delle diverse strategie su incidenza e mortalità per cancro colorettale (CCR).

La stima dei costi delle diverse alternative avviene in base alle seguenti attività:

  • misurazione dell'impatto sui pazienti esaminati delle diverse strategie in termini di interventi chirurgici, complicanze dei test endoscopici, impatto psicologico ecc.;
  • valutazione del costo marginale per la diagnosi di un caso di cancro addizionale, prevedendo di offrire il test per la ricerca del sangue occulto fecale (periodicità biennale) ai soggetti con reperto sigmoidoscopico negativo.

Lo studio randomizzato su 4 gruppi condotto su un campione della popolazione generale eleggibile per lo screening intende raccogliere i seguenti dati:

  • questionari rivolti ai pazienti aderenti all'invito per acquisire informazioni su vari aspetti della procedura di screening (dolore associato all'esecuzione del test, difficoltà a seguire le indicazioni, problemi in fase di preparazione, barriere logistiche, tempo richiesto per le diverse fasi della procedura);
  • detection rate (DR) per: polipi, adenomi >= 10mm, lesioni avanzate, adenomi cancerizzati, CCR in stadio A (Dukes) o più avanzato, suddivisi per sede; derivata dai dati raccolti routinariamente nell'archivio dei programmi di screening (il data base dello studio ha coperto i primi due passaggi di screening e successivamente tutti gli assistiti eleggibili sono stati inseriti nei programmi di popolazione);
  • incidenza di cancro nel corso del follow-up tramite record linkage con i registri tumori;
  • follow-up di mortalità tramite record linkage con i registri regionali di mortalità;
  • utilizzo di endoscopie al di fuori del protocollo e monitoraggio delle complicanze maggiori (sanguinamento o perforazione intestinale) tramite record linkage con gli archivi delle prestazioni ambulatoriali e delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO).
Pubblicazioni:
  • Comparing Different Strategies for Colorectal Cancer Screening in Italy: Predictors of Patients' Participation.

    Fonte:Am J Gastroenterol 2010; 105: 188-98.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio sperimentale randomizzato
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Marco Calcagno, Marco Silvani, Marco Zappa
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Emilia Riggi, Carmen Visioli, Orietta Giuliani, Antonio Russo, Manuel Zorzi, Stefano Rosso
Articolazione: Prevenzione secondaria

Progetto DWH

Responsabile:

Il progetto intende agevolare l'applicazione delle "European Quality Assurance Guidelines in Mammography Screening", rendendo disponibile ai programmi di screening europei un tracciato di dati individuali standard e un applicativo informatico in grado di calcolare gli indicatori europei per la valutazione dello screening.*Ulteriori obiettivi del progetto sono i seguenti:

  • effettuare una prima analisi collaborativa degli indicatori basata su dati individuali;
  • realizzare il prototipo del cruscotto del Data warehouse (DWH) ed effettuare da parte delle regioni pilota il primo caricamento dei dati, con calcolo degli indicatori e relativo feedback.

Materiali & metodi:

  • definizione degli algoritmi e delle variabili necessari per il calcolo degli indicatori europei e di quelli della rete italiana di programmi di screening del Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa);
  • analisi sperimentale dei dati raccolti, nel rispetto della legge sulla tutela della privacy dei dati individuali, su un tracciato record comune da 7 programmi di screening europei;
  • realizzazione dell'applicativo informatico;
  • feedback e discussione dei dati tra partecipanti e con esperti dell'EUREF.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Linee guida e protocolli
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Sabina Pitarella, Livia Giordano, Viviana Vergini, Denise Casella, Marco Calcagno
Collaboratori esterni:
Mariano Tomatis
Articolazione: Prevenzione secondaria

Service per la valutazione di processo e di impatto del programma regionale di screening Prevenzione Serena

Responsabile:
Livia Giordano

Obiettivo del progetto è di creare un servizio che operi a livello regionale e svolga una funzione di supporto agli operatori dei Dipartimenti di screening piemontesi nel processo di monitoraggio e raccolta dati necessari per valutare la qualità e l'impatto del processo di screening.


Il Service ha inoltre lo scopo di promuovere l'interazione con e tra le Unità Valutative e Organizzative dello Screening (UVOS) di ciascun Dipartimento e di fornire supporto metodologico e organizzativo per l'ottimizzazione della raccolta dei dati clinici dei casi identificati allo screening e dei cancri intervallo.

Le attività si svolgono in modo continuativo. Prosegue dunque l'attività di ricerca e di registrazione dei dati clinici per i casi identificati allo screening (cartelle cliniche), per lo screening mammografico e per quello colorettale, così come l'attività di linkage per la ricerca dei casi intervallo. Per lo screening cervicale è proseguita la registrazione dei referti istologici a livello regionale. Continua, inoltre, l'aggiornamento degli operatori di tutti i programmi di screening coinvolti nel progetto attraverso contatti capillari e incontri formativi.

Il Service svolge le seguenti funzioni:

  • linkage tra Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) relative a casi di tumore alla mammella identificati allo screening (codici ICD-9-CM.13) e i casi registrati sulla Scheda computerizzata per il controllo della qualità del trattamento del carcinoma mammario (SQTM);
  • reperimento delle cartelle cliniche delle donne screenate nel Dipartimento di residenza, ma trattate in un altro Dipartimento o fuori regione; inoltre, il Service raccoglie i dati per la ricerca dei casi intervallo;
  • per lo screening del cervicocarcinoma rende disponibile, all'interno dell'applicativo di gestione dello screening, una sezione dedicata agli approfondimenti diagnostici, ove registrare i dati dei trattamenti terapeutici (escissione con strumenti a radiofrequenze, conizzazione a lama fredda, conizzazione laser, isterectomia);
  • dal 2015 effettua la ricerca delle cartelle cliniche relative allo screening colorettale.
Pubblicazioni:
  • Introduction of a centralised system (Service) for collecting clinical data in cancer screening programmes in Piedmont (Northern Italy): a pre-post assessment of a hub&spoke model.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 243-50. Italian. (IF 0.776)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Collaboratori interni:
Aurora Di Leo, Alfonso Frigerio, Marco Calcagno, Carlo Senore, Cristina Larato, Pamela Giubilato, Viviana Vergini, Denise Casella
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Adele Caprioglio, Mariano Tomatis, Guglielmo Ronco
Articolazione: Prevenzione secondaria

Screening e diagnosi precoce dei tumori nei Paesi del Mediterraneo

Responsabile:
Livia Giordano

L'obiettivo generale del progetto consiste nella costruzione, implementazione e mantenimento di una rete di comunicazione tra rappresentanti nazionali dei Paesi del Mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele, Territori Palestinesi, Libano, Giordania, Turchia, Albania, Kosovo, Montenegro, Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina).


Gli obiettivi specifici sono i seguenti:

  • costruzione e mantenimento della rete in collaborazione con organismi nazionali e internazionali attivi nel campo della programmazione e della gestione di programmi di screening oncologico;
  • raccolta di dati relativi alla programmazione e/o implementazione di programmi di screening all'interno dei Paesi partecipanti al progetto;
  • preparazione e realizzazione di workshop annuali di discussione dei principali aspetti della prevenzione secondaria dei tumori coerentemente con le caratteristiche peculiari di ciascun Paese;
  • realizzazione e gestione di un sito internet;
  • pianificazione di specifici progetti di collaborazione bilaterale con alcuni dei Paesi aderenti al progetto;
  • attività di fundraising.

Per quanto riguarda l'attività di networking, sono proseguiti i contatti con le principali istituzioni internazionali coinvolte nel progetto, in particolare con l’Unione per il Mediterraneo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità tramite l'organizzazione di teleconferenze periodiche di aggiornamento e programmazione. E stato preparato un articolo sulle attività preliminari del progetto WORTH, sulle strategie di reclutamento per lo screening cervicale e mammografico in Albania, Giordania e Marocco e analisi delle barriere e facilitatori allo screening per le donne in questi 3 paesi. L'articolo sarà sottoposto per la pubblicazione a riviste scientifiche internazionali. È stato individuato un bando europeo Horizon 2022 focalizzato sui Paesi a basso e medio reddito. Con la collaborazione dei rappresentanti di Albania, Marocco e Giordania  e di alcuni partner europei (Charitè University Hospital - Technische Universitat - Gnucoop Società Cooperativa, ASL TO3) è stato redatto un progetto dal titolo Pathways (Preventive Actions Towards Healthier Women and reinforced Health Systems) sottomesso alla Commisione Europea ad aprile 2022.

Pubblicazioni:
  • A report on the Marrakech International Women's Cancer Days: dialogs and implications.

    Fonte:Int J Gynecol Cancer 2019; 29: 417-421. (IF 1.746)
  • The EUROMED CANCER network: state-of-art of cancer screening programmes in non-EU Mediterranean countries.

    Fonte:Eur J Public Health 2016; 26: 83-9. (IF 2.751)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Collaboratori interni:
Roberta Castagno , Gianluigi Ferrante, Elisa Camussi
Articolazione: Prevenzione secondaria

EPoS II e III

Responsabile:

Lo studio EPoS si articola in un trial randomizzato e in uno studio osservazionale.


Nello specifico, lo studio prevede le seguenti attività:

  • un trial randomizzato di valutazione dell'incidenza cumulativa di cancro colorettale (CRC) in soggetti inseriti in due diversi protocolli di sorveglianza endoscopica a seguito dell'asportazione di adenomi a rischio intermedio o elevato, secondo le linee guida europee;
  • uno studio osservazionale su soggetti inseriti in un programma di sorveglianza endoscopica a seguito del riscontro di polipi serrati.

L'endpoint primario di EPoS II e III è l'incidenza di cancro del colon-retto lungo un periodo di dieci anni.

Sono inoltre valutati i seguenti endpoint secondari:

  • costo-efficacia delle diverse strategie;
  • incidenza di adenomi e polipi serrati (compresi i sottotipi) durante il follow-up;
  • eventi avversi maggiori (perforazioni, emorragie) in colonscopie di sorveglianza;
  • confronto della performance diagnostica di colonscopia e test immunochimico fecale (FIT) nella sorveglianza.
Pubblicazioni:
  • Rationale and design of the European Polyp Surveillance (EPoS) trials.

    Fonte:Endoscopy 2016; 48: 571-8. (IF 5.634)
Scheda aggiornata a:
27-04-2022
Attività:
Studio osservazionale, Studio clinico controllato randomizzato
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Marco Silvani, Fabio Saccona
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Cesare Hassan, Luigi Ricciardiello
Data fine:
31-12-2021
Articolazione: Prevenzione secondaria

Analisi pooled dei dati dei trial randomizzati europei e sviluppo di un modello matematico per le neoplasie cervicali

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo del progetto è di individuare le politiche ottimali di applicazione dello screening con HPV da perseguire attraverso diverse attività.


Le attività in cui si articola il progetto sono le seguenti:

  • condurre analisi pooled dei dati dei quattro studi europei che hanno confrontato lo screening cervicale con citologia con quello con HPV;
  • contribuire a sviluppare un modello matematico della trasmissione dell'infezione da HPV, della progressione a CIN e cancro invasivo e dello screening con citologia e con HPV;
  • utilizzare i trial per definire i parametri del modello e per valutare se le predizioni siano coerenti con quanto osservato;
  • usare il modello per interpretare i risultati delle analisi pooled;
  • proseguire l'aggiornamento del database in termini di follow-up di lungo periodo, nel contesto del progetto RISCC.
Pubblicazioni:
  • Cervical Cancer Screening: The Transformational Role of Routine Human Papillomavirus Testing.

    Fonte:Ann Intern Med 2018; 168: 75-76.
  • Different Challenges in Eliminating HPV16 Compared to Other Types: A Modeling Study.

    Fonte:J Infect Dis 2017; 216: 336-344. (IF 6.273)
  • Causal system modelling of cervical cancer screening.

    Fonte:The Lancet Public Health 2017; 2: e61-e62.
  • Upscaling human papillomavirus vaccination in high-income countries: impact assessment based on transmission model.

    Fonte:Infect Agent Cancer 2014; 9: 4. (IF 2.07)
  • Type-specific human papillomavirus biological features: validated model-based estimates.

    Fonte:PLoS One 2013; 8: e81171. doi: 10.1371/journal.pone.0081171.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Fulvio Lazzarato
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco, null null
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Andromeda

Responsabile:
Livia Giordano

Lo studio si svolge in quell'area di ricerca basata sulla valutazione della presenza o assenza di alcuni biomarcatori (microRNA e SNPs) coinvolti nell'insorgenza di neoplasie, rilevabili tramite un semplice prelievo di sangue.


Lo studio Andromeda, condotto nell'ambito del programma di screening mammografico Prevenzione Serena a Torino e Biella, persegue due obiettivi principali:

  • la stratificazione del rischio (basso/medio/alto) al fine di massimizzare l'impatto dello screening in donne ad alto rischio e il rapporto costi-benefici; la stratificazione verrà fatta considerando diversi criteri di valutazione del rischio, attraverso un modello predittivo validato nella popolazione italiana, la densità mammografica e la valutazione degli stili di vita;
  • la valutazione del valore predittivo, sensibilità e specificità di circa 20 microRNA non codificanti e della loro associazione con le caratteristiche della donna (età, fattori di rischio, stili di vita) del tumore e la presenza di 18 polimorfismi (SNPs) associati al tumore al seno.

Nel 2020 sono state identificate quattro direzioni per il piano di analisi:

  • valutazione dell'impatto dei microRNA come fattori predittivi e prognostici per il tumore della mammella;
  • valutazione dell'impatto dei microRNA nell'evoluzione del tumore della mammella;
  • impatto eventi avversi, situazioni di stress sullo stile di vita e sull'insorgenza del cancro;
  • "dietary and lifestyle" e "risk score" e cancro della mammella.

Tutte queste linee di analisi valuteranno sia degli outcomes settoriali sia degli outcomes "globali" in cui verrà presa in considerazione l'interazione tra i vari fattori di rischio.

Nel corso del 2021 si è proceduto in accordo al piano di analisi sopra-indicato. I risultati delle analisi biomolecolari sono state inserite in un articolo attualmente in fase di submission.

Per il 2022, si prevede di procedere con la pubblicazione di due ulteriori articoli scientifici rispetto a quanto previsto dal piano di analisi.

Pubblicazioni:
  • The ANDROMEDA prospective cohort study: predictive value of combined criteria to tailor breast cancer screening and new opportunities from circulating markers: study protocol.

    Fonte:BMC Cancer 2017; 17: 785. (IF 3.288)
  • Integrating cancer screening and primary prevention: a review.

    Fonte:Epidemiol Prev 2015; 39: 360-5. (IF 0.776)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Roberta Castagno , Francesca Garena, Viviana Vergini, Andrea Ortale, Sabina Pitarella, Pamela Giubilato, Elisa Camussi
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Elisabetta Petracci, Andrea Pezzana, Elisabetta Favettini, Giovanna Chiorino, Pietro Presti, Fiorella Germinetti, Caterina Anatrone, Francesca Saba, Marcella Beraudi, Stefania Pelosin
Enti Collaboratori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

PillCam Colon2 in un contesto di screening

Responsabile:

Obiettivo dello studio è di valutare sensibilità, specificità, valore predittivo negativo e positivo della videocapsula di II generazione (PillCam Colon2) confrontata con la colonscopia tradizionale.


Questi parametri sono valutati, per le diagnosi di adenoma avanzato e cancro del colon-retto, in un gruppo di soggetti con test del sangue occulto fecale (FIT) positivo, utilizzando due diversi cut-off per l'invio in colonscopia; almeno 1 lesione ≥ 6 mm , o almeno 1 lesione ≥ 10 mm.

Ulteriori obiettivi del progetto prevedono l’attenta valutazione:

  • dell'accuratezza della metodica per sede delle lesioni;
  • della fattibilità di un approccio che preveda la lettura del video in modalità rapida (quick view - compressione 20%) nell'intervallo tra l'espulsione della capsula e l'avvio della colonscopia;
  • dell'accuratezza della modalità di lettura quick view (confrontata con la lettura del filmato completo) e di una strategia di lettura che preveda l'interruzione dell'analisi dei filmati nel momento in cui venga identificata una lesione per cui si ponga l'indicazione alla colonscopia.

La capsula, che viene inghiottita dal paziente, dispone di due telecamere ciascuna con angolo di visione di 172° e regola la frequenza di registrazione delle immagini in funzione della peristalsi. L'esame viene eseguito in ospedale dove i soggetti sono monitorati dopo l'ingestione della capsula. La lettura degli esami viene effettuata in ciascun centro da gastroenterologi esperti, appositamente formati. La colonscopia si esegue nella stessa giornata, a meno che il paziente non richieda di poterla effettuare il mattino successivo. La popolazione bersaglio è costituita da persone di età compresa tra 50 e 69 anni inviate in colonscopia a seguito di un risultato positivo al FIT di screening, che non presentino controindicazioni all'ingestione della videocapsula.

Pubblicazioni:
  • Colon capsule endoscopy in colorectal cancer screening: a systematic review.

    Fonte:Endoscopy 2021; 53: 815-824. doi: 10.1055/a-1308-1297. Epub 2021 Jan 13. PMID: 33440442 (IF 10.093)
  • Accuracy of colon capsule for advanced neoplasia.

    Fonte:Gastrointest Endosc 2020; 91: 406–414.e1. doi:10.1016/j.gie.2019.09.041. PMID: 31629719 (IF 6.890)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Tiziano Bonatti
Collaboratori esterni:
Marco Pennazio, Arrigo Arrigoni, Nereo Segnan, Cesare Hassan
Articolazione: Rete oncologica

Valutare e programmare l'assistenza oncologica con i dati epidemiologici

Responsabile:
Giovannino Ciccone

Obiettivo primario del progetto è di supportare la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta nel monitoraggio della qualità dell'assistenza oncologica regionale.


Il progetto si articola nelle seguenti attività: 

  • elaborazioni periodiche di indicatori descrittivi dell'assistenza oncologica regionale;
  • gestione di un sistema di monitoraggio dell'assistenza erogata dalla Rete Oncologica;
  • messa a punto e aggiornamento periodico di un sistema di valutazione degli esiti assistenziali;
  • valutazione di percorsi assistenziali e appropriatezza terapeutica per specifiche patologie.

Il CPO Piemonte rende disponibili, attraverso il proprio sito web, una serie di dati relativi all'assistenza oncologica, aggiornati periodicamente, al fine di supportare l'attività di programmazione assistenziale. In particolare, si producono dati sui ricoveri (come attività ospedaliera e come tassi di ospedalizzazione), sulle prestazioni di radioterapia, sugli esami PET e sulla chemioterapia ambulatoriale.

Tutti i dati elaborati finora sono disponibili in forma di tabelle, scaricabili in locale in formato Excel. A cadenza annuale, l'aggiunta delle tabelle relative all'anno precedente avviene in primavera mentre l'aggiornamento delle tabelle relative alla mobilità passiva regionale, ai tassi di ricovero dei residenti e a elaborazioni che necessitino la disponibilità della base dati completa dei dati relativi all'assistenza fuori Regione, avviene in autunno. I Gruppi di studio della Rete stabiliscono gli indicatori di struttura, processo ed esito per le singole patologie. Alcuni di questi indicatori sono calcolabili centralmente attraverso l'uso dei dati amministrativi correnti.  Per gli indicatori che necessitano di un livello di dettaglio clinico non disponibile attraverso i dati amministrativi si è proceduto a richiedere la rilevazione dei dati ai singoli centri.

Vengono inoltre elaborati indicatori di esito, in linea con l'impianto analitico previsto dal Programma Nazionale Esiti (PNE), relativi ai nuovi casi di tumore tra i residenti in Piemonte, con l'obiettivo di approfondire e integrare i risultati del PNE e sviluppare degli indicatori compositi. Sono state prodotte elaborazioni per i tumori dell'apparato gastro-intestinale, del sistema nervoso centrale, di polmone e vescica.

Nel corso degli ultimi anni è stata condotta la ricostruzione del percorso assistenziale per i principali tumori (mammella, polmone, colon-retto, prostata) al fine di individuare eventuali disomogeneità territoriali e strutturali, e soprattutto per valutare le modificazioni temporali di diversi indicatori di appropriatezza (rispetto alle raccomandazioni delle linee guida), di costi e di esito delle cure (complicanze, riammissioni in ospedale non programmate, mortalità).

A causa dell'epidemia da COVID-19, nel biennio 2020-21 è stato effettuato un monitoraggio mensile dei ricoveri oncologici, comparativo con l'anno precedente, per valutare l'impatto dell'emergenza pandemica sull'attività di cura dei pazienti oncologici a livello regionale. Recentemente è stata effettuata l'analisi dell'evoluzione della Rete dal 2010 al 2019 rispetto alla capacità di presa in carico del paziente all’inizio del percorso assistenziale e del suo impatto sugli esiti clinici.

Pubblicazioni:
  • Gonadal status in long-term male survivors of childhood cancer.

    Fonte:J Cancer Res Clin Oncol 2016; 142: 1127-32. (IF 3.141)
  • Is Ovarian Cancer Being Managed According to Clinical Guidelines? Evidence From a Population-Based Clinical Audit.

    Fonte:Int J Gynecol Cancer 2016; 26: 1615-1623. (IF 2.116)
Scheda aggiornata a:
29-09-2022
Attività:
Monitoraggio
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Collaboratori interni:
Carlotta Sacerdote, Daniela Di Cuonzo, Anna Castiglione, Claudia Galassi, Fabio Saccona, Eva Pagano, Marco Gilardetti, Francesco Brunetti , Rosalba Rosato
Collaboratori esterni:
Ugo Casalone
Articolazione: Prevenzione secondaria

Studio MISS

Responsabile:
Livia Giordano

Obiettivo dello studio è quello di determinare quale sia il migliore intervallo di screening mammografico per le donne di 45-49 anni e per le donne di 70-74 anni.


Il razionale dello studio parte dalla considerazione che, secondo le linee guida europee del 2006, l'età bersaglio dello screening mammografico è 50-69 anni. Per le donne di 40-49 anni l'efficacia è minore e meno certa. Per quelle di 70 anni compiuti, la preoccupazione più importante è quella della sovradiagnosi.

Recentemente, sono state pubblicate le nuove linee guida europee, sviluppate nel quadro della European Commission Initiative on Breast Cancer. Sia pure con prudenza, esse raccomandano lo screening sia per le donne di 45-49 anni sia per quelle di 70-74 anni con un intervallo di 2 o 3 anni nel primo caso e di 3 anni nel secondo.

La qualità delle evidenze su cui queste raccomandazioni si basano è definita molto bassa: in particolare, per le donne di 45-49 anni, le nuove linee guida europee indicano la necessità di uno sforzo di ricerca, basato su studi comparativi, sull'efficacia di diversi intervalli di screening.

È quindi stato disegnato questo progetto di ricerca che comprende:

  • uno studio randomizzato controllato, prospettico, per determinare l'intervallo di screening ottimale per le donne di 45-49 anni, con e senza elevata densità mammografica;
  • uno studio osservazionale retrospettivo, con lo stesso scopo, sulle donne di 70-74 anni;
  • una ricerca qualitativa volta a capire come un'eventuale allungamento dell'intervallo tra i test di screening possa essere percepito e identificare i modi migliori per comunicare questi cambiamenti alla popolazione, soprattutto quando il nuovo intervento è meno frequente di quello già in atto.

Il CPO coordina la ricerca qualitativa. È stata effettuata una revisione (non sistematica) della letteratura riguardante la comunicazione nel campo della prevenzione secondaria del tumore della mammella, in particolare per quanto riguarda la comunicazione rispetto a concetti chiave come la sovra-diagnosi e la deintensificazione delle attività di screening. Sulla base di tali informazioni è stato sviluppato il materiale informativo del progetto, discusso tra gli operatori attraverso un focus group online e che sarà finalizzato attraverso un pre-test con le donne invitate allo screening mammografico.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Alfonso Frigerio, Francesca Di Stefano, Francesca Garena, Elisa Camussi, Roberta Castagno , Gianluigi Ferrante
Collaboratori esterni:
Franca Artuso
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Screening con HPV nelle donne più giovani e screening nelle donne vaccinate

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo dello studio è di valutare se nelle donne con meno di trent'anni lo screening con HPV secondo un protocollo meno aggressivo permetta di evitare l'eccesso di sovradiagnosi osservato con i protocolli standard.


Si intende, inoltre, determinare il metodo più efficiente per sottoporre a screening cervicale le donne vaccinate per HPV 16/18, in particolare riguardo all'intervallo tra round di screening.

L’attività svolta porterà a costruire un sistema di valutazione e monitoraggio che permetta l'integrazione di programmi di prevenzione primaria (vaccini) con quelli di prevenzione secondaria (screening) come previsto dalla Consensus Conference e di definire quale sia il migliore test di screening (test HPV o Pap test) e l'intervallo ottimale fra test, per le ragazze vaccinate contro l'HPV e per quelle non vaccinate.

Pubblicazioni:
  • Cervical cancer screening in women vaccinated against human papillomavirus infection: Recommendations from a consensus conference.

    Fonte:Prev Med 2017; 98: 21-30. (IF 3.434)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio clinico controllato randomizzato
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Cristina Larato, Nicolina Leo, Laura De Marco, Laura Massari
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco
Enti Finanziatori:
Articolazione: Registro tumori

Registro Tumori Infantili del Piemonte

Responsabile:

Il Registro Tumori Infantili (RTI) del Piemonte svolge la propria attività in modo continuativo fin dagli anni Sessanta, dedicandosi alla sorveglianza epidemiologica della frequenza dei tumori infantili e della loro prognosi.


I casi di tumore incidenti in soggetti di età compresa tra 0 e 19 anni residenti in Piemonte vengono rilevati a cadenza biennale. La rilevazione dei casi fino a 15 anni è iniziata nel 1965 ed è stata estesa ai 19 anni nel 2000, a fronte di un progressivo spostamento del limite superiore dell'età di ricovero in strutture pediatriche per malattie più frequenti nel bambino e nel giovane adulto, come, nello specifico, i tumori pediatrici.

I principali obiettivi del RTI sono i seguenti:

  • la sorveglianza sull'incidenza di tumore infantile in Piemonte;
  • l'analisi dei trend temporali e spaziali dell'incidenza;
  • lo studio della sopravvivenza;
  • lo studio della frequenza di secondi tumori;
  • lo studio della mortalità per causa dei lungo-sopravviventi.

l Registro partecipa agli studi nazionali e internazionali EUROCARE e ACCIS (banca dati IARC sui tumori infantili) sull'epidemiologia descrittiva e sulla sopravvivenza dei tumori infantili. Il RTI partecipa, inoltre, a un gruppo di lavoro europeo denominato PanCareSurFup per lo studio degli effetti a lungo termine dei trattamenti del tumore pediatrico e BENCHISTA per lo studio di sopravvivenza tumorale per stadio.

Pubblicazioni:
  • Impact of Rhabdomyosarcoma Treatment Modalities by Age in a Population-Based Setting.

    Fonte:J Adolesc Young Adult Oncol 2021; 10: 309-315. doi: 10.1089/jayao.2020.0043. PMID: 32758055 (IF 2.223)
  • An application of the Toronto Childhood Cancer Stage Guidelines in three population-based cancer registries: The case of central nervous tumors.

    Fonte:Pediatr Blood Cancer 2020; 67: e28303. doi: 10.1002/pbc.28303. Epub 2020 Apr 17. PMID: 32301558 (IF 2.355)
  • Risk of digestive cancers in a cohort of 69 460 five-year survivors of childhood cancer in Europe: the PanCareSurFup study.

    Fonte:Gut. 2020 Nov 2:gutjnl-2020-322237. doi: 10.1136/gutjnl-2020-322237. Online ahead of print. PMID: 33139271 (19.819)
  • Late mortality and causes of death among 5-year survivors of childhood cancer diagnosed in the period 1960-1999 and registered in the Italian Off-Therapy Registry.

    Fonte:Eur J Cancer 2019; 110: 86-97. (IF 6.680)
  • Risk of subsequent primary leukaemias among 69,460 five-year survivors of childhood cancer diagnosed from 1940 to 2008 in Europe: A cohort study within PanCareSurFup.

    Fonte:Eur J Cancer 2019; 117: 71-83. (IF 6.680)
  • Association between maternal education and survival after childhood cancer.

    Fonte:Pediatr Blood Cancer 2019; 66: e27616. (IF 2.486)
  • The PanCareSurFup cohort of 83,333 five-year survivors of childhood cancer: a cohort from 12 European countries.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2018; 33: 335-349. (IF 7.023)
  • The PanCareSurFup consortium: research and guidelines to improve lives for survivors of childhood cancer.

    Fonte:Eur J Cancer 2018; 103: 238-248. (IF 7.191)
  • Cancer incidence in children and young adults living in industrially contaminated sites: from the Italian experience to the development of an international surveillance system.

    Fonte:Epidemiol Prev 2018; 42: 76-85. (IF 1.289)
  • Risk of Soft-Tissue Sarcoma Among 69 460 Five-Year Survivors of Childhood Cancer in Europe.

    Fonte:J Natl Cancer Inst 2018; 110: 649-660. (IF 11.238)
  • Cancer incidence rates and trends among children and adolescents in Piedmont, 1967-2011.

    Fonte:PLoS One 2017; 12: e0181805. (IF 3.54)
  • Comment on Piscitelli et al. Hospitalizations in Pediatric and Adult Patients for All Cancer Type in Italy: The EPIKIT Study under the E.U. COHEIRS Project on Environment and Health. Int. J. Environ. Res. Public Health 2017, 14, 495.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2017; 14. (IF 1.485)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Registrazione tumori
Collaboratori interni:
Fulvio Lazzarato, Carlotta Sacerdote, Maria Luisa Mosso
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Benedetto Terracini, Corrado Magnani
Enti Finanziatori:
Data inizio:
01-01-1965
Articolazione: Registro tumori

Qualità di vita dei lungo-sopravviventi dopo tumore infantile

Responsabile:

Lo studio intende fornire informazioni sugli effetti a lungo termine della patologia tumorale e delle terapie nonché sulla qualità di vita delle persone adulte guarite da una neoplasia insorta prima del compimento del diciannovesimo anno di vita.

A partire dai dati del Registro Tumori Infantili del Piemonte sono state condotte diverse analisi per indagare i vari aspetti che concorrono alla definizione di qualità di vita dell'individuo, quali scolarità, impiego, fertilità, sviluppo di patologie a lungo termine (compresi secondi tumori).

Sono inoltre in corso collaborazioni internazionali per valutare gli effetti a distanza delle cure e della malattia dei lungo-sopravviventi a tumore.

Pubblicazioni:
  • Surviving a childhood cancer: impact on education and employment.

    Fonte:Eur J Cancer Prev 2017; 26: 351-356. (IF 2.556)
  • Marriage and parenthood among subjects cured of childhood cancer: a report from the Italian AIEOP Off-Therapy Registry.

    Fonte:Haematologica 2011; 96: 744-51.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Collaboratori interni:
Maria Luisa Mosso, Tiziana Rosso, Carlotta Sacerdote
Collaboratori esterni:
Franco Merletti
Articolazione: Prevenzione secondaria

Tumore al seno e screening: studio su uno strumento informativo per una scelta consapevole

Responsabile:
Livia Giordano

Il principale obiettivo del progetto è la valutazione dei cambiamenti su informazione e consapevolezza sul tema dello screening mammografico.


Ulteriori obiettivi di progetto sono i seguenti:

  • valutare la soddisfazione tra l'uso della piattaforma rispetto all'informazione standard, e misurare la frequenza di accesso ai diversi livelli di informazione presenti nella piattaforma;
  • conoscere quante donne coinvolte facciano uso di internet e quante siano interessate a utilizzare una piattaforma web che le aiuti a decidere se partecipare o meno allo screening;
  • infine, confrontare il tasso di partecipazione allo screening mammografico nel gruppo che ha avuto accesso alla piattaforma multilivello rispetto alle donne che hanno avuto accesso all'informazione standard.

I materiali e i metodi impiegati si possono sintetizzare come segue:

  • organizzazione di focus group per approfondire le aspettative e le informazioni che le donne desiderano ricevere;
  • confronto multidisciplinare sul potenziale uso di internet e di App per smartphone;
  • revisione di letteratura dei contenuti, ma anche di tutti gli strumenti decisionali disponibili sullo screening mammografico, con particolare attenzione sul modo di comunicare le controversie e le incertezze esistenti sul tema;
  • realizzazione dello strumento informativo dinamico e multilivello e test dello strumento su un piccolo campione di donne per valutarne comprensione e facilità di utilizzo;
  • stesura e invio di una lettera informativa sul progetto alle donne al primo invito dello screening mammografico;
  • trial con invito delle donne 50-54enni allo screening mammografico nei centri partner.
Pubblicazioni:
  • A dynamic web-based decision aid to improve informed choice in organised breast cancer screening. A pragmatic randomised trial in Italy.

    Fonte:Br J Cancer 2020; 123: 714-721. doi: 10.1038/s41416-020-0935-2. Epub 2020 Jun 17. PMID: 32546834 (IF 5.791)
  • Personalised informed choice on evidence and controversy on mammography screening: study protocol for a randomized controlled trial.

    Fonte:BMC Cancer 2017; 17: 429. (IF 3.288)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Roberta Castagno
Collaboratori esterni:
Lina Jaramillo, Adele Caprioglio, Giosuè Sessa
Enti Collaboratori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

EU-TOPIA

Responsabile:

Obiettivo di EU-TOPIA è di valutare e quantificare sistematicamente i danni e i benefici dei programmi di screening per il cancro al seno, alla cervice e al colon-retto in tutti i Paesi europei, identificando inoltre gli approcci per migliorare il loro impatto in termini di salute e di equità.


L’attività iniziale consiste nel monitoraggio degli indicatori di qualità (di processo e di esito) dei programmi di screening, per stimare il loro impatto atteso e il rapporto costo-efficacia. Le stime vengono derivate utilizzando modelli di simulazione, costruiti applicando assunzioni e parametri validati sulla base di una revisione della letteratura e del consenso di esperti, per ciascuna area europea (Nord, Est, Sud, Ovest), e su dati specifici per Paese.

Vengono inoltre analizzate le barriere che ostacolano l'implementazione dei programmi e il raggiungimento dei livelli di qualità attesi. Sulla base dei risultati dei modelli di costo-efficacia e dell'analisi delle barriere si definiscono piani di intervento per il miglioramento della performance dei programmi che potranno prevedere azioni per estendere o ridurre il programma, per adottare un diverso protocollo di screening, per modificare la gestione di fasi specifiche del processo di screening, per cui sia stato evidenziato un livello di qualità insufficiente.

Per favorire l'utilizzo di questo tipo di approccio alla pianificazione delle attività di screening da parte dei decisori politici e dei professionisti coinvolti nello screening, è previsto lo sviluppo di tre piattaforme web che consentano di:

  • attuare il monitoraggio degli indicatori di performance, con l'opportunità di condurre analisi comparative entro e tra stati/programmi e di trend temporali;
  • testare l'impatto atteso di interventi di modifica dei protocolli di screening, o delle modalità organizzative dei programmi sul rapporto costo-benefici e sull'equità dell'offerta dei programmi di screening;
  • analizzare le barriere all'implementazione dei programmi e l'impatto di possibili azioni di cambiamento.

Il CPO, oltre a collaborare con gli altri work package (WP), è responsabile del WP3 - Monitoring.

Pubblicazioni:
  • Impact of colorectal cancer screening on cancer-specific mortality in Europe: A systematic review.

    Fonte:Eur J Cancer 2020; 127: 224-235. doi: 10.1016/j.ejca.2019.12.014. Epub 2020 Jan 10. PMID: 31932176 (IF 7.275)
  • Effect of organised cervical cancer screening on cervical cancer mortality in Europe: a systematic review.

    Fonte:Eur J Cancer 2020; 127: 207–223. doi:10.1016/j.ejca.2019.12.013. PMID: 31980322 (IF 7.275)
  • The influence of health systems on breast, cervical and colorectal cancer screening: an overview of systematic reviews using health systems and implementation research frameworks.

    Fonte:J Health Serv Res Policy 2020; 25: 49–58. doi:10.1177/1355819619842314. PMID: 31284772 (IF 1.780)
  • Key indicators of organized cancer screening programs: Results from a Delphi study.

    Fonte:J Med Screen 2019; 26: 120-126. (IF 1.125)
  • All-cause mortality versus cancer-specific mortality as outcome in cancer screening trials: A review and modeling study.

    Fonte:Cancer Med 2019; 8: 6127-6138. (IF 3.357)
  • Results of a health systems approach to identify barriers to population-based cervical and colorectal cancer screening programmes in six European countries.

    Fonte:Health Policy 2018; 122: 1206-1211. (IF 2.293)
  • A health systems approach to identifying barriers to breast cancer screening programmes. Methodology and application in six European countries.

    Fonte:Health Policy 2018; 122: 1198-1205. (IF 2.293)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Patologie:
Tumore mammella, Tumore cervice uterina, Tumore colon-retto
Collaboratori esterni:
Nereo Segnan, Antonio Ponti, Guglielmo Ronco, Mariano Tomatis, Emilia Riggi
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Dimensioni delle lesioni precancerose trovate con test HPV e con citologia

Responsabile:
Paola Armaroli

Lo studio intende valutare se lo screening basato sul test HPV permetta di individuare lesioni precancerose di dimensioni inferiori rispetto a quelle individuate dallo screening citologico.


Il progetto si delinea, in estrema sintesi, come segue:

  • studio nested entro il progetto pilota e la fase iniziale di implementazione routinaria dello screening con HPV a Torino; durante entrambe le fasi le donne sono state invitate casualmente per screening basato su citologia o sul test HPV;
  • le donne trattate per CIN2 o 3 presso le colposcopie di riferimento di Torino e appartenenti ai due gruppi sono state individuate e la dimensione lineare della lesione, riportata routinariamente dal patologo, associata con il braccio e, entro il braccio HPV, con il motivo di invio in colposcopia; la sensibilità relativa del test HPV vs citologia è stata calcolata mediante applicazione di una modifica del teorema di Bayes che tiene conto dell'assegnazione randomizzata ai bracci.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Cristina Larato
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco, Mario Preti
Articolazione: Prevenzione secondaria

La prevenzione dei tumori femminili nelle donne straniere in Piemonte

Responsabile:
Livia Giordano

Il progetto intende esaminare la letteratura scientifica sulle minoranze etniche e gli screening oncologici, con particolare attenzione ad aspetti e strategie di comunicazione utilizzate con tali sottogruppi della popolazione.


Oltre a questo, l'iniziativa persegue i seguenti obiettivi: 

  • analizzare le principali barriere alla partecipazione delle donne straniere ai programmi di screening, in particolare difficoltà linguistico-culturali, percezione della salute e della prevenzione, approccio e aspettative nei confronti dei servizi socio-sanitari;
  • definire possibili strategie e strumenti informativi per migliorare la conoscenza delle donne immigrate e aumentare la loro partecipazione ai programmi di screening;
  • realizzare e divulgare materiale informativo multilingue sugli screening dei tumori femminili di Prevenzione Serena;
  • attivare una rete di sinergie con i servizi socio-sanitari che si occupano di immigrazione, i mediatori dei principali centri/associazioni interculturali del territorio, la Regione Piemonte e l'Osservatorio sull'immigrazione in Piemonte al fine di integrare i diversi percorsi sanitari e ottenere una riduzione delle disuguaglianze nell'accesso allo screening in questi soggetti a maggiore rischio.

Proseguono attualmente le attività di prelievo per lo screening cervicale nei centri implementati presso l'Associazione Camminare Insieme e il Sermig-Arsenale della pace di Torino e le prenotazioni delle mammografie per le donne afferenti a Camminare Insieme che sono effettuate presso la Senologia dell'Ospedale San Giovanni Antica Sede di Torino. Dal 2022 la collaborazione con Camminare Insieme è stata estesa anche allo screening colorettale, con la distribuzione dei FIT alle persone in età 59-69 anni interessate afferenti all'Associazione. Si effettua inoltre il monitoraggio annuale e la valutazione degli outcomes in collaborazione con i responsabili e gli operatori dei vari centri.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore colon-retto, Tumore mammella, Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Gianluigi Ferrante, Roberta Castagno , Francesca Garena

Progetto BEEP

Responsabile:
Enrica Migliore

Obiettivo generale del progetto “Big data in Epidemiologia ambiEntale e occuPazionale” (BEEP) è di stimare gli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico e acustico e delle variabili meteo-climatiche sulla salute della popolazione italiana.


I principali focus di BEEP sono:

  • i rischi di ospedalizzazione e mortalità nei residenti delle principali aree metropolitane italiane;
  • i rischi di infortuni in popolazioni di lavoratori in relazione a fattori di rischio ambientale e rischi di incidente in itinere in relazione alla mobilità della popolazione e agli eventi climatici.

Sono stati predisposti i dataset di mortalità a livello regionale e per il comune di Torino. Sono state eseguite le analisi dei dati per la valutazione degli effetti degli inquinanti atmosferici e della temperatura dell’aria sulla mortalità giornaliera (per cause naturali e cardio-respiratorie nelle cinque Regioni che partecipano al progetto, anche in relazione al livello di urbanizzazione dell’area).

Un ulteriore progetto nazionale, finanziato attraverso bando INAIL, ha indagato gli effetti sanitari acuti e cronici dell’inquinamento atmosferico nella popolazione italiana, su tutto il territorio nazionale.

La realizzazione dell’attività relativa alla stima degli effetti sulla salute dell’inquinamento nell’area urbana di Torino si è avvalsa della collaborazione con il Servizio Sovrazonale di Epidemiologia (SEPI) - ASL TO3, responsabile dello Studio Longitudinale Torinese (SLT).

Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Articolazione: Prevenzione secondaria

Impatto dello screening su incidenza e mortalità per tumore della mammella

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo dello studio è la valutazione dell'effetto della storia di screening mammografico sull'incidenza e sulla mortalità per tumore della mammella.


Lo screening mammografico è stato introdotto in Piemonte, e specificatamente nella città di Torino, nel 1992 attraverso una fase pilota (1992-1998), durante la quale è stato invitato un campione di donne di età 50-69 anni, dando priorità alle più anziane.

Attualmente lo screening è offerto alle donne 50-69enni attraverso una lettera di invito, a intervallo biennale. Dal 2006 lo screening viene proposto anche nella fascia d'età 45-49 anni: le donne ricevono una lettera informativa quando compiono 45 anni; se si presentano allo screening, sono invitate annualmente fino all'età di 49 anni. Sempre dal 2006 le donne di 70 anni possono continuare a essere sottoposte a screening ogni due anni fino all'età di 75 anni, se lo desiderano.

L'obiettivo di questo studio è di valutare l'effetto della storia di screening (numero di esami precedenti negativi o positivi, intervalli tra round, approfondimenti) sull'incidenza e sulla mortalità per tumore della mammella, aggiustando per differenti fattori di rischio.

Per fare ciò si mettono in campo le seguenti attività:

  • realizzazione di un'unica base dati derivante dal linkage di database contenenti differenti informazioni (popolazione residente dalla base dati dell'anagrafe comunale; dati di incidenza e mortalità causa specifica dalla base dati del Registro Tumori Torino; dati della storia di screening dalla base dati del CSI Piemonte; dati sulla mortalità generale dalla base dati dell'ISTAT, dati relativi al trattamento delle lesioni dalla base dati SQTM);
  • analisi preliminari per il controllo e la validazione della base dati, attraverso la stima di SIR e SMR stratificati per diverse storie di screening.

Successivamente si procederà alla costruzione e validazione dei modelli di analisi multivariata e alla calibrazione dei modelli di rischio, e dunque alla pubblicazione e diffusione dei risultati.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Alfonso Frigerio, Irene Sobrato, Sabina Pitarella, Denise Casella, Viviana Vergini, Livia Giordano, Marco Calcagno
Collaboratori esterni:
Elisabetta Petracci, Mariano Tomatis, Antonio Ponti, Stefano Rosso, Nereo Segnan

Esposizioni ambientali e lavorative ad amianto e rischio di mesotelioma

Responsabile:

Studio caso-controllo sulla relazione tra esposizione ad amianto e mesotelioma maligno della pleura, con particolare riguardo alle esposizioni lavorative atipiche, a quelle non lavorative e all’approfondimento sulla distribuzione spaziale del rischio di malattia intorno a fonti di esposizione ambientale.


La valutazione del rischio legato all’esposizione ambientale ad amianto viene effettuata tenendo conto dell’esposizione sia domestica sia lavorativa. I dati di base sono prodotti da una serie di studi caso-controllo condotti nelle aree piemontesi a più elevata incidenza di mesotelioma (ad es. Casale Monferrato, provincia torinese).

I casi sono rilevati in collaborazione con il Registro Mesoteliomi Maligni (RMM), i controlli provengono dagli archivi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con appaiamento per età e sesso.

I dati di base per la valutazione sono forniti dalle storie lavorative e abitative dei casi e dei controlli. Ogni circostanza di esposizione, lavorativa o extra-lavorativa, è associata a un indicatore quantitativo, permettendo il calcolo dell’esposizione cumulativa e di altri indici, quali durata e intensità media. La stima del rischio di mesotelioma viene condotta con metodi di analisi multivariata, consentendo il controllo per l’effetto di confondenti.

Pubblicazioni:
  • Environmental asbestos exposure and clustering of malignant mesothelioma in community: a spatial analysis in a population-based case-control study.

    Fonte:Environ Health 2021; 20: 103. doi: 10.1186/s12940-021-00790-3. PMID: 34526026 (IF 5.984)
  • Burden of Mortality from Asbestos-Related Diseases in Italy.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2021; 18: 10012. doi: 10.3390/ijerph181910012. PMID: 34639316 (IF 3.390)
  • Estimation of Occupational Exposure to Asbestos in Italy by the Linkage of Mesothelioma Registry (ReNaM) and National Insurance Archives. Methodology and Results.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: E1020. doi:10.3390/ijerph17031020 PMID: 32041124 (IF 2.849)
  • Evaluation of Nonresponse Bias in a Case-Control Study of Pleural Mesothelioma.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: E6146. doi: 10.3390/ijerph17176146. PMID: 32847019 (IF 2.849)
  • Predictions of Mortality from Pleural Mesothelioma in Italy After the Ban of Asbestos Use.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: 607. Published 2020 Jan 17. doi:10.3390/ijerph17020607. PMID: 31963601 (IF 2.849)
  • Communication and health education in communities experiencing asbestos risk and health impacts in Italy.

    Fonte:Ann Ist Super Sanita 2019; 55: 70-79. (IF 2.172)
  • On the diagnosis of malignant pleural mesothelioma: A necropsy-based study of 171 cases (1997-2016).

    Fonte:Tumori 2019; 105: 304-311. (IF 1.234)
  • Mesothelioma in Italy: the Casale Monferrato model to a national epidemiological surveillance system.

    Fonte:Ann Ist Super Sanita 2018; 54: 139-148. (IF 1.158)
  • Germline mutations in DNA repair genes predispose asbestos-exposed patients to malignant pleural mesothelioma.

    Fonte:Cancer Lett 2017; 405: 38-45. (IF 6.375)
  • Pleural mesothelioma and occupational and non-occupational asbestos exposure: a case-control study with quantitative risk assessment.

    Fonte:Occup Environ Med 2016; 73: 147-53. (IF 3.745)
  • CDKN2A and BAP1 germline mutations predispose to melanoma and mesothelioma.

    Fonte:Cancer Lett 2016; 378: 120-30. (IF 5.992)
  • III Italian Consensus Conference on Malignant Mesothelioma of the Pleura. Epidemiology, Public Health and Occupational Medicine related issues.

    Fonte:Med Lav 2015; 106: 325-32. (IF 0.554)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Articolazione: Epidemiologia clinica

Impatto del COVID-19 nel setting delle cure primarie in Piemonte

Responsabili:
Cristiano Piccinelli
Gianluigi Ferrante

Obiettivo dello studio di popolazione è di valutare la risposta del territorio, in particolare da parte dei Medici di Medicina Generale (MMG), nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19.


Lo studio, in particolare, intende indagare quali sintomi meglio predicono l’esito del tampone al fine di ottimizzare le risorse disponibili e di rendere più efficiente il ruolo del MMG nell’identificare possibili pazienti COVID.

Si tratta di uno studio di coorte a cui hanno aderito 63 MMG piemontesi coinvolti nella fase di triage telefonico durante il periodo compreso tra marzo e giugno 2020. La coorte comprende tutti gli assistiti che hanno contattato il proprio MMG riportando segni e sintomi potenzialmente riferibili a un’infezione da SARS-CoV-2 paucisintomatica.

Per ogni paziente reclutato sono state raccolte in un database le informazioni relative a caratteristiche demografiche, antropometriche e anamnestiche, sintomi riportati e loro variazione nel periodo in studio, esecuzione ed esito tampone, prescrizioni preventive (ad es. quarantena, isolamento fiduciario), terapie somministrate ed esiti di salute (guarigione, ricovero, decesso).

Per condurre le analisi nella popolazione che ha effettuato un tampone è stata studiata l’associazione tra le caratteristiche e i sintomi degli assistiti con l’esito del tampone, attraverso analisi univariate e multivariate, aggiustate per tutte le caratteristiche e sintomi considerati.

Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
COVID-19
Collaboratori interni:
Livia Giordano, Carlo Senore
Collaboratori esterni:
Maria Milano, Pier Riccardo Rossi, Marco Albonico, Marco Araldi
Articolazione: Epidemiologia clinica

EBM e Qualità in assistenza ospedaliera

Responsabile:
Giovannino Ciccone

L'attività di epidemiologia clinica svolge un ruolo fondamentale nella formazione, diffusione e applicazione critica dei metodi della Evidence-Based Medicine (EBM), in ambito aziendale, regionale e nazionale.


A partire fin dal 1998, attraverso il coordinamento di un gruppo di lavoro aziendale, multidisciplinare e multiprofessionale, vengono svolte in modo continuativo le seguenti attività:

  • la promozione della conoscenza dei metodi EBM;
  • la rilevazione di problemi assistenziali a elevata priorità meritevoli di interventi specifici;
  • la gestione di progetti di intervento con gruppi di lavoro dedicati che hanno prodotto revisioni critiche delle migliori evidenze disponibili e documenti aziendali (ad es. linee guida).

Dal 2016 la SSD Epidemiologia Clinica e Valutativa dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino partecipa alla Commissione Terapeutica Oncologica sui farmaci della Regione Piemonte, in particolare per la valutazione dei nuovi farmaci per i quali sia richiesto un parere per un uso appropriato attraverso la ricerca e l’analisi critica delle evidenze, il confronto con clinici esperti e la valutazione dell’impatto sul budget regionale. La SSD ha coordinato un gruppo di lavoro sull’EBM impegnato in diverse attività, tra cui:

  • la formazione dei medici e di altre figure professionali sui temi dell’EBM e della clinical governance;
  • la ricerca e la valutazione critica di letteratura su argomenti selezionati (su richieste specifiche sia interne all’Azienda sia provenienti dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta);
  • la produzione e l’aggiornamento di linee guida cliniche;
  • il supporto metodologico ai gruppi di lavoro impegnati nell’elaborazione di linee guida e documenti di indirizzo per il miglioramento dell'efficacia e sicurezza a livello aziendale;
  • la partecipazione a progetti aziendali di miglioramento della qualità dell’assistenza;
  • il coordinamento di studi di clinical audit, spesso mirati su argomenti oggetto di linee guida aziendali;
  • la partecipazione, come referenti aziendali, a progetti di ricerca/intervento di tipo nazionale, all’interno di sperimentazioni finanziate dal Ministero della Salute;
  • la collaborazione con la Commissione aziendale di HTA per la valutazione di nuove tecnologie e device di cui si richiede l’acquisto.

Inoltre, nell’ambito delle attività di EBM, la SSD ha svolto un ruolo di supporto per altri gruppi di lavoro aziendali e regionali nella revisione della letteratura, nella valutazione di rapporti di Health Technology Assessment (HTA) e nella conduzione di studi di clinical audit aziendali.  Nel biennio 2020-21 l’attività svolta ha previsto sia la progettazione e la conduzione di un audit sui pazienti COVID-19 ricoverati presso l’Ospedale Molinette, sia la partecipazione a gruppi di lavoro per la definizione dei protocolli di diagnosi sierologica per i dipendenti e di aggiornamento delle linee guida sul trattamento dei pazienti ricoverati per COVID-19.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Health technology assessment, Audit clinico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica, Epidemiologia valutativa
Collaboratori interni:
Claudia Galassi, Eva Pagano, Enrica Migliore
Collaboratori esterni:
Luca Scaglione

Coorti di esposti ad amianto in Piemonte e in Italia

Responsabile:

Il progetto contribuisce all'attività di monitoraggio sull’andamento dell’epidemia di mesotelioma, concentrandosi in ambiti di peculiare interesse, come per esempio tra gli ex dipendenti ETERNIT e le loro mogli, tra gli ex minatori di crisotilo e in altri gruppi di lavoratori esposti ad amianto.


Di recente è emersa l’importanza dello studio di coorti con periodi di osservazione molto lunghi (>40 anni) per valutare l’andamento del rischio di patologia dopo latenze così lunghe e dopo la cessazione dell’esposizione. 

Il progetto si articola nelle seguenti attività:

  • sorveglianza dell’epidemia di mesotelioma maligno nella zona di Casale Monferrato (coorti degli ex-dipendenti ETERNIT e delle coniugi);
  • studio della mortalità degli ex minatori di crisotilo;
  • studio di coorte dell’industria del cemento amianto di Broni (PV);
  • studio pooled dei lavoratori ex-esposti ad amianto in Italia, con uno studio multicentrico in cui includere un ampio numero di coorti italiane, con oltre 50mila esposti, finalizzato a valutare l’andamento del rischio di mesotelioma e altre patologie dopo lunga latenza e dopo la cessazione dell’esposizione.

Tra i principali risultati emersi, gli studi di coorte hanno confermato l’aumento di mortalità per le patologie asbesto correlate, come atteso. Il trend di mortalità per tumori pleurici mostra una flessione dopo latenze lunghe oltre 40 anni, corroborando quindi l’ipotesi di un rallentamento dell’incremento di rischio.

Pubblicazioni:
  • Mortality and mesothelioma incidence among chrysotile asbestos miners in Balangero, Italy: A cohort study.

    Fonte:Am J Ind Med 2020; 63: 135–145. doi:10.1002/ajim.23071. PMID: 31821579 (IF 1.739)
  • Factors Affecting Asbestosis Mortality Among Asbestos-Cement Workers in Italy.

    Fonte:Ann Work Expo Health 2020; 64: 622-635. doi: 10.1093/annweh/wxaa037. PMID: 32328661 (IF 0.716)
  • Italian pool of asbestos workers cohorts: asbestos related mortality by industrial sector and cumulative exposure.

    Fonte:Ann Ist Super Sanita 2020; 56: 292-302. doi: 10.4415/ANN_20_03_07. PMID: 32959795 (IF 1.370)
  • Asbestos Exposure of Chrysotile Miners and Millers in Balangero, Italy.

    Fonte:Ann Work Expo Health 2020; 64: 636-644. doi: 10.1093/annweh/wxaa045. PMID: 32358603 (IF 0.716)
  • Cumulative asbestos exposure and mortality from asbestos related diseases in a pooled analysis of 21 asbestos cement cohorts in Italy.

    Fonte:Environ Health 2019; 18: 71. (IF 4.430)
  • Role of asbestos clearance in explaining long-term risk of pleural and peritoneal cancer: a pooled analysis of cohort studies.

    Fonte:Occup Environ Med 2019; 76: 611-616. (IF 3.556)
  • Mortality for Mesothelioma and Lung Cancer in a Cohort of Asbestos Cement Workers in BARI (Italy): Time Related Aspects of Exposure.

    Fonte:J Occup Environ Med 2019; 61: 410-416. (IF 1.861)
  • Mortality in asbestos cement workers in Pavia, Italy: A cohort study.

    Fonte:Am J Ind Med 2017; 60: 852-866. (IF 1.732)
  • Italian pool of asbestos workers cohorts: mortality trends of asbestos-related neoplasms after long time since first exposure.

    Fonte:Occup Environ Med 2017; 74: 887-898. (IF 3.912)
  • Time trend in mesothelioma and lung cancer risk in asbestos workers in Italy.

    Fonte:Epidemiol Prev 2016; 40: 64-7. Italian. (IF 0.924)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Mesotelioma
Articolazione: Epidemiologia clinica

Studi epidemiologici su SARS-CoV-2

Responsabile:

Il progetto intende valutare le caratteristiche associate alla severità clinica e alla mortalità in coorti di pazienti affetti da COVID-19, basandosi in particolare sull’analisi di coorti di soggetti affetti da COVID-19.


L'attività si articola come segue:

  • uno studio multicentrico internazionale in pazienti oncologici;
  • una coorte di pazienti ospedalizzati.
Pubblicazioni:
  • Time-Dependent COVID-19 Mortality in Patients With Cancer: An Updated Analysis of the OnCovid Registry.

    Fonte:JAMA Oncol 2022; 8: 114-122. doi: 10.1001/jamaoncol.2021.6199. PMID: 34817562
  • Patterns of neutralizing humoral response to SARS-CoV-2 infection among hematologic malignancy patients reveal a robust immune response in anti-cancer therapy-naive patients.

    Fonte:Blood Cancer J 2022; 12: 8. doi: 10.1038/s41408-022-00608-6. PMID: 35042847
  • Systemic pro-inflammatory response identifies patients with cancer with adverse outcomes from SARS-CoV-2 infection: the OnCovid Inflammatory Score.

    Fonte:J Immunother Cancer 2021; 9: e002277. doi: 10.1136/jitc-2020-002277. PMID: 33753569
  • Simple Parameters from Complete Blood Count Predict In-Hospital Mortality in COVID-19.

    Fonte:Dis Markers. 2021 May 13;2021:8863053. doi: 10.1155/2021/8863053. eCollection 2021. PMID: 34055104 (IF 2.738)
  • Baseline clinical characteristics and prognostic factors in hospitalized COVID-19 patients aged ? 65 years: A retrospective observational study.

    Fonte:PLoS One 2021; 16: e0248829. doi: 10.1371/journal.pone.0248829. eCollection 2021. PMID: 33760885 (IF 3.240)
  • Determinants of enhanced vulnerability to coronavirus disease 2019 in UK patients with cancer: a European study.

    Fonte:Eur J Cancer 2021; 150: 190-202. doi: 10.1016/j.ejca.2021.03.035. Online ahead of print. PMID: 33932726 (IF 9.162)
  • Prevalence and impact of COVID-19 sequelae on treatment and survival of patients with cancer who recovered from SARS-CoV-2 infection: evidence from the OnCovid retrospective, multicentre registry study.

    Fonte:Lancet Oncol 2021; 22: 1669-1680. doi: 10.1016/S1470-2045(21)00573-8. Epub 2021 Nov 3. PMID: 34741822 (IF 41.316)
  • Persistence of Neutralizing Antibodies to SARS-CoV-2 in First Wave Infected Individuals at Ten Months Post-Infection: The UnIRSA Cohort Study.

    Fonte:Viruses 2021; 13: 2270. doi: 10.3390/v13112270. PMID: 34835076 (IF 5.048)
  • COVID-19 in breast cancer patients: a subanalysis of the OnCovid registry.

    Fonte:Ther Adv Med Oncol 2021 Nov 2; 13: 17588359211053416. doi: 10.1177/17588359211053416. eCollection 2021. PMID: 34777582 (IF 6.852)
  • Specialist palliative and end-of-life care for patients with cancer and SARS-CoV-2 infection: a European perspective.

    Fonte:Ther Adv Med Oncol 2021; 13: 17588359211042224. doi: 10.1177/17588359211042224. eCollection 2021. PMID: 34497669 (IF 6.852)
  • Interaction between thrombin potential and age on early clinical outcome in patients hospitalized for COVID-19.

    Fonte:J Thromb Thrombolysis 2021 10: 1-8. doi: 10.1007/s11239-021-02497-1. Online ahead of print. PMID: 34110529 (IF 2.300)
  • Contribution of Atrial Fibrillation to In-Hospital Mortality in Patients With COVID-19.

    Fonte:Circ Arrhythm Electrophysiol 2021; 14: e009375. doi: 10.1161/CIRCEP.120.009375. Epub 2021 Feb 16. PMID: 33591815 (IF 4.393)
  • How Large Was the Mortality Increase Directly and Indirectly Caused by the COVID-19 Epidemic? An Analysis on All-Causes Mortality Data in Italy.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: E3452. doi: 10.3390/ijerph17103452. PMID: 32429172 (IF 2.849)
  • Presenting Features and Early Mortality from SARS-CoV-2 Infection in Cancer Patients during the Initial Stage of the COVID-19 Pandemic in Europe.

    Fonte:Cancers (Basel) 2020; 12: E1841. doi: 10.3390/cancers12071841. PMID: 32650523 (IF 6.126)
  • [Gender and age factors affecting the mortality during the COVID-19 epidemic in Italy].

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 252-259. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.125. PMID: 33412817 (IF 1.071)
  • Clinical portrait of the SARS-CoV-2 epidemic in European cancer patients.

    Fonte:Cancer Discov 2020; 10: 1465-74. doi: 10.1158/2159-8290.CD-20-0773. Online ahead of print. PMID: 32737082 (IF 29.497)
  • Fatality rate and predictors of mortality in an Italian cohort of hospitalized COVID-19 patients.

    Fonte:Sci Rep 2020; 10(1):20731. doi: 10.1038/s41598-020-77698-4. PMID: 33244144 (IF 3.998)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio di coorte, Studio multicentrico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia clinica
Patologie:
COVID-19
Articolazione: Prevenzione primaria

Impatto della restrizione calorica e dell’attività fisica adattata in pazienti con cancro della mammella in fase preoperatoria (fase II)

Responsabile:
Mano Maria Piera

Dai dati della letteratura emerge l’impatto della restrizione calorica sulla riduzione del rischio di recidiva e sull’aumento di efficacia delle terapie adiuvanti, specialmente in pazienti trattati per tumori del colon e della mammella anche se vi sono evidenze di efficacia meno forti per tutte le patologie oncologiche.


L’attivazione del cambiamento metabolico, ottenuto attraverso una restrizione calorica importante, accompagnata da un programma di attività motoria, è efficace e misurabile in tempi brevi, ma non esistono studi mirati sul cambiamento della biologia tumorale in pazienti con patologia non ancora trattata.

Obiettivo generale del progetto è la valutazione dell’efficacia della restrizione alimentare e dell'attività motoria nel modificare:

  • l’aggressività biologica della lesione:
  • la dimensione della lesione; la risposta patologica sarà valutata mediante la diminuzione della cellularità (a favore della fibrosi) rispetto alla core biopsy iniziale e sulla base della RM;
  • il tasso di pazienti che hanno subito un trattamento meno invasivo grazie al downstaging: % mastectomie evitate, % mastectomie skin sparing vs nipple sparing, % dissezioni ascellari evitate;
  • la variazione dell’espressione dei fattori prognostici (prevalentemente sull’indice proliferativo, Ki 67 e mitosi e sulla variazione della componente infiammatoria intratumorale, TILs), mediante il confronto tra l’esame isto-patologico condotto sul campione biologico da agobiopsia (t0) e quello effettuato sul campione chirurgico (t2);
  • l’indice di rischio metabolico:
    • mediante la valutazione delle modificazioni di parametri antropometrici nel corso dello studio (peso corporeo, BMI, rapporto circonferenza addominale / statura (WHtR);
    • mediante la valutazione e monitoraggio di parametri biochimico-clinici indicativi dello stato di salute e della compliance allo studio: esame emocromocitometrico, glicemia, insulinemia, colesterolo totale e HDL, trigliceridi, colesterolo LDL (calcolato con formula di Friedewald), acido urico, proteine totali, albumina, transferrina, PCR, IGF1 e IGF-BP;
  • la composizione del microbiota intestinale;
  • la qualità di vita (QoL) valutata tramite questionari validati.


Nella fase II dello studio sono state reclutate le pazienti con diagnosi dimostrata (RM e agobiopsia) di tumore invasivo unifocale della mammella, sia palpabile che non palpabile, nell’ambito del programma di screening mammografico Prevenzione Serena.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Monitoraggio
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori esterni:
Luisella Milanesio, Isabella Castellano, Concetta Finocchiaro, Caterina Anatrone
Data fine:
31-12-2020

Frequenza e infettività di HCV-RNA nei linfociti di soggetti con patologie non correlate a HCV

Responsabile:
Laura De Marco

Lo studio intende fare luce sull'infezione occulta da virus dell’epatite C che implica la presenza di HCV-RNA nei linfociti periferici e nelle cellule epatiche, e l’assenza di anticorpi contro il virus e di RNA virale nel siero.


Nei linfociti del sangue periferico dei pazienti con infezione cosiddetta da HCV occulta è stata descritta replicazione di HCV. Sebbene questi pazienti non siano sierologicamente positivi al virus, potrebbero essere potenzialmente infettivi.

Studi preliminari condotti presso il Laboratorio di Epidemiologia Molecolare del CeRMS di Torino hanno evidenziato su un campione di 276 soggetti italiani sani, negativi per sierologia e viremia, una frequenza pari circa al 3% di HCV-RNA nei linfociti. Tale condizione è riconducibile al quadro descritto come infezione da HCV occulta.

Nonostante HCV sia ormai riconosciuto come agente causale del tumore del fegato, al momento i meccanismi della carcinogenesi virale non sono noti. Studi sulla frequenza di HCV occulta e sulla potenziale infettività virale di linfociti positivi a HCV-RNA potranno fornire indizi rilevanti sui meccanismi patogenetici e sull’opportunità di avviare successivi studi su più ampia scala volti a stimare il rischio di cancerogenesi epatica.

Gli obiettivi principali del progetto sono:

  • selezionare soggetti con HCV occulta all’interno di una popolazione priva di patologie epatiche clinicamente evidenziabili o di patologie HCV correlate;
  • valutare l’infettività virale di HCV in pazienti con HCV occulta, cioè valutare il potere infettivo di linfociti positivi a HCV-RNA;
  • valutare nei linfociti di questi soggetti la presenza di uno o più genotipi HCV prevalenti;
  • valutare presenza di HCV occulta nei soggetti con epatiti croniche criptogeniche in collaborazione con la SC Gastroenterologia dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.
Pubblicazioni:
  • Prevalence and follow-up of occult HCV infection in an italian population free of clinically detectable infectious liver disease.

    Fonte:PLoS One 2012; 7: e43541. (IF 3.73)
  • Occult HCV infection: an unexpected finding in a population unselected for hepatic disease.

    Fonte:PLoS One 2009; 4: e8128.
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Tumori epatici
Collaboratori interni:
Lorenzo Richiardi, Valentina Fiano
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Anna Gillio-Tos, Rinaldo Pellicano

Progetto NINFEA

Responsabile:

Lo studio indaga in un'ottica life-course i fattori di rischio (stili di vita, malattie, esposizioni ambientali, esposizioni a farmaci ecc.), ma anche i fattori protettivi, per i principali problemi di salute del bambino, dalla prima infanzia all’adolescenza e, in prospettiva, dell’adulto.


La coorte NINFEA (Nascita e INFanzia: gli Effetti dell'Ambiente) ha reclutato tra il 2005 e il 2016 7.500 donne in gravidanza che hanno compilato un primo questionario online al momento del reclutamento e successivi questionari di follow-up ai 6 e 18 mesi del bambino e al compimento dei 4, 7, 10, 13 e 16 anni dei figli. Sono stati inoltre somministrati tra il 2020 e il 2021 questionari sul COVID-19: un questionario anonimo durante il primo lockdown, al fine di studiare la prevalenza di sintomi influenzali nel nucleo famigliare oltre alla percezione della conoscenza generale sull’epidemia in corso e le principali fonti informative, e un nuovo questionario di follow-up volto a indagare le ricadute sanitarie e socioeconomiche della pandemia sulle famiglie della coorte.

Oltre alla compilazione dei questionari è stata anche chiesta, ai 6 mesi del bambino, la donazione di un campione di saliva, di mamma e bambino, utilizzando il kit Oragene recapitato direttamente a domicilio.

La sezione dei Dati, attivata nel 2016 sul sito web, è la prima esperienza sistematica di condivisione pubblica di statistiche descrittive, in forma aggregata, sulle caratteristiche di esposizione o esito delle mamme e dei loro figli che partecipano allo studio.

Per agevolare la partecipazione dei ragazzi è stata creata una pagina web NINFEAteen per aiutarli a capire il senso del progetto e l’importanza della loro collaborazione. Inoltre, la comunicazione del progetto si avvale dei principali canali social (Facebook, YouTube, Twitter, Instagram) oltre che di una newsletter periodica NINFEAnews.

La coorte ha partecipato o partecipa a diversi studi europei  (CHICOS, LifeCycle, ATHLETE, GOLIAT)  e consorzi internazionali (I4C, PACE).

Pubblicazioni:
  • Maternal pesticides exposure in pregnancy and the risk of wheezing in infancy: A prospective cohort study.

    Fonte:Environ Int 2022; 163:107229. doi: 10.1016/j.envint.2022.107229. Online ahead of print. PMID: 35405505
  • Associations of early-life pet ownership with asthma and allergic sensitization: A meta-analysis of more than 77,000 children from the EU Child Cohort Network.

    Fonte:J Allergy Clin Immunol. 2022 Feb 10:S0091-6749(22)00149-X. doi: 10.1016/j.jaci.2022.01.023. Online ahead of print. PMID: 35150722
  • Working life, health and well-being of parents: a joint effort to uncover hidden treasures in European birth cohorts.

    Fonte:Scand J Work Environ Health 2021; 47: 550-560. doi: 10.5271/sjweh.3980. Epub 2021 Aug 25. PMID: 34432068 (IF 5.984)
  • Developing an integrated microsimulation model for the impact of fiscal policies on child health in Europe: the example of childhood obesity in Italy.

    Fonte:BMC Med 2021; 19: 310. doi: 10.1186/s12916-021-02155-6. PMID: 34844596 (IF 8.775)
  • The EU Child Cohort Network's core data: establishing a set of findable, accessible, interoperable and re-usable (FAIR) variables.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2021; 36: 565-580. doi: 10.1007/s10654-021-00733-9. Epub 2021 Apr 21. PMID: 33884544 (IF 8.082)
  • COVID-19-like symptoms and their relation to the SARS-CoV-2 epidemic in children and adults of an Italian birth cohort.

    Fonte:Epidemiol Prev 2021; 45: In press. doi: 10.19191/EP21.6.093. PMID: 34545726 (IF 1.901)
  • Birthweight DNA methylation signatures in infant saliva.

    Fonte:Clin Epigenetics 2021; 13: 57. doi: 10.1186/s13148-021-01053-1. PMID: 33741061 (IF 6.551)
  • Cohort description: Measures of early-life behaviour and later psychopathology in the LifeCycle Project - EU Child Cohort Network.

    Fonte:J Epidemiol. 2021 Nov 13. doi: 10.2188/jea.JE20210241. Online ahead of print. PMID: 34776498 (IF 3.211)
  • Maternal antibiotic use and vaginal infections in the third trimester of pregnancy and the risk of obesity in preschool children.

    Fonte:Pediatr Obes 2020; 15: e12632. doi: 10.1111/ijpo.12632. Epub 2020 Mar 16. PMID: 32174046 (IF 3.429)
  • Changes in parental smoking during pregnancy and risks of adverse birth outcomes and childhood overweight in Europe and North America: An individual participant data meta-analysis of 229,000 singleton births.

    Fonte:PLoS Med 2020; 17: e1003182. doi: 10.1371/journal.pmed.1003182. eCollection 2020 Aug. PMID: 32810184 (IF 10.500)
  • Measuring Child Socio-Economic Position in Birth Cohort Research: The Development of a Novel Standardized Household Income Indicator.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: 1700. doi: 10.3390/ijerph17051700. PMID: 32150940 (IF 2.849)
  • The LifeCycle Project-EU Child Cohort Network: a federated analysis infrastructure and harmonized data of more than 250,000 children and parents.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2020; 35: 709-724. doi: 10.1007/s10654-020-00662-z. Epub 2020 Jul 23. PMID: 32705500 (IF 7.135)
  • Factors associated with self-perceived knowledge of COVID-19: a study among women from the NINFEA birth cohort.

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 364-368. doi: 10.19191/EP20.5-6.S2.138. PMID: 33412830 (IF 1.071)
  • Socioeconomic inequalities in reproductive outcomes in the Italian NINFEA birth cohort and the Piedmont Birth Registry.

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 136-141. doi: 10.19191/EP20.5-6.S1.P136.083. PMID: 33415956 (IF 1.071)
  • Determination of saliva epigenetic age in infancy, and its association with parental socio-economic characteristics and pregnancy outcomes.

    Fonte:J Dev Orig Health Dis 2020; 12: 319-327. doi: 10.1017/S2040174420000380. Epub 2020 May 26. PMID: 32452337 (IF 2.371)
  • Impact of maternal body mass index and gestational weight gain on pregnancy complications: an individual participant data meta-analysis of European, North American, and Australian cohorts.

    Fonte:BJOG. 2019 Feb 20. doi: 10.1111/1471-0528.15661. [Epub ahead of print] (IF 5.193)
  • Maternal body mass index, gestational weight gain, and the risk of overweight and obesity across childhood: An individual participant data meta-analysis.

    Fonte:PLoS Med 2019; 16: e1002744. (IF 11.048)
  • Differentially methylated DNA regions in early childhood wheezing: an epigenome-wide study using saliva.

    Fonte:Pediatr Allergy Immunol 2019; 30: 305-314. (IF 4.654)
  • Baseline selection on a collider: a ubiquitous mechanism occurring in both representative and selected cohort studies.

    Fonte:J Epidemiol Community Health 2019; 73: 475-480. (IF 3.872)
  • Association of Gestational Weight Gain With Adverse Maternal and Infant Outcomes.

    Fonte:JAMA 2019; 321: 1702-1715. (IF 51.273)
  • Communicating data of the Italian NINFEA birth cohort.

    Fonte:Epidemiol Prev 2018; 42: 121-126. Italian. (IF 1.289)
  • The role of maternal anorexia nervosa and bulimia nervosa before and during pregnancy in early childhood wheezing: Findings from the NINFEA birth cohort study.

    Fonte:Int J Eat Disord 2018; 51: 842-851. (IF 3.897)
  • Influence of maternal obesity on the association between common pregnancy complications and risk of childhood obesity: an individual participant data meta-analysis.

    Fonte:Lancet Child Adolesc Health 2018; 2: 812-821.
  • Gestational weight gain charts for different body mass index groups for women in Europe, North America, and Oceania.

    Fonte:BMC Med 2018; 16: 201. (IF 9.088)
  • Questionnaire Breakoff and Item Nonresponse in Web-Based Questionnaires: Multilevel Analysis of Person-Level and Item Design Factors in a Birth Cohort.

    Fonte:J Med Internet Res 2018; 20: e11046. (IF 4.671)
  • Maternal anxiety, depression and sleep disorders before and during pregnancy, and preschool ADHD symptoms in the NINFEA birth cohort study.

    Fonte:Epidemiol Psychiatr Sci 2018: 1-11. (IF 5.684)
  • Mode of Delivery and Asthma at School Age in 9 European Birth Cohorts.

    Fonte:Am J Epidemiol 2017; 185: 465-473. (IF 4.825)
  • Association of light-to-moderate alcohol drinking in pregnancy with preterm birth and birth weight: elucidating bias by pooling data from nine European cohorts.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2017; 32: 751-764. (IF 7.226)
  • Increased correlation between methylation sites in epigenome-wide replication studies: impact on analysis and results.

    Fonte:Epigenomics 2017; 9: 1489-1502. (IF 4.541)
  • Fish and seafood consumption during pregnancy and the risk of asthma and allergic rhinitis in childhood: a pooled analysis of 18 European and US birth cohorts.

    Fonte:Int J Epidemiol 2017; 46: 1465-1477. (IF 7.738)
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio di coorte
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia ambientale, Epidemiologia degli stili di vita, Epidemiologia eziologica, Epidemiologia life-course
Collaboratori interni:
Claudia Galassi, Costanza Pizzi, Laura De Marco, Elena Isaevska, Paola Ivaldi, Enrica Migliore, Maja Popovic, Fabio Saccona, Giovenale Moirano, Chiara Moccia, Antonio D'Errico, Valentina Fiano, Sonia Barcellari, Daniela Zugna, Milena Maule, Silvia Maritano, Fulvio Lazzarato, Francesco Brunetti
Collaboratori esterni:
Franco Merletti, Franca Rusconi, Luigi Gagliardi, Ugo Casalone
Articolazione: Prevenzione secondaria

Marker biologici per la gestione delle donne HPV positive

Responsabile:
Paola Armaroli

L’obiettivo cardine del progetto è di valutare il ruolo di diversi marker molecolari tra donne HPV positive nell'individuare tra esse quelle portatrici di lesioni di alto grado, e nel predire, tra le medesime, la persistenza dell'infezione e il successivo sviluppo di lesioni di alto grado.


Nell'ambito dello studio randomizzato multicentrico NTCC si è costituita una banca biologica basata sul materiale residuo dopo l'effettuazione dei test di screening e, in alcuni centri, su ulteriori prelievi (sangue, cellule cervicali e muco) eseguiti nel corso delle colposcopie.

La banca biologica viene utilizzata per lo studio di indicatori molecolari della presenza di lesioni di alto grado, di futuro sviluppo delle stesse e di persistenza dell'infezione, utilizzando un disegno caso-controllo nested.

Un altro studio multicentrico (NTCC2) prevede che nei progetti pilota di screening a tutte le donne HPV positive insieme alla citologia siano eseguiti il test per la ricerca di mRNA degli oncogeni virali E6 ed E7 e l'immunoistochimica combinata per p16 e Ki67.

Un ulteriore studio ha poi indagato il valore come marker per il triage delle donne HPV positive e come marker della capacità di persistenza e progressione delle lesioni intraepiteliali di: (i) metilazione di geni umani, (ii) metilazione di geni virali e (iii) microRNA.

A tal fine nelle banche biologiche di NTCC e NTCC2 sono studiate: (a) l'associazione trasversale e longitudinale con la presenza di CIN di alto grado, (b) l'associazione con la persistenza dell'infezione, (c) l'associazione con l'età delle CIN di alto grado.

Pubblicazioni:
  • Determinants of p16/Ki-67 adequacy and positivity in HPV-positive women from a screening population.

    Fonte:Cancer Cytopathol 2021; 129: 383-393. doi: 10.1002/cncy.22385. Epub 2020 Nov 3. PMID: 33142029 (IF 5.284)
  • p16/ki67 and E6/E7 mRNA accuracy and prognostic value in triaging HPV DNA-positive women.

    Fonte:J Natl Cancer Inst 2021; 113: 292-300. doi: 10.1093/jnci/djaa105. PMID: 32745170 (IF 13.506)
  • Combined use of cytology, p16 immunostaining and genotyping for triage of women positive for high-risk human papillomavirus at primary screening.

    Fonte:Int J Cancer 2020; 147: 1864-1873. doi: 10.1002/ijc.32973. Epub 2020 Mar 27. PMID: 32170961 (IF 5.145)
  • Human papilloma virus genotyping for the cross-sectional and longitudinal probability of developing cervical intraepithelial neoplasia grade 2 or more.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 143: 333-342. (IF 7.36)
  • Eurogin roadmap 2017: Triage strategies for the management of HPV-positive women in cervical screening programs.

    Fonte:Int J Cancer 2018; 143: 735-745. (IF 7.36)
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Laura De Marco, Cristina Larato
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco

Studio GEM, fase 2

Responsabile:

GEM nasce dalla collaborazione italiana a uno studio multicentrico (USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda) sulla relazione tra geni, fenotipo ed esposizione alla radiazione solare nella eziologia del melanoma cutaneo. 


Alcuni tipi di geni (geni regolatori del ciclo cellulare, geni implicati nella regolazione pigmentaria e geni implicati nella riparazione del DNA) si considera che svolgano un ruolo nella genesi del melanoma cutaneo. Poiché tali geni sono a bassa penetranza, si ipotizza che le loro varianti e mutazioni a elevato rischio si ritrovino nei soggetti ad “alta intensità” di malattia, cioè in quei soggetti che sviluppano lesioni melanocitarie multiple.

Per testare questa ipotesi è stato introdotto un nuovo disegno di studio caso-controllo, dove i casi sono soggetti con melanoma primitivo multiplo e i controlli soggetti con un solo melanoma primitivo.

Nella fase 2 dello studio GEM si calcola la sopravvivenza dei soggetti reclutati in precedenza, analizzandola in rapporto alle variabili genetiche disponibili. Lo studio è concluso e sono in corso analisi e pubblicazioni.

Pubblicazioni:
  • Association of Known Melanoma Risk Factors with Primary Melanoma of the Scalp and Neck.

    Fonte:Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2020; 29: 2203-2210. doi: 10.1158/1055-9965.EPI-20-0595. Epub 2020 Aug 20. PMID: 32856602 (IF 4.561)
  • Association of IRF4 single-nucleotide polymorphism rs12203592 with melanoma-specific survival.

    Fonte:Br J Dermatol 2020; 183: 163-165. doi: 10.1111/bjd.18881. Epub 2020 Feb 19. PMID: 31958143 (IF 7.00)
  • The interaction between vitamin D receptor polymorphisms and sun exposure around time of diagnosis influences melanoma survival.

    Fonte:Pigment Cell Melanoma Res 2018; 31: 287-296. (IF 6.115)
  • Association of Incident Amelanotic Melanoma With Phenotypic Characteristics, MC1R Status, and Prior Amelanotic Melanoma.

    Fonte:JAMA Dermatol 2017; 153: 1026-1031. (IF 5.817)
  • Nevus count associations with pigmentary phenotype, histopathological melanoma characteristics and survival from melanoma.

    Fonte:Int J Cancer 2016; 139: 1217-22. (IF 5.531)
  • Variants in autophagy-related genes and clinical characteristics in melanoma: a population-based study.

    Fonte:Cancer Med 2016; 5: 3336-3345. (IF 2.915)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Collaboratori interni:
Paola Busso, Irene Sobrato, Franca Gilardi
Articolazione: Prevenzione secondaria

Ruolo degli stili di vita nella disregolazione dei biomarcatori coinvolti nella cancerogenesi

Responsabile:

Lo studio punta a identificare identificare specifiche signature di miRNA in campioni di plasma/feci come biomarcatori di rischio di neoplasia avanzata del colon-retto (adenomi avanzati/tumore del colon-retto), tra soggetti FIT+ (come test di triage).


Un limite del test immunichimico fecale (FIT), più noto come ricerca del sangue occulto nelle feci, utilizzato come test primario di screening, è rappresentato da alti tassi di falsi positivi, che determinano un numero elevato di colonscopie. Inoltre, i protocolli di screening attualmente adottati si basano esclusivamente sull'età, ignorando altri fattori di rischio.

Lo studio persegue i seguenti ulteriori obiettivi:

  • investigare l'associazione di profili di microbioma con il rischio di neoplasia avanzata;
  • esplorare la modulazione da parte di fattori legati allo stile di vita (dieta e altri fattori di rischio) del rischio di neoplasia avanzata associato con profili di biomarcatori, e identificare pattern di rischio (profili di miRNA, fattori legati allo stile di vita, livelli di emoglobina al baseline) tra soggetti con FIT-.
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Marco Silvani, Fabrizio Cosso, Paola Armaroli
Collaboratori esterni:
Cristina Bellisario, Alessio Naccarati, Sonia Tarallo, Rashmi Sinha, Marc Gunter, Silvia Pisanu, Francesca Carozzi
Articolazione: Prevenzione secondaria

MyPeBS - My Personal Breast cancer Screening

Responsabile:
Livia Giordano

MyPeBS è un trial clinico internazionale randomizzato, controllato e multicentrico che mette a confronto uno screening mammografico personalizzato, stratificato sul rischio, con lo standard attuale, in donne di età compresa tra i 40 e i 70 anni.


Il progetto ha ricevuto un finanziamento da parte della Commissione Europea nell'ambito del bando Horizon 2020.

La sperimentazione riguarda l'estensione a tutta la popolazione dello screening basato sul rischio, in cui le donne sono invitate a effettuare esami programmati secondo il rischio personale di sviluppare un carcinoma mammario proiettato sui 5 anni. Un punteggio individuale di rischio è calcolato sulla base di:

  • storia ormonale e riproduttiva;
  • storia famigliare;
  • densità mammografica;
  • presenza di polimorfismi genetici associati al rischio di carcinoma mammario.

Il campione è rappresentato da 85mila donne partecipanti allo screening mammografico in alcune aree di Belgio, Francia, Israele, Italia, Regno Unito e Spagna. Le partecipanti sono randomizzate in due bracci:

  • braccio di controllo: protocollo di screening corrente nel centro di reclutamento;
  • braccio sperimentale: è richiesto un campione di saliva per la genotipizzazione e viene somministrato un questionario sulla storia personale/famigliare; è inoltre rilevata la densità mammografica; in base ai dati forniti è calcolato il punteggio di rischio individuale, comunicato alla partecipante insieme al protocollo di screening personalizzato, nel corso di un colloquio dedicato.

I punteggi di rischio sono suddivisi in 4 livelli corrispondenti a differenti protocolli di screening, validi per i 4 anni di follow-up:

  • rischio basso (<1% ): mammografia dopo 4 anni;
  • rischio medio (1≤ <1,67%): mammografia ogni 2 anni + ecografia ogni 2 anni in caso di seno denso;
  • rischio alto (1,67%≤ <6%): mammografia ogni anno + ecografia ogni anno in caso di seno denso;
  • rischio molto alto (≥6%): mammografia e risonanza magnetica ogni anno (quest'ultima fino ai 60 anni di età).

Il CPO è responsabile del Workpackage "Comunicazione e disseminazione", inoltre coordina il reclutamento presso il Centro di Riferimento Regionale (CRR) per lo screening mammografico dell'ospedale San Giovanni Antica Sede di Torino. La fase di reclutamento, iniziata a dicembre 2020, durerà 2,5 anni al fine di arruolare 5.000 donne. Sono invitate le aderenti allo screening (età 45-70 anni)  in occasione dell'esecuzione della mammografia programmata: vengono consegnati un opuscolo illustrativo del progetto e un foglio per il consenso a essere contattate telefonicamente per l'invito allo studio. Coloro che manifestano interesse sono ricevute su appuntamento dagli sperimentatori per l'inclusione nello studio. Al 31 marzo 2022 sono state reclutate 2106 donne, di cui 1068 nel gruppo di controllo e 1038 nel gruppo sperimentale.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Articolazione: Prevenzione secondaria

Tomosintesi come test primario di screening

Responsabile:
Livia Giordano

Il progetto intende approfondire la validità del ricorso alla Digital Breast Tomosynthesis (DBT) come strumento promettente per lo screening del tumore della mammella.


Il progetto persegue i seguenti obiettivi:

  • confrontare l'efficacia dello screening del cancro del seno effettuato con la DBT rispetto a quello effettuato con la mammografia digitale (DM) nel ridurre i cancri d'intervallo e l'incidenza di cancri avanzati; il trial misurerà il possibile eccesso di incidenza dopo due round;
  • misurare la performance, il consumo di risorse e l'impatto sull'organizzazione dello screening con DBT attraverso la modellizzazione informata dai risultati del trial;
  • confrontare le caratteristiche patologiche e biologiche dei cancri nei due bracci per verificare se le due popolazioni di cancri differiscono per fattori prognostici.

Un trial randomizzato controllato - DBT MAmmography screening ITAlian (MAITA) - sarà condotto in 10 centri di 5 differenti regioni (Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto). La popolazione target sarà formata da donne di età compresa fra i 45 e i 70 anni.

Verranno confrontati sia il tasso di identificazione di carcinomi e il tasso di richiamo della DBT e della DM sia le caratteristiche patologiche e biologiche dei cancri diagnosticati nei due bracci, per stimare il possibile impatto sulla prognosi. L'eccesso di sovra-diagnosi eventualmente indotto dalla DBT rispetto allo screening con DM verrà stimato attraverso il confronto dell'incidenza cumulativa dopo due o più round di screening successivi.

I risultati saranno stratificati per rischio di cancro al seno e per densità mammografica del seno. Infine, saranno valutate le risorse economiche, umane e tecnologiche necessarie per introdurre la DBT nei programmi organizzati di screening con invito attivo di tutta la popolazione target.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico, Studio clinico controllato randomizzato
Patologie:
Tumore mammella
Collaboratori interni:
Denise Casella, Elisa Camussi, Sabina Pitarella, Roberta Castagno , Carlo Senore, Francesca Di Stefano, Aurora Di Leo, Paola Armaroli, Viviana Vergini, Francesca Garena
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Nereo Segnan, Luisella Milanesio, Adriana Aiello, Franca Artuso, Anna Sapino, Isabella Castellano, Vincenzo Marra, Loredana Correale, Lia Morra, Paolo Falco
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Esecuzione della biopsia in colposcopia e rischio di carcinoma invasivo

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo del progetto è di studiare la capacità della colposcopia, con e senza biopsia, di stratificare le donne rispetto al rischio di sviluppare in futuro un carcinoma invasivo.


Per conseguire tale obiettivo si effettua il linkage del registro computerizzato degli esami citologici, delle colposcopie e delle biopsie del programma di screening torinese con i dati del Registro Tumori Piemonte.

Inoltre si esegue il calcolo dell'incidenza di cancro invasivo:

  • a partire dalla prima colposcopia (inclusa) in donne che hanno avuto la prima colposcopia senza biopsia o colposcopia con biopsia negativa rispetto a: (i) donne con citologia sempre normale e (ii) donne inviate in colposcopia per citologia normale che non l'hanno eseguita;
  • a partire da 6 mesi dopo la prima colposcopia nelle donne che hanno fatto prima colposcopia con biopsia rispetto a quelle che hanno fatto prima colposcopia senza biopsia, standardizzando per motivo di invio (citologia HSIL vs meno grave).
Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Elisa Camussi
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco, Mario Preti, Giovanni Maina, Stefano Rosso, null null
Articolazione: Prevenzione secondaria

Programma di formazione teorico-pratica per i professionisti sanitari della Regione Piemonte

Responsabile:
Livia Giordano

Obiettivo primario del programma è il coordinamento e l'organizzazione dei percorsi formativi teorico-pratici prevalentemente rivolti sia agli operatori coinvolti nei tre programmi regionali di screening di Prevenzione Serena, sia, più in generale, ai professionisti della Sanità piemontese.


Il CPO Piemonte, provider sulla piattaforma dell'Educazione Continua in Medicina (ECM) della Regione Piemonte, ha sviluppato tale programmazione attraverso l'organizzazione, l'accreditamento e la gestione di eventi formativi ad hoc.

I percorsi formativi per lo screening prevedono corsi di base, specialistici e pratici. La partecipazione ai primi è propedeutica a tutti per acquisire un inquadramento teorico sui principi e sull'organizzazione dello screening, mentre i corsi specialistici e pratici sono mirati a fornire specifiche competenze professionali e strumenti per il controllo di qualità.

Nell'ambito di questa attività formativa vengono allestiti anche workshop giornalieri monotematici di aggiornamento, che consentono un approfondimento e una discussione tra gli operatori degli screening oncologici. I temi sono scelti, su indicazione dei partecipanti ai corsi precedenti, per approfondire alcune problematiche di maggior interesse e fornire un aggiornamento continuo su nuove tematiche.

Nell'ambito di questa programmazione formativa, il CPO è stato anche di supporto all'accreditamento ECM per alcuni eventi formativi inerenti a progetti specifici di Formazione Interattiva Multidisciplinare (FIM) ed extra screening.

Il calendario dell’attività formativa 2022 è in via di definizione.

In considerazione dell’emergenza pandemica da COVID-19, l’attività formativa del 2021 risulta ridotta rispetto agli anni precedenti, ma leggermente in ripresa rispetto al 2020: sono stati svolti corsi on line, formazione sul campo e, sul finire dell’anno, sono stati ripresi i workshop in presenza.

Nell’anno 2021 pertanto l’attività formativa e il numero di operatori coinvolti è stata la seguente:

  • Corsi pratici (33 partecipanti)
  • "Corso teorico-pratico per ostetriche addette al prelievo nell’ambito dello screening per il cervicocarcinoma prevenzione serena al tempo del Covid-19" (10 partecipanti)
  • "Corso di formazione pratica per radiologi attivi nello screening mammografico al tempo del Covid-19" (6 partecipanti)
  • "Il Controllo di Qualità nel Centro Unificato dello screening Prevenzione Serena di Torino" (5 partecipanti)
  • “Corso pratico per ginecologi del II° livello del programma di screening per il cervicocarcinoma al tempo del Covid-19” (12 partecipanti). Workshop in presenza" (242 partecipanti)
  • "CRPT - Programma Regionale di Screening per il tumore della mammella Prevenzione Serena - Workshop 2021" (103 partecipanti)
  • "CRPT - Programma Regionale di Screening colorettale Prevenzione Serena - Workshop 2021" (43 partecipanti)
  • "CRPT - Programma Regionale di Screening per il cervicocarcinoma Prevenzione Serena - Workshop 2021" (96 partecipanti). Webinar (210 partecipanti)
  • "La sorveglianza post-polipectomia: è tempo di cambiare?" (17 partecipanti)
  • "Corso di formazione/aggiornamento per tecnici sanitari di radiologia medica inseriti nello screening mammografico" (76 partecipanti)
  • "La comunicazione del rischio all’interno dello studio MyPebs" (44 partecipanti)
  • "SAS Enterprise Guide: gestione dati" (16 partecipanti)
  • "SAS: corso di approfondimento in ambito statistico" (16 partecipanti)
  • "Corso teorico per ostetriche addette al prelievo citologico all'interno del programma di screening Prevenzione Serena della Regione Piemonte" (41 partecipanti)

La programmazione formativa per il 2022 ricalcherà quella del 2021 con i medesimi format di aggiornamento e re-training più eventuali aggiornamenti in itinere. A partire dal mese di gennaio sono già state programmate alcune edizioni dei corsi pratici per ostetriche inseriti nel programma regionale di screening Prevenzione Serena. Il finanziamento per l’attività formativa prevista per l’anno 2022 è erogato dalla Regione Piemonte.

Collaborano al progetto:

  • in qualità di Responsabili Scientifici dei corsi teorici e dei tirocini pratici nelle specifiche discipline nel corso del 2021: P. Armaroli, A. Arrigoni, F. Artuso, P. Cassoni, C. Filippini, A. Frigerio, L. Giordano, P. Giorgi Rossi, S. Macchioni, C. Senore;
  • in qualità di docenti/moderatori/tutors hanno collaborato nel corso del 2021: A. Aiello, M. Airoldi, A. Ala, E. Allia, E. Anselmo, P. Armaroli, A. Arrigoni, F. Artuso, F. Barberis, M. Barbero, V. Barbini, M.G. Baù, A. Beano, E. Benelli, L. Bertero, C. Buzio, M. Calabrese, E. Camussi, P. Cassoni, A. Castella, I. Castellano, C. Cocuzza, A. Comandone, S. Danese, L. De Marco, A. De Matteis, C. De Sanctis, F. Di Stefano, D. Esposito, R. Fasoli, G. Ferrante, U. Fiandra, C. Filippini, P. Fonio, M. Fracchia, A. Frigerio, E. Galeasso, N. Gallio, G. Gambaro, O. garrone, L. Giordano, P. Giorgi Rossi, A. Gobbi, V. Grammatico, C. Hassan, L. Lacerenza, C. Larato, S. Luberto, A. Luparia, S. Macchioni, L. Macrì, M. Maconi, G. Maina, E. Mancini, M.P. Mano, P. Mantellini, V. Marra, L. Milanesio, M. Mistrangelo, A. Monni, E. Morello, L. Morra, L. Orione, S. Pacifici, S. Patania, F. Pedani, A. Penna, C. Piccinelli, C. Poggi, M. Poli, A. Ponti, M. Preti, E. Razzaboni, R. Ribaldone, F. Ripa, R. Rizzolo, G. Ronco, p.R. Rossi, N. Sammarco, G. Santucci, G. Saracco, A. Scarmozzino, N. Segnan, D. Severi, V. Selvestrel, C. Senore, T. Spadea, M. Surace, L. Vesentini, M.C. Zanotto, M. Zorzi.

La programmazione dell'attività 2021 è stata effettuata in collaborazione con i referenti dei progetti di screening della Regione Piemonte: E. Anselmo, P. Bestagini, I. Bevilacqua, A. Castella, B. Francese, V. Grammatico, M. Maconi, L. Orione, C. Senore.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Formazione
Collaboratori interni:
Paola Armaroli, Cristiano Piccinelli, Alfonso Frigerio, Gianluigi Ferrante, Carlo Senore, Matilde Ceresa, Francesca Garena
Collaboratori esterni:
Maria Piera Mano, Nereo Segnan, Antonio Ponti, Guglielmo Ronco, Ettore Mancini, Simona Chiantore
Enti Finanziatori:
Articolazione: Prevenzione secondaria

Screening stratificato sul rischio per il tumore del collo dell’utero

Responsabile:
Paola Armaroli

Obiettivo principale del progetto è quello sviluppare e valutare programmi di screening basati sul rischio per il cancro cervicale e fornire strumenti di implementazione open source.


Ulteriori obiettivi dell'iniziativa sono dati dallo sviluppo di:

  • profili di rischio per donne non vaccinate in base alla loro storia di screening;
  • profili di rischio di cancro cervicale in coorti di nascita vaccinate contro l'HPV in contesti con vaccinazione e copertura di screening variabili;
  • profili di rischio per il cancro cervicale in relazione ad altri fattori e sviluppare profili di rischio per danni correlati allo screening;
  • algoritmi di screening basati sul rischio basati sulla storia di screening, sullo stato vaccinale (sia a livello individuale che a livello di popolazione) e su fattori di rischio derivati dal paziente;
  • applicazioni open source di e-health e m-health per supportare l'implementazione di screening basati sul rischio in programmi real life.

Partecipano al progetto 11 partner europei. La SSD Epidemiologia Screening dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino contribuisce, nello specifico:

  • all'obiettivo 1: profili di rischio di cancro e di lesioni precancerose verranno sviluppati sulla base dei risultati di più round di screening consecutivi, analizzando i dati congiunti dei trial su test HPV condotti nei Paesi Bassi (POBASCAM 44mila donne), in Italia (studio NTCC, 94mila donne), Svezia (studio Swedescreen, 12.500 donne), per un totale di circa 150mila donne e > 300 CIN3 e casi di cancro. Questo database verrà aggiornato al 2019 permettendo di raggiungere un follow-up totale fino a 20 anni;
  • all'obiettivo 2: attraverso il linkage tra i dati dei registri di screening con lo stato di vaccinazione (Italia, Svezia, Paesi Bassi e Slovenia). Questi dati forniscono informazioni sugli effetti diretti della vaccinazione sui vaccinati e sugli effetti indiretti sui non vaccinati.

Dai risultati di questi studi è possibile sviluppare precisi profili specifici per età per il rischio CIN3 e danni correlati allo screening in base allo stato della vaccinazione individuale o alla copertura della vaccinazione. Il progetto è iniziato nel gennaio 2020, per una durata di 60 mesi.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Studio multicentrico
Patologie:
Tumore cervice uterina
Collaboratori interni:
Cristina Larato, Laura Massari, Andrea Ortale, Livia Giordano, Nicolina Leo, Laura De Marco
Collaboratori esterni:
Guglielmo Ronco, Luigia Macrì
Enti Collaboratori:
Enti Finanziatori:

Studio multicentrico italiano sui linfomi non Hodgkin

Responsabile:

Obiettivo principale del progetto, inserito nell’ambito del Genome-wide association study (GWAS), è l’analisi dei fattori di rischio esterni per il linfoma e dell’interazione con caratteristiche genetiche.


Si tratta di uno studio epidemiologico caso-controllo ospedaliero, con casi affetti dai linfomi identificati precedentemente e reclutati in ambito ospedaliero e con un campione di controlli scelti tra i ricoverati per altre patologie. Casi e controlli sono appaiati per età, sesso e per area geografica di residenza.

Nello studio sono considerati come casi i soggetti residenti nelle aree di interesse, con diagnosi di linfoma non Hodgkin, mieloma multiplo, leucemia linfatica cronica, secondo le indicazioni dello studio collaborativo incidenti nel periodo d’indagine.

Lo studio prevede l’effettuazione di analisi genetiche relative a:

  • ricerca di polimorfismi noti che potrebbero aumentare il rischio di sviluppare un linfoma o un mieloma, in associazione con esposizione a singole sostanze chimiche;
  • ricerca di polimorfismi non ancora noti, ma che potrebbero essere suggeriti da altre indagini e che potrebbero influenzare il rischio di sviluppare un linfoma o un mieloma in associazione con esposizione;
  • GWAS, metodica che esplora l’intero genoma per riconoscere polimorfismi non ancora noti associati con il rischio di sviluppare un linfoma o un mieloma.
Scheda aggiornata a:
27-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo, Studio multicentrico
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Patologie:
Linfoma

Registro Mesoteliomi Maligni del Piemonte

Responsabile:
Enrica Migliore

Il Registro Mesoteliomi Maligni del Piemonte studia l’incidenza del mesotelioma maligno e definisce l’esposizione ad amianto dei casi, attraverso la raccolta e valutazione dei dati relativi all’esposizione ad amianto.


L'attività del Registro Mesoteliomi Maligni (RMM) persegue i seguenti obiettivi: 

  • fornire i dati richiesti dal Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM), costituito presso l’INAIL ai sensi del D.Lgs. 81/2008, essendo il RMM del Piemonte il centro operativo regionale del ReNaM;
  • valutare la sopravvivenza dei casi, la sua relazione con le loro caratteristiche e descrivere le modalità di assistenza e trattamento;
  • contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Piano Regionale per la Prevenzione (PRP), azione 6.2.2. (coordinare i sistemi di registrazione di tumori ad alta frazione eziologica e attivare un sistema orientato all’emersione dei tumori a bassa/media frazione eziologica).

L’attività del RMM si svolge in modo continuativo attraverso la raccolta delle segnalazioni, completata dalla successione di ulteriori fasi di ricerca attiva di seguito elencate.

  1. Rilevazione dei casi con diagnosi istologica o citologica presso i reparti di chirurgia toracica, di pneumologia e i servizi di Anatomia patologica del Piemonte. La ricerca ordinariamente ha cadenza settimanale e coinvolge gli ospedali dove sono concentrate risorse specializzate nella diagnosi e nel trattamento del mesotelioma. In tutti gli ospedali della Regione viene effettuata una rilevazione supplementare annuale attraverso gli archivi dei servizi di Anatomia patologica.
  2. Identificazione dei casi di mesotelioma non documentati da un esame isto- o citologico, sulla base dell’archivio delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) e delle certificazioni di morte. Sono selezionati dagli archivi SDO e, in parte, dall’archivio delle cause di morte i casi con codice diagnosi corrispondenti alle neoplasie primitive della pleura e del peritoneo o ai mesoteliomi. Per i casi non già noti al Registro viene richiesta e valutata la documentazione clinica.
Pubblicazioni:
  • Estimation of Occupational Exposure to Asbestos in Italy by the Linkage of Mesothelioma Registry (ReNaM) and National Insurance Archives. Methodology and Results.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2020; 17: E1020. doi:10.3390/ijerph17031020 PMID: 32041124 (IF 2.849)
  • The epidemiological surveillance of malignant mesothelioma in Italy (1993-2015): methods, findings, and research perspectives.

    Fonte:Epidemiol Prev 2020; 44: 23-30. doi: 10.19191/EP20.1.P023.014. PMID: 32374111 (IF 1.071)
  • Gender differences in pleural mesothelioma occurrence in Lombardy and Piedmont, Italy.

    Fonte:Environ Res 2019; 177: 108636. (IF 5.026)
  • The epidemiology of malignant mesothelioma in women: gender differences and modalities of asbestos exposure.

    Fonte:Occup Environ Med 2018; 75: 254-262. (IF 3.965)
  • Epidemiological patterns of asbestos exposure and spatial clusters of incident cases of malignant mesothelioma from the Italian national registry.

    Fonte:BMC Cancer 2015; 15: 286. (IF 3.362)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Registrazione tumori
Patologie:
Mesotelioma
Collaboratori interni:
Manuela Gangemi, Carol Brentisci, Milena Maule, Marco Gilardetti, Antonella Stura
Articolazione: Prevenzione secondaria

Applicazione delle linee guida europee sullo screening colorettale nei programmi di screening in Italia, Romania e Slovacchia

Responsabili:
Marco Zappa

Il progetto persegue l’obiettivo di supportare i referenti dei programmi di screening in Slovacchia e Romania nella definizione di protocolli per la realizzazione di progetti pilota di screening dei tumori colorettali in vista dell’attivazione di un programma nazionale.


Gli interventi previsti sono sia di tipo formativo, organizzati in forma di seminari e corsi di retraining per professionisti coinvolti nell’erogazione delle prestazioni di screening, sia di consulenza per l’analisi organizzativa, la realizzazione del sistema informativo di supporto al programma, la definizione di un piano di monitoraggio.

In Italia, le azioni sono focalizzate alla promozione della collaborazione interdisciplinare tra endoscopisti e anatomopatologi nella fase diagnostico-terapeutica del percorso di screening, all’analisi delle barriere all’attuazione di programmi regionali e all’individuazione di possibili interventi correttivi sulla base delle evidenze disponibili, utilizzando il modello Precede-Proceed e attraverso l’attuazione di studi di valutazione dell’impatto sulla partecipazione di diverse modalità di invito.

Le attività previste dal progetto, così come la sua durata, sono state parzialmente rimodulate a causa dell'emergenza pandemica.

Scheda aggiornata a:
31-05-2022
Attività:
Formazione
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Livia Giordano
Collaboratori esterni:
Antonio Ponti, Marco De Lauri, Elisa Betti, Paola Mantellini
Enti Finanziatori:

Studio SETIL

Responsabile:

Lo studio indaga le cause di leucemie, linfomi e neuroblastomi infantili, concentrandosi in particolare sui campi magnetici a 50 Hz, raggi gamma, radiofrequenze e altri possibili fattori di rischio ambientali quali benzene, solventi, pesticidi, fumo passivo, inquinamento atmosferico e vari agenti infettivi.


Lo studio multicentrico italiano sull’eziologia dei tumori infantili linfoemopoietici e dei neuroblastomi (SETIL) costituisce la prima ricerca epidemiologica italiana in questo ambito e risponde a precise istanze conoscitive più volte espresse sia dall’opinione pubblica sia dalle autorità sanitarie.

La disponibilità di dati relativi alla specifica realtà italiana potrà dunque in futuro costituire la base per la ricerca di un consenso su scelte fondamentali per la tutela della salute.

Il progetto partecipa al Consorzio Internazionale CLIC coordinato dalla Southern California University e dalla International Agency for Research on Cancer (IARC).

Pubblicazioni:
  • Parental age and the risk of childhood acute myeloid leukemia: results from the Childhood Leukemia International Consortium.

    Fonte:Cancer Epidemiol 2019; 59: 158-165. (IF 2.619)
  • Parental occupational exposure to low-frequency magnetic fields and risk of leukaemia in the offspring: findings from the Childhood Leukaemia International Consortium (CLIC).

    Fonte:Occup Environ Med 2019; 76: 746-753. doi: 10.1136/oemed-2019-105706. Epub 2019 Jul 29. PMID: 31358566 (IF 3.556)
  • Living on a farm, contact with farm animals and pets, and childhood acute lymphoblastic leukemia: pooled and meta-analyses from the Childhood Leukemia International Consortium.

    Fonte:Cancer Med 2018; 7: 2665-2681. (IF 3.202)
  • Advanced parental age as risk factor for childhood acute lymphoblastic leukemia: results from studies of the Childhood Leukemia International Consortium.

    Fonte:Eur J Epidemiol 2018; 33: 965-976. (IF 7.023)
  • Caesarean delivery and risk of childhood leukaemia: a pooled analysis from the Childhood Leukemia International Consortium (CLIC).

    Fonte:Lancet Haematol 2016; 3: e176-85. (IF 4.889)
  • Parental Tobacco Smoking and Acute Myeloid Leukemia: The Childhood Leukemia International Consortium.

    Fonte:Am J Epidemiol 2016; 184: 261-73. (IF 5.036)
  • The contribution of the Italian Association of paediatric haematology and oncology (AIEOP).

    Fonte:Epidemiol Prev 2016; 40: 23-27. Italian. (IF 0.924)
  • Documented and suspected risk factors for childhood cancer aetiology.

    Fonte:Epidemiol Prev 2016; 40: 10-16. Italian. (IF 0.924)
  • Road Traffic Pollution and Childhood Leukemia: A Nationwide Case-control Study in Italy.

    Fonte:Arch Med Res 2016; 47: 694-705.
  • Childhood leukemia and 50 Hz magnetic fields: findings from the Italian SETIL case-control study.

    Fonte:Int J Environ Res Public Health 2015; 12: 2184-204. (IF 2.063)
  • Home pesticide exposures and risk of childhood leukemia: Findings from the childhood leukemia international consortium.

    Fonte:Int J Cancer 2015; 137: 2644-63. (IF 5.085)
  • Childhood acute lymphoblastic leukemia and indicators of early immune stimulation: a childhood leukemia international consortium study.

    Fonte:Am J Epidemiol 2015; 181: 549-62. (IF 5.230)
Scheda aggiornata a:
30-05-2022
Attività:
Studio caso-controllo
Ambiti epidemiologici:
Epidemiologia eziologica
Articolazione: Prevenzione secondaria

Panel di biomarcatori per la personalizzazione dello screening colorettale

Responsabile:

Il progetto ha l'obiettivo di valutare, in una popolazione a rischio intermedio aderente a un programma di screening, il valore predittivo di profili dei miRNA e del microbioma, in combinazione con fattori di rischio associati allo stile di vita, per cancro colorettale o adenomi avanzati.


Ulteriore obiettivo dello studio è la valutazione dell'impatto di un protocollo di screening (intervallo di screening e criteri di invio in colonscopia) modulato sul livello di rischio definito sulla base dell'informazione ricavabile dalle determinazioni del livello di emoglobina fecale nei test eseguiti dal soggetto aderente nei round precedenti.

L'avvio del reclutamento è stato posticipato, in considerazione della consistente riduzione di attività e del calo di adesione associati all'emergenza pandemica. L'AIRC ha approvato un prolungamento di un anno del progetto a costo zero.

Il reclutamento nello studio, di durata quinquennale, verrà esteso anche ai soggetti con appuntamento in scadenza nei prossimi due anni con livelli di emoglobina fecale al di sotto del livello soglia misurato dallo strumento in occasione degli ultimi due esami.

Questi soggetti verranno randomizzati a intervallo triennale o biennale, con l'obiettivo di favorire un recupero più rapido del ritardo accumulato, posticipando l'esame per una quota dei soggetti a basso rischio.

 

Scheda aggiornata a:
19-07-2022
Attività:
Studio clinico controllato randomizzato
Patologie:
Tumore colon-retto
Collaboratori interni:
Gianluigi Ferrante, Paola Armaroli, Marta Dotti, Francesca Di Stefano, Cristiano Piccinelli
Collaboratori esterni:
Alessio Naccarati, Barbara Pardini, Giovanna Chiorino